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Gianetti Ruote, presidio continuo per i 152 lavoratori: domani giornata di vertici

Gianetti Ruote, presidio continuo per i 152 lavoratori: domani giornata di vertici

7 Luglio 2021

Svegliatevi che l’Italia si sta impoverendo. La  politica deve intervenire e vigilare su queste realtà, che speculano sulle spalle dei lavoratori”. È  l’accorato appello, che i 152 (ex) dipendenti della Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto, rivolgono agli Enti e alla Politica. Dopo la notizia inerente l’improvvisa chiusura, arrivata via mail nel pomeriggio di sabato scorso come un fulmine a ciel sereno, i lavoratori si sono riuniti in un presidio costante, diviso in tre turni diversi per 24 ore al giorno.

Oggi anche l’incontro in prefettura dal quale emerge che c’è una timida intenzione da parte della proprietà di valutare la vendita, anziché la chiusura. Domani un vertice in Assolombarda per approfondire le questioni sul tavolo e valutare la possibilità di attivare gli ammortizzatori sociali.
Nel pomeriggio poi ci sarà un’audizione in IV commissione Attività produttive della Regione: anche qui sono state convocate tutte le parti.

I COMMENTI DEI LAVORATORI:

“Il nostro timore – spiegano i lavoratori presenti  sul posto – è quello che se non rimaniamo qui a controllare, la proprietà  faccia sparire ogni cosa. È davvero stata una doccia fredda, che nessuno di noi si aspettava, visto che fino a venerdì – commenta  Paolo -, diversi camion hanno scaricato materia prima per lavorare”.

LA VIDEO INTERVISTA AI LAVORATORI:

Le testimonianze raccolte mettono in luce diversi aspetti critici e fanno pensare ad un modello di business, quello perseguito  dalla proprietà del fondo tedesco Quantum Capital Partner, che sembrerebbe “speculare” sulle spalle dei lavoratori.

“La proprietà – spiegano i dipendenti presenti – ha  dichiarato di avere avuto alcune difficoltà. Beh, noi queste problematiche  non le abbiamo mai percepite. Anzi – sottolinea Giuseppe -, recentemente abbiamo avuto clienti che volevano aumentare la  quantità degli ordini, ma  stranamente la proprietà ha rifiutato”.

Secondo Alberto, pur essendo il personale in sotto organico visti  i precedenti tagli al personale, “l’azienda ha prodotto oltre 300 mila ruote in soli sei mesi. E viste le ultime richieste da grandi aziende, come ad esempio la harley davidson, ne avremmo potute produrre molte di  più”.

La Gianetti Ruote chiude quindi senza preavviso. Non importano gli oltre 100 anni di storia e di know how: “È bastata una mail   perché  per la  proprietà – spiega Massimo – noi  eravamo solo un peso. Più  volte – testimonia il suo collega Carmelo – l’amministratore delegato  ci accusati di remare contro  gli  interessi dell’azienda.

Costavamo  troppo, ci dicevano. Motivo per il quale volevano togliere la quattordicesima e i  premi di  produzione.  Com’è possibile – concludono in coro i dipendenti – che nessuno faccia nulla e che  al contrario si  permetta una cosa del genere. Dov’è la politica?”

I SINDACATI E (UNA PARTE) DELLA POLITICA:

Assiemi ai 152 dipendenti che presidiano l’azienda, ci sono le diverse sigle sindacali: Fiom, Cgil Fim, Cisl e Uilm. E quest’oggi, dopo la recente visita del consigliere regionale della Lega Andrea Monti, è stato il turno del consigliere regionale del M5s Lombardia Marco Fumagalli, il quale, assieme al segretario Uil Milano Monza e Brianza Francesco Caruso, ha commentato la situazione.

IL VIDEO:

L’obiettivo, per il segretario Uil, è quello di richiamare l’azienda alle sue responsabilità  visto che,  tra l’altro, non ha ancora  indetto nessun  momento di confronto con i suoi dipendenti. “Cercheremo di coinvolgere Regione Lombardia – sottolinea Caruso -, ma la partita importante si giocherà presso il ministero del Lavoro. Se la Gianetti perde i suoi clienti  attuali, per l’azienda sarà davvero la fine.

Attraverso gli ammortizzatori sociali – continua Caruso – dobbiamo impedire che ciò avvenga e trovare poi un investitore che abbia l’intenzione di acquistare l’attività che ha sicuramente un futuro. In ultima analisi – chiosa il segretario Uil – è fondamentale che la politica retroceda sullo sblocco dei licenziamenti. Proprio ora, in un momento in cui la situazione degli ammortizzatori sociali si trova in uno stato pietoso”.

Prendendo la palla al balzo, il consigliere M5s Marco Fumagalli conclude: “Questa tragedia rischia di essere la punta di un Iceberg che rischia di degenerare. La Regione e il Governo devono intervenire con investimenti italiani, promuovendo attività di  private equity assieme alle associazioni imprenditoriali del territorio, così da creare una solida politica industriale che effettivamente sia in grado di salvaguardare i posti di lavoro“. 

Giovedì 8 luglio

Arrivano  nel  frattempo degli aggiornamenti direttamente da palazzo Pirelli, sede del consiglio regionale della  Lombardia. Dopo la visita effettuata alla Gianetti Ruote, il consigliere regionale del M5s Marco Fumagalli, quest’oggi giovedì  8 luglio, dichiara di voler andare fino in fondo alla questione. Caustico dichiara: “Sono solo prenditori o  c’è sotto qualcos’altro?”.

Il consigliere 5S, che nella giornata di ieri aveva già espresso la volontà di depositare un emendamento al bilancio o un Odg chiedendo a Finlombarda investimenti ad hoc, oggi spiega come sia sua intenzione sottoporre la questione alle autorità UE “cosicché si possa  avere contezza di tutti i passaggi di proprietà effettuati finora e che,  soprattutto, non ci siano state violazioni”.

Stando alle dichiarazioni del consigliere pentastellato, “solo facendo sinergia e adottando solide politiche industriali riusciremo a salvaguardare i nostri posti di lavoro ed impedire che il caso della Gianetti Ruote diventi la normalità”.

Da un rapido approfondimento della vicenda aziendale, emergerebbe come l’Unione Europea si fosse già interessata alle sorti dell’azienda. Questa,  dopo diversi giri di compravendita, è infine stata ceduta nel 2018 al fondo tedesco Quantum Capital Partners, proprio a seguito di una decisione anti trust della UE.

A chiusura del suo intervento Marco Fumagalli dichiara: “In attesa che la proprietà dia maggiori spiegazioni, mi auguro quest’oggi in commissione IV,  ho tutte le impressioni che si tratti di una chiusura anomala,  che mortifica i lavoratori italiani e il Made in Italy, mentre arricchisce qualche imprenditore tedesco o americano”.

Articolo aggiornato in data 8 luglio 2021 alle ore 15.30

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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