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La chiusura della Gianetti Ruote approda in Regione: "152 lavoratori a rischio, serve responsabilità di impresa"

La chiusura della Gianetti Ruote approda in Regione: “152 lavoratori a rischio, serve responsabilità di impresa”

9 Luglio 2021

Il caso Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto continua a far parlare di sé: dopo l’avviso di chiusura ai dipendenti via e-mail e il presidio no stop di lavoratori e sindacati davanti ai cancelli dell’azienda, la questione è approdata mercoledì in Prefettura e ieri, 8 luglio, prima in Assolombarda e poi in Regione Lombardia durante la commissione IV, Attività Produttive. Entrambi gli incontri hanno rappresentato un momento di confronto. Da parte della proprietà sembrerebbe emergere una timida apertura al dialogo, mentre la Politica invita l’azienda ad avere maggior responsabilità di impresa, evitando così la preannunciata chiusura dell’attività.

In regione erano presenti all’incontro online i principali consiglieri regionali membri della commissione IV, tra cui la vicepresidente della commissione Paola Romeo (Fi), il consigliere Andrea Monti (Lega), Marco Fumagalli (M5s), Gigi Ponti e Raffaele Straniero,  entrambi del gruppo Pd. Hanno risposto all’appello le diverse sigle sindacali: Fiom-Cgil Fim-Cisl e Uilm.

Presenti anche i sindaci del territorio: Roberto Crippa per Ceriano Laghetto. Andrea Basilico per il comune di Cogliate. Nilde Moretti per il comune di Solaro. Antonio Romeo per il comune di Limbiate. Poi a sostegno e a rappresentanza dei primi cittadini del territorio ha risposto all’appello il presidente della provincia Monza e Brianza, Luca Santambrogio.

Hanno invece  rappresentato gli interessi della proprietà  Gianetti Ruote il legale Bertazzoli e l’Ad della Quantum Capital Partner, Goran Mihajlovic.

L’AUDIZIONE IN REGIONE – I SINDACATI

A prendere  la parola sono in prima istanza le sigle sindacali, le quali snocciolano la delicata situazione e denunciano il muro che la società aveva messo in piedi  fino ai giorni scorsi.

“Abbiamo chiesto questa audizione proprio per poter illustrare la situazione drammatica nella quale, dalla sera alla mattina, i lavoratori si sono trovati – denuncia Pietro Occhiuto della Fiom -. Noi crediamo che il sito sia nelle condizioni  di continuare la propria attività“. Per il segretario della Fiom si tratta di una procedura azzardata nonché assurda che: “Calpesta la dignità di tutti i lavoratori”.

In tal senso e di comune accordo, le sigle sindacali chiamano Regione alle sue responsabilità: “Abbiamo bisogno che Regione e Istituzioni prendano in mano questa situazioni che rischia di sfociare in pesanti risvolti sociali“.

La richiesta rivolta alla proprietà è principalmente quella di ritirare la procedura di chiusura e far rientrare il personale. Questo perché – a detta  dei sindacati – il caso Gianetti sta avendo un effetto domino sul territorio: “Molte aziende artigianali che ruotano intorno alla Gianetti, rischiano di perdere gran parte delle loro commesse”, denunciano le sigle sindacali le quali, inoltre, precisano come anche altre grandi aziende, come ad esempio la Iveco, nel caso il processo produttivo della Gianetti non dovesse ripartire, quest’ultime potrebbero subire un gravoso blocco della produzione.

Gianetti Ruote

Sulla stessa linea il segretario Uilm, Vittorio Sarti: “Secondo la procedura di legge – spiega – la proprietà ha 175  giorni di tempo per trovare degli accordi, anziché lasciare centinaia di famiglie all’improvviso senza lavoro“.

La richiesta viene reiterata più volte dai presenti in audizione: la proprietà deve riprendere immediatamente l’attività produttiva, così da non perdere i propri clienti e, soprattutto, non mettere in difficoltà le attività produttive ad essa collegate.

L’AUDIZIONE IN REGIONE – LA RISPOSTA DELLA PROPRIETÀ

L’Ad Goran Mihajlovic, dal canto suo, ha cercato di motivare quanto accaduto parlando di una crisi che perdura ormai da moltissimo tempo. Secondo l’Ad, negli ultimi 12 anni, la Gianetti ha accumulato perdite per oltre 50 milioni di euro. “Negli  ultimi 5 anni – dichiara l’amministratore –  erano mediamente di 7 milioni  l’anno, ossia il 19% del fatturato. Mentre, a causa del Covid, abbiamo perso 16 milioni“.

