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Quando la fine della scuola è motivo di tristezza. La storia di Alessandro, ragazzo autistico di Giussano

Quando la fine della scuola è motivo di tristezza. La storia di Alessandro, ragazzo autistico di Giussano

9 Giugno 2021

Oggi la scuola è finita e i ragazzini festeggiano la conclusioni di un anno difficile, che gli ha visti impegnarsi seriamente seppur con tante difficoltà. Purtroppo il momento non è stato lieto per tutti: Alessandro, giovane autistico, è molto triste e preoccupato perché forse non potrà più tonare a scuola e nessuno gli ha indicato cosa farà.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata all’attenzione del Direttore, Matteo Speziali.

Buongiorno Direttore,

volevo informarVi su un “situazione delicata” che si sta verificando all’interno di una scuola a Giussano. L’Associazione Anfass ha già comunicato la questione agli uffici regionali di competenza.

Oggi la scuola è finita e tutti festeggiano. Ma Alessandro ( ragazzo autistico) è molto triste e preoccupato perché forse non potrà più tonare a scuola e nessuno gli ha indicato cosa farà.

Proprio così, nonostante sia stato un anno, causa pandemia,  dove il ragazzo ha potuto frequentare pochissimo la scuola e quindi non raggiungere i suoi obiettivi di competenza e relazione, la scuola ha voluto ugualmente “licenziarlo” e non dargli la possibilità di ripetere l’anno.

Nonostante tutti ( psicologa/servizi sociali/ e gli stessi genitori) avessero espresso parere favorevole, anzi auspicabile perché Alessandro venisse fermato un anno per completare il suo percorso di apprendimento, la scuola ha deciso di “abbandonarlo”.

Gli eventi eccezionali che hanno caratterizzato gli ultimi due anni scolastici hanno portato per Alessandro ad una evidente deprivazione  di occasioni indispensabili al raggiungimento degli obiettivi previsti dal suo Piano Educativo.

La situazione eccezionale ha tolto ad Alessandro, alunno con bisogni speciali, l’opportunità di raggiungere necessari obiettivi di crescita che possono essere strutturati solo in un contesto scolastico.

Nonostante tutto questo la scuola non ha voluto sentire ragione. Alessandro doveva essere promosso ed “abbandonato al suo futuro” senza nemmeno preparare un progetto ponte che gli permettesse di integrarsi (forse) in una nuova struttura.

Almeno  la scuola dovrebbe dare un segnale nel  rispettare quei diritti che dovrebbero essere invece scontati; almeno la scuola dovrebbe creare le condizioni adatte per avere una società di pari diritti ed opportunità.

Invece no, quando è il momento di passare dalle parole ai fatti le cose si complicano e diventano NON POSSIBILI e NON ATTUABILI.

Ecco un caso concreto in cui questi diritti  vengono palesemente  violati.

Spero di non sbagliare nel ritenere  che l’inclusione consideri che anche gli alunni con disabilità hanno il diritto di fare un percorso di crescita, come tutti, senza essere “parcheggiati” o “trattenuti”, né al contrario essere promossi solo per “essere spediti” il prima possibile.

Per questo motivo deve essere posta massima attenzione nella valutazione del raggiungimento degli obiettivi, perché le competenze raggiunte, anche per un ragazzo autistico, sono i mattoni per costruire il proprio progetto di vita.

Ritengo che mio figlio abbia il diritto di completare la sua preparazione e raggiungere davvero quegli obiettivi, sia in termini di competenze ma anche di autonomie e modalità di relazione, che gli sono necessari per poter affrontare la futura fase della sua vita.

Questi obiettivi non sono stati raggiunti perché, a causa della pandemia, mio figlio non ha potuto andare a scuola e quindi frequentare un normale anno scolastico.

Nonostante questo gli viene impedito di ripetere l’anno scolastico per raggiungere questi obiettivi. Paradossale ma è la realtà dei fatti.  

Perché i normotipici posso ripete l’anno e i ragazzi autistici no?  Danno cosi fastidio alla scuola da dover essere allontanati il prima possibile anche se la pandemia ha impedito a loro di frequentarla?

 Sulla vicenda ho già informato  il Sottosegretario di Stato dott. Rossano Sasso e il Ministro dell’Istruzione  il quale si sta attivando sulla questione.

Anche Anfass Nazionale, informata sull’accaduto, ha preso una precisa posizione ed ha subito scritto alla dirigente scolastica. 

Anche l’Assistente Sociale, nonché la psicologa, hanno scritto alla dirigente scolastica, esponendo alla stessa, la necessita di far ripetere l’anno scolastico ad Alessandro per potere completare la sua preparazione nonché creare un progetto ponte per il suo futuro lavorativo. 

Da genitore, mi chiedo solo come  possa la Scuola,  nel 2021 post pandemia, non tenere minimamente in  considerazione le esigenze basilari di un ragazzo autistico e avere come unico obiettivo il “liberarsene” il prima possibile.

Con questa mia segnalazione voglio dare il mio modesto contributo affinché questo mondo dove crescerà mio figlio  sia un po’ migliore e più inclusivo.

Sono sicuro che il compito sarebbe molto più facile se tutti gli adulti, tutti coloro che sono investiti da responsabilità, tutti coloro che dovrebbero interpretare queste responsabilità come servizio e non come potere, se tutti costoro imparassero a guardare il mondo con gli occhi di Alessandro.

Ringrazio per l’attenzione che riserverete alla presente lettera.

Cordiali saluti

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Fonte Esterna
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