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Brianza ReStart: la rigenerazione urbana parte da tecnologia e sostenibilità

Brianza ReStart: la rigenerazione urbana parte da tecnologia e sostenibilità

28 Luglio 2021

Il Covid-19, soprattutto nel periodo del lockdown totale, ci ha fatto vedere e vivere squarci di un futuro possibile e, forse, necessario. Soprattutto sul fronte dello smart working e, di conseguenza, di un uso meno intensivo e più ecologico dei trasporti pubblici e privati. Che, come evidenziato nella terza delle quattro giornate di BRIANZA ReSTART → RECOVERY, possono e devono diventare un ambito di sviluppo tecnologico e scelte strategiche pubbliche.

Con la possibilità di sfruttare gli ingenti fondi messi a disposizione dal Recovery Fund e del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e la capacità di adottare soluzioni flessibili e di rapida applicazione. Perché anche Monza e Brianza, uno dei territori più urbanizzati d’Italia, ha bisogno, dati alla mano, di un cambio di passo sulla mobilità.

“I flussi giornalieri di persone in questo territorio sono complessi e consistenti sia come luogo di origine che di destinazione – sottolinea Matteo Colleoni del Dip. di Sociologia e ricerca sociale dell’Università degli studi di Milano Bicocca – il problema, con il 69% delle persone che si sposta con veicoli privati, sono soprattutto la scuola e il lavoro che raccolgono circa il 60% degli spostamenti tra le 7 e le 9 del mattino e le 18 e le 20”.

Se questo è un elemento indicativo dello stato attuale dei fatti e le ricadute negative sull’ambiente e sulla qualità della vita sono evidenti, l’appuntamento dedicato a territorio e mobilità da BRIANZA ReStart, che la Provincia di Monza e Brianza ha organizzato ad un anno di distanza dall’avvio del Patto per l’economia, il welfare, la formazione, il territorio e la mobilità, firmato da 85 soggetti tra istituzioni, associazioni di categoria, ordini professionali, sindacati, rappresentanti del welfare, del terzo settore, della scuola e della formazione, ha discusso anche di alcune possibili soluzioni. Che vedono nella tecnologia e nelle infrastrutturali digitali un asse portante.

LE ISTITUZIONI

A Monza e in Brianza la Provincia ha assunto il ruolo di chi sta cercando di indicare la strada e di prendere le decisioni, legislative e burocratiche, in grado di designare un territorio che guardi all’eco-sostenibilità, all’economia circolare e all’equità sociale. “Ad aprile 2021 abbiamo approvato una variante al Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale, Ndr) che punta ad una riduzione del consumo di suolo pari al 45% per la destinazione residenziale e del 40% per quelle commerciali e produttive” spiega Riccardo Borgonovo, Vice Presidente della Provincia di Monza e della Brianza e Consigliere Delegato al Territorio.

“Inoltre contiamo di avere il via libera definitiva entro il 2021 al PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, Ndr) – continua – riteniamo che circolarità e resilienza debbano essere i principi guida per una rigenerazione urbana che riguardi anche il patrimonio immobiliari e le aree verdi”.

In un territorio che deve fare i conti anche con un recentissimo passato industriale, soprattutto manifatturiero e meccanico, oggi in parte scomparso, la sostenibilità dell’ecosistema urbano passa anche dal recupero di aree dismesse.

“La legge per la rigenerazione urbana e territoriale in Lombardia, la n.18 del 2019, la prima del genere in Italia, prende ispirazione dal caso dell’ex Snia di Varedo – afferma Pietro Foroni, Assessore regionale al Territorio e Protezione Civile nel suo intervento a BRIANZA ReStart – con le sue numerose problematicità, infatti, è l’emblema di come lo sviluppo sostenibile per essere tale debba collegarsi ad uno slancio economico e sociale che poggi anche su incentivi economici e burocratici su oneri di urbanizzazione e costi di bonifica”.

LE DIVERSE MOBILITA’

Su 147 progetti che i Comuni di Monza e della Brianza hanno fino ad ora presentato in Provincia per intercettare i fondi previsti per il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), ben 19 sono sulla mobilità. Segno che il tema è uno di quelli percepiti come più specifici nel nostro territorio. E se quest’ultimo è “nella sua interezza un bene comune”, come ha ricordato Enrica Lavezzari, Presidente Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Monza e della Brianza, nel tracciare a grandi linee la città del futuro, la mobilità è un concetto altrettanto trasversale. Alle persone, al lavoro e allo stesso territorio.

Una delle basi, su cui questo fronte cruciale per lo sviluppo deve costruire i prossimi anni, sono sicuramente le infrastrutture digitali. Che, nonostante i recenti passi avanti e gli investimenti di società pubbliche ed aziende private per una diffusione sempre più capillare della banda ultra larga, presentano ancora dei buchi neri. Anche nella nostra Provincia.