Pandemia a parte, per l’Ad tedesco alla Gianetti manca la competitività: motivo per il quale lo stabilimento ha continuato ad aumentare le proprie perdite, nonostante le varie soluzioni tentate. Ad esempio quella di provare ad abbassare il costo del lavoro. Si è parlato di ammortizzatori sociali, ma per la proprietà non erano abbastanza: “Sono troppo pochi visti i nostri problemi strutturali e in più – dichiara caustico Goran Mihajlovic – non prendono in considerazione l’ignoranza dei clienti che non hanno accettato la maggiorazione dei prezzi”.

Per quanto riguarda invece l’accusa di aver scaricato 152 dipendenti  dall’oggi al domani, l’Ad risponde: “La scelta di una tale comunicazione è stata fatta solo per non causare tensione durante le fasi produttive, le quali avrebbe potuto compromettere la qualità del lavoro svolto o la salute fisica dei lavoratori“.

L’AUDIZIONE IN REGIONE – SINDACI E PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

Un’altra musica, alla proprietà, è invece stata cantata dai consiglieri regionali e dai sindaci del territorio. La prima nota è stata il richiamo alla responsabilità d’impresa, che per il consigliere regionale Andrea Monti è mancata in modo particolare. Roberto Crippa, sindaco di Ceriano, parla di collaborare con il Mise e il ministero del Lavoro, nonché assieme ai sindacati e a Confindustria: “Le azioni da mettere in campo devono essere immediate. Il territorio e i lavoratori non possono aspettare oltre”.

L’obiettivo auspicato è quello di trovare qualche imprenditore che possa valutare il subentro. Ma soprattutto è quello di impedire al Governo di accettare una situazione del genere: “Il rischio sarebbe quello di creare una macelleria industriale senza fine”.

Ogni sindaco presente ha quindi ribadito l’importanza delle Istituzioni in questa delicata fase. “Soprattutto perché –  spiega il primo cittadino di  Limbiate, Romeo – la  crisi dovuta al Covid non deve diventare elemento o scusante di chiusura delle aziende”.

Inoltre, concordano i primi cittadini presenti alla tavola rotonda, “questo fardello non può ricadere solo ed esclusivamente sulle spalle degli enti locali che, se lasciati senza aiuti, non avranno gli strumenti adeguati per gestire l’emergenza. “Per questo motivo – ribadisce  il sindaco Basilico – ci aspettiamo un intervento rapido e puntuale da parte di Regione e del Governo: il risultato deve essere immediato”, ribadisce il primo cittadino di Cogliate.

Chiude gli giochi il presidente della provincia Monza e Brianza, Luca Santambrogio: “Mi unisco alle preoccupazione tangibili  dei colleghi sindaci e condivido appieno quanto finora detto. La situazione è paradossale e credo che, come detto dal sindaco Basilico, sia  fondamentale il tavolo Regionale e soprattutto nazionale. Allo stesso tempo è fondamentale una presa di coscienza da parte della proprietà: mi auguro comprenda l’importanza di fare un passo indietro dando all’azienda l’opportunità di essere reinserita sul mercato“.

Luca Santambrogio

L’AUDIZIONE IN REGIONE – I CONSIGLIERI

Per il consigliere regionale Raffaele Straniero (PD), quella che andrebbe composta è “un’azione di concerto, che maggioranza e opposizione dovranno compiere assieme. Ed uniti soprattutto, al fine di trovare una possibile soluzione per salvare la Gianetti“. Dal canto suo, Andrea Monti richiama alla responsabilità produttiva: “Bene che la proprietà tedesca della Gianetti abbia iniziato ad aprirsi al dialogo, ma è chiaro che questa proprietà ha un modo di fare impresa molto lontano da quello della Brianza“.

Ultimo, ma non ultimo è il consigliere pentastellato Marco Fumagalli. Prima dell’incontro in commissione IV aveva dichiarato la sua intenzione di rivolgersi alla comunità europea: “Quello che mi preme – spiega – è comprendere se quanto fatto dalla Quantum Capital Partner sia avvenuto secondo canoni di trasparenza e laicità o se, al contrario, ci siano dietro altri interessi di business. E poi aggiunge: “Va soprattutto perseguita la solidarietà verso i lavoratori e, se davvero la Gianetti è stata venduta al fondo tedesco per  la tutela della concorrenza, ora vanno tutelati anche gli interessi delle tante aziende collegate alla Gianetti, assieme al posto dei 152 lavoratori”.

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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