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Autodromo Monza: non c'è il primato, ma per il patrono dell’Automobilista è comunque festa

Autodromo Monza: non c’è il primato, ma per il patrono dell’Automobilista è comunque festa

25 Luglio 2021

Nemmeno San Cristoforo che, secondo la leggenda, aveva anche un fisico da gigante e, di mestiere, faceva il traghettatore su un fiume, questa volta è riuscito a fare il miracolo. Del resto l’obiettivo fissato dall’Autodromo Nazionale Monza, quello di raggiungere, nel giorno, il 25 luglio, in cui si celebra il protettore degli automobilisti e, più, in generale, il patrono di tutti quelli che hanno a che fare con il trasporto nelle sue varie forme e modalità, un numero di mezzi in parata in grado di coprire tutti i 5.793 metri della pista, è stato abbandonato prima ancora che fallisse. Non solo per l’eccessivo numero di veicoli necessario a realizzare questo vero e proprio Guinness dei Primati, ma per le difficoltà logistiche ed organizzative.

LA PARATA

Nell’attesa di riprovarci in tempi migliori, magari, Covid permettendo, nel 2022, l’anno del centenario dell’Autodromo di Monza, la tradizionale Festa dell’Automobilista non ha tradito la sua mission principale. Quella, cioè, di vivere una giornata intera in cui aprire le porte dello storico Tempio della Velocità, nel cuore del Parco di Monza, ai Soci degli Automobile Club della Lombardia e a tutti i conducenti di mezzi a motore.

E, così, sin dalle 9.30 del mattino una lunga fila di veicoli, dalle semplici utilitarie ai mezzi agricoli della Coldiretti, compresi imponenti trattori, dai veicoli delle Forze dell’Ordine, Croce Rossa Italiana, Vigili del Fuoco, Protezione Civile fino ad una folta rappresentanza di motociclisti, ha cominciato ad entrare dalla Porta di Vedano in direzione Autodromo.

Ad ora di pranzo, poi, quando anche le mitiche curve Sopraelevate erano state coinvolte nelle celebrazioni, il clou è arrivato con la benedizione dell’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini. Che, con poche parole, ha voluto infondere in particolare la speranza agli automobilisti e il ricordo per chi, a causa della pandemia, ci ha lasciati.

Questo 25 luglio in onore di San Cristoforo non è stato solo parata. Il via vai di roboanti veicoli e non solo in Autodromo, nel paddock e nei box, ha dimostrato il desiderio di molti di effettuare alcuni giri liberi di track day con le loro vetture private sulla pista di Monza in turni della durata di circa 25 minuti l’uno.

Il ricavato di chi si è iscritto per vivere alcuni momenti sognando di essere, magari, Hamilton o Verstappen, insieme a quello di quanti hanno acquistato il “cestino drive-in” preparato dagli Alpini di Monza e di Varese e dall’associazione Monelli della Motta di Varese, è andato in beneficenza, dedotti i costi vivi, alla Caritas Ambrosiana.

IL PREMIO BRUNO BRIDA

Quest’anno la Festa dell’Automobilista è stata anche l’occasione per ricordare un uomo che, laureato in ingegneria, per oltre 40 anni ha fatto il giornalista nel settore motoristico, produzione e sportivo e il consulente della comunicazione. Bruno Brida, che è morto nel settembre 2019 a soli 68 anni, frequentava l’Autodromo di Monza sin dalla tenera età. Ed, oggi, chi lo ha conosciuto e “gli riconosce le sue qualità professionali ed umane”, come afferma Giuseppe Redaelli, direttore dell’Autodromo di Monza, gli ha voluto tributare gli onori con la prima edizione di un premio che porta il suo nome.

Dopo il ricordo commosso di Franco Carmignani, attuale responsabile di Paddock, la rivista che lo stesso Brida ha diretto, e di Carlo Leoni, responsabile comunicazione del Gruppo Stellantis, che ha lavorato con il giornalista ai tempi di Peugeot e Psa, a ricevere il riconoscimento è stato Dario Lucchese.

Il giornalista siciliano, tra le firme principali di Autosprint, è stato scelto per gli articoli pubblicati in merito agli ACI Racing Weekend. “Sembrerebbe un esito quasi scontato vista la titolarità di Dario per questa fascia di attività “non F1” nel settimanale diretto da Andrea Cordovani – si legge nella motivazione – in realtà Lucchese ci mette sempre quel qualcosa in più e non è facile nei tempi ristretti quanto affollati di gare come quelle di Monza, che si vogliono ulteriormente valorizzare”.

Il premio “Bruno Brida Monza” è consistito in un paio di biglietti tribuna per il Formula 1 Gran Premio d’Italia 2021, donato al vincitore dall’Autodromo Nazionale di Monza, e in una vettura in prova per un mese messa a disposizione dai marchi Peugeot e Citroen.

E proprio a proposito di biglietti per il prossimo GP di Monza, in programma dal 10 al 12 settembre, il direttore Redaelli ha confermato l’auspicio già espresso nei giorni scorsi: “Ci auguriamo di tornare alla normalità con la messa in vendita dei biglietti nei prossimi giorni – afferma – speriamo poi di poter festeggiare nel 2022 il centenario dell’Autodromo in maniera gloriosa”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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