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Monza Città in trappola, il gioco urbano che ha acceso l’entusiasmo della scoperta!

Monza Città in trappola, il gioco urbano che ha acceso l’entusiasmo della scoperta!

21 Giugno 2021

C’è chi si è presentato con il gommone, remi e cappelli di paglia da barcaioli. Altri si sono portati dietro sagome di violini sulle spalle. Altri ancora casci da cantiere, imbracature e cazzuola. Noi di MBNews, con una squadra composta da Filippo Panza, Chiara Rossi, Matteo Rossi e Deborah Aldeghi, invece, in quanto cappellai, avevamo dei copricapi per simboleggiare uno dei mestieri tradizionali più diffusi a Monza e in Brianza, almeno fino a 100 anni fa.

Divertimento e creatività, insomma, sono state tra le componenti principali di “Città in trappola”, il live gaming che ha visto Monza come prima delle 12 tappe di un’iniziativa che tra giugno e ottobre toccherà tutti i 12 capoluoghi lombardi con lo scopo di far vivere un’esperienza coinvolgente in grado di conciliare scoperta, turismo di prossimità, uso delle tecnologie digitali e spettacolo dal vivo in un modo totalmente nuovo e completamente sicuro.

Sabato 19 giugno “Città in trappola”, gioco organizzato da Dramatrà, associazione e impresa sociale milanese, col patrocinio del Comune di Monza, ha visto nel capoluogo della Brianza la partecipazione, con iscrizione gratuita e obbligatoria, di ben 32 squadre, da 2 a 4 componenti.

UN TURISMO DIVERTENTE

Amici, coppie e famiglie, con tanto di figli al seguito. Che partendo dai Boschetti Reali si sono sfidate, in circa 3 ore su e giù per il centro della città di Teodolinda, per risolvere enigmi e indovinelli, trovare luoghi e personaggi, ascoltare aneddoti, realizzare foto e video con il cellulare per poi caricarli sulla piattaforma online. Ed infine tornare ai Boschetti Reali.

E’ qui, infatti, al termine di un’articolata trama narrativa, che ruota intorno alla necessità di sventare la minaccia di un catastrofico blackout che, secondo gli appunti di Alessandro Volta, dovrebbe scattare proprio nel 2021, a 222 anni dalla scoperta dell’elettricità, che le squadre partecipanti hanno scoperto di aver ricostruito l’esacodice e accumulato i Watt.

Il tutto è servito ad attivare la Volta-Machine 9000 inventata da Alex Volt, pro-nipote dello scienziato comasco, l’unica possibilità di salvezza per Monza, la Lombardia e l’umanità intera. La classifica di chi ha raccolto il numero maggiore dei preziosi Watt, ottenuti superando le 30 prove previste da “Città in trappola”, ha premiato i barcaioli di Senza coperchio, davanti agli Squadrato e a Balabiòtt.

Noi di MBNews, media partner dell’iniziativa, ci siamo difesi al meglio delle nostre possibilità con un sesto posto finale. La graduatoria, però, non è in fondo così importante. Perché lo scopo principale degli organizzatori del gioco, sostenuti dal contributo di Fondazione Cariplo, dagli sponsor il Viaggiator Goloso®, U2 Supermercato ed Enerxenia e da diversi partner Mastertent, Germo, Ricola, Cameo e BrianzAcque, era decisamente un altro.

Da un lato, infatti, chi è di Monza o la conosce già, ha potuto scoprire particolari meno noti, seppure spesso sotto gli occhi di tutti nelle nostre passeggiate in centro. Come l’imponente opera del pittore e mosaicista Riccardo Licata posta sulla fiancata di un edificio a due di piazza Trento e Trieste. O ancora la cosiddetta “casa dei nani” su via Italia.

Dall’altro lato, invece, chi è venuto da fuori città, come la famiglia con papà, mamma e due figli di Paullo, ha avuto la possibilità di vivere un pomeriggio turistico sui generis, ma non per questo meno ricco e formativo di una classica visita guidata.

Perché l’obiettivo di Dramatrà, con “Citta in trappola” come nella sue altre proposte di eventi rivolti a cittadini, aziende private ed enti pubblici, è sempre quello, come recita il claim sul suo sito, di portare “il racconto, la struttura, l’energia e l’emozione teatrale fuori dal teatro, per far riscoprire le storie dei luoghi, delle persone, dei territori e del tessuto produttivo”.

Alla fine, quindi, tutti hanno lasciato soddisfatti i Boschetti Reali di Monza. Anche se l’inevitabile spirito di competizione un po’ di delusione l’ha lasciata nelle squadre che non sono arrivate ai primi posti. Sabato prossimo, 26 giugno, comunque, per gli amanti di “Città in trappola” ci sarà la possibilità di rifarsi a Brescia.

La formula del gioco non cambia. E forse, in quest’epoca post Covid, che tutti ci auguriamo sia davvero iniziata, unire intrattenimento, turismo e cultura, il tutto miscelato con una spinta alla mobilità sostenibile, soprattutto quella di gambe e piedi, è anche un modo per rilanciare su basi diverse alcuni dei settori più colpiti dalla pandemia. Anche Volta, che di energia ed innovazione se ne intendeva, siamo sicuri, avrebbe apprezzato.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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