“Noi ci occupiamo di portare la fibra a 20 metri dalle unità immobiliari e prevediamo interventi in circa il 30% dei 55 Comuni di Monza e della Brianza per complessivi 92mila abitanti” annuncia Luigi Cudia di Infratel, la società in-house del Ministero dello Sviluppo economico. Che a BRIANZA ReStart era presente insieme ad alcuni dei principali operatori privati del settore delle infrastrutturali digitali.

“La copertura per la banda larga in questo territorio è nel complesso buona, ma, come nel resto di Italia, c’è bisogna di far evolvere la rete per renderla più efficace – sostiene Mirko Santocono di Fastweb – ecco perché sottolineiamo l’importanza dei Data Center che, insieme alle infrastrutture fisiche, permettono un’integrazione degli elementi digitali e lo sviluppo di servizi per i cittadini come il parcheggio intelligente e l’illuminazione smart”.

L’evoluzione di questo specifico ambito dipenderà anche dal 5G, la rete mobile di quinta generazione che offre velocità e prestazioni molto avanzate. “Negli ultimi tre anni abbiamo fatto una sperimentazione nell’area metropolitana di Milano ed ora siamo partiti in altre 25 città italiane – spiega Sabrina Baggioni di Vodafone – il nostro Piano comprenderà anche Monza e Brianza, nell’intenzione di arrivare, grazie al 5G, anche dove non è sostenibile portare la banda larga”.

 L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA

Che un domani la mobilità delle persone possa avvenire su mezzi con pilota automatico sembra essere solo una questione di quando. Almeno secondo Umberto Spagnolini del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano che ne immagina un uso concreto fra circa 15 anni.

“Il servizio di trasporto, fatto ad esempio da robotaxi, sostituirà almeno in parte quello dei veicoli privati – sostiene – attualmente i nostri studi si stanno concentrando sugli aspetti di connettività e sulla difficoltà dei sensori delle macchine con pilota automatico a rilevare le biciclette in strada.

“E’ già in sperimentazione – continua – con un progetto realizzato dal Politecnico insieme ad Atm e Comune di Milano, in partnership con Vodafone e Ibm, il primo filobus connesso alla rete 5G”.

Se questo scenario ha potenzialità ancora da valutare ed implementare, sembra molto più urgente la necessità di sistemi leggeri di trasporto pubblico di massa. “La leggerezza è da intendere non solo nella consistenza fisica dei mezzi utilizzati, ma anche nella pianificazione del suo ciclo di vita, nella manutenzione, nella scelta di competitor e nell’iter autorizzativo” afferma, nel corso del terzo appuntamento di BRIANZA ReStart, Pierpaolo Cicchiello, Presidente Ordine Ingegneri della Provincia di Monza e della Brianza.

“Bisogna iniziare ora a scegliere le strade da percorrere in base ai dati disponibili e non fare il contrario – continua – ecco perché, se immagino i prossimi 5 anni, punto su un trasporto sospeso su funi con pilota automatico”.

La mobilità elettrica è un elemento che, unito agli altri, avrà voce in capitolo nel disegnare spostamenti più sostenibili. “Dal 2013 i numeri delle auto elettriche si stanno duplicando, se non triplicando, ogni anno – afferma Massimo Agostinelli di Enel X – noi contiamo di arrivare a 14mila punti di ricarica entro il 2021 e a 25mila entro il 2025”.

Porre l’ambiente come linea guida delle scelte su mobilità e territorio vede un po’ tutti d’accordo, ma nella realizzazione concreta di questo principio non mancano le specificità. Da un lato Marco Spinedi, Presidente dell’Interporto Bologna, nel suo intervento a BRIANZA ReStart, candida Monza e la Brianza “come area ideale dove sperimentare una diversa distribuzione delle merci per una logistica più sostenibile”, dall’altro Gianni Del Pero, Presidente Delegato WWF Lombardia, crede nella sinergia tra ambiente e lavoro. E, nel ricordare che la nostra Provincia, è una delle prime in Italia per cementificazione, afferma che “si può partire dallo stop al consumo di suolo”.

Conciliare la fiducia nella tecnologia e in infrastrutture digitali efficienti, aspetto di cui ha parlato il Presidente della Provincia di Monza e Brianza, Luca Santambrogio, con la salvaguardia dei posti di lavoro e la legalità nei numerosi appalti che deriveranno dal PNRR, esigenze rimarcate da Abele Parente, Segretario Generale UIL Monza e Brianza, è una delle sfide dei prossimi mesi ed anni. Per vincerla davvero, bisogna vincere tutti.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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