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Lissone stop a degrado e vandalismi grazie alle videotrappole

Lissone stop a degrado e vandalismi grazie alle videotrappole

16 Giugno 2021

Matteo Caimi le ha trovate tre mesi fa, al suo arrivo al comando della Polizia locale di Lissone. Da allora le cinque videotrappole che erano già state installate in diversi angoli del territorio comunale hanno iniziato a dare boni risultati.

Una di queste, nascosta in uno spazio nei dintorni della stazione, ha permesso nei giorni scorsi di immortalare un nuovo odioso episodio di vandalismo ai danni di un’auto parcheggiata a pochi metri dall’ingresso della stazione.

«La macchina si attiva nel momento in cui percepisce movimento davanti all’obiettivo. Purtroppo le immagini non sono così definite per permettere il riconoscimento dell’individuo – ha spiegato il comandante Caimi – ma dal confronto con altre immagini che abbiamo messo a disposizione del comando dei Carabinieri, si è potuto identificare l’autore del gesto». Si tratta di un minorenne immortalato mentre manda in frantumi il vetro dell’auto presa di mira con il solo scopo di danneggiare il mezzo.

Le videotrappole, utilizzate prevalentemente per prevenire l’abbandono illegale di rifiuti, sono però servite anche per combattere il problema del degrado che ancora attanaglia i dintorni della stazione ferroviaria.

«In questo momento sono attive e funzionanti in tutta Lissone 128 telecamere fisse – continua il comandante della Polizia locale – sono un buon sistema per tenere sotto controllo la città e ci permettono di intervenire tempestivamente in caso di necessità, ma devo dire che negli anni l’attività di videosorveglianza per finalità preventiva si è notevolmente ridotta. Ci siamo abituati a vedere in giro centinaia di telecamere, quasi non ci facciamo più caso. Inoltre l’attività manutentiva di questi sistemi di videosorveglianza è molto onerosa perché deve essere fatta costantemente perché risulti efficace».

Restano ancora scoperte altre aree della città che non sono osservate dall’occhio elettronico. «Tutta la zona del Bosco urbano, l’area al confine con Biassono non è coperta da alcuna videocamera perché quella è una zona della città dove è meno intensa la presenza di dinamiche viabilistiche – continua Caimi -. Dobbiamo però ricordare che il Comune di Lissone è stato pioniere in materia di videosorveglianza. La prima delibera di giunta risale al 2004, mentre in altri Comuni le prime telecamere sono state installate per le strade non prima del 2012 o 2013, quando si sono resi disponibili i primi bandi regionali».

Articolo scritto da Sarah Valtolina

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