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I rischi per il cuore delle donne, Confimi Industria: “Medicina di genere nelle aziende”

I rischi per il cuore delle donne, Confimi Industria: “Medicina di genere nelle aziende”

30 Giugno 2021

Purtroppo le malattie, frutto di stili di vita sbagliati, fattori ereditari e contesto socio-ambientale, uccidono tutti i giorni. Ma gli stereotipi e le percezioni prive di reali fondamenti scientifici hanno un ruolo quasi altrettanto negativo. E’ importante, allora, avere una corretta conoscenza dello stato delle cose per poter poi agire nel modo migliore possibile.

Questo vale anche per le patologie cardiache che spesso, a torto, sono considerate un problema soprattutto maschile, mentre ogni anno una donna su tre muore di cardiopatia ischemica, più del cancro al seno o all’utero. Proprio nell’ottica di dare un contributo alla chiarezza sul fronte della salute e della prevenzione, il Gruppo Donne Imprenditrici Confimi Industria Monza Brianza e Bergamo, recentemente costituito e presentato ufficialmente, ha organizzato, insieme a Synlab CAM Polidiagnostico, leader europeo nella fornitura di servizi di diagnostica medica, il webinar “Ripartire con il cuore di donna – La salute femminile motore della ripartenza”.

 

L’obiettivo del locale Gruppo Donne Imprenditrici dell’associazione imprenditoriale, che a livello nazionale riunisce circa 45 mila imprese per 600 mila dipendenti con un fatturato aggregato di quasi 85 miliardi di euro, è di informare e formare, con questo appuntamento dedicato alle imprenditrici e alle dipendenti delle imprese associate, su un tema delicato e poco trattato che ha inevitabili ricadute anche in ambito lavorativo.

“Uno dei pilastri su cui intendiamo fondare e sostenere l’attività sui territori, per tutto il prossimo triennio, è proprio quello della salute e delle attività di prevenzione, troppo spesso dimenticate in questo lungo periodo di pandemia e di lockdown – afferma Paola Marras, Presidente del Gruppo Donne Imprenditrici di Confimi Industria Monza Brianza e Bergamo, membro del Consiglio Direttivo Confimi Industria Monza e Brianza e della Giunta nazionale Donne