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Desio, presentato al Birrificio Rurale il progetto di legge per valorizzare la filiera brassicola

Desio, presentato al Birrificio Rurale il progetto di legge per valorizzare la filiera brassicola

18 Giugno 2021

Invitati dal presidente di Unionbirrai Vittorio Ferraris, il vicecapogruppo del Carroccio al Pirellone Andrea Monti e il già Assessore regionale ai Giovani Martina Cambiaghi hanno visitato, ieri 17 giugno, il Birrificio Rurale di Desio. L’evento è stato occasione per illustrare in uno dei più rinomati birrifici brianzoli la nuova legge regionale, che sarà discussa al Pirellone tra la metà e la fine di luglio, studiata per rilanciare la filiera brassicola.

«Intendiamo tutelare, rilanciare e valorizzare la filiera produttiva legate al mondo dei birrai, con una legge regionale apposita, che sarà la prima in Lombardia e alla quale abbiamo lavorato con Martina Cambiaghi», spiega Andrea Monti.

«È fondamentale rilanciare il mondo brassicolo, dopo la crisi legata al covid che ha messo in ginocchio interi settori della nostra economia; attorno a questa importante filiera, che in tutto il Paese occupa novantamila persone e garantisce una fonte di reddito a centomila famiglie, si muovono molte realtà, da quelle imprenditoriali, al mondo dei consumatori ad un turismo perlopiù giovanile che è importante non dimenticare», continua Monti.

«Ancora oggi la stragrande maggioranza dei birrifici italiani acquista le materie prime all’estero; è invece importante valorizzare la produzione locale incentivando il consumo di birra di qualità, educando i giovani ad un uso più consapevole; così come è basilare incentivare il turismo brassicolo, come già si è fatto per quello legato al vino e all’enogastronomico. I prodotti delle nostre terre meritano di essere tutelati e fatti conoscere», aggiunge Cambiaghi.

«I micro-birrifici in Lombardia sono 155, il 16% del totale italiano, con una produzione di 112 mila ettolitri e 540 persone impiegate direttamente», spiega Monti. «La legge regionale introdurrà novità significative, a partire da un marchio regionale a garanzia dell’identificabilità del prodotto. Sarà inoltre possibile la vendita e la  somministrazione di birra sul posto, una facoltà che oggi non è consentita. Viene poi introdotto  e promosso, sull’esempio di altri Paesi Europei storici produttori di birra, uno sviluppo turistico basato sulla visita ai luoghi di produzione. Un obiettivo da raggiungere mediante la formazione di operatori turistici e la promozione di materiale informativo».

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Fonte Esterna
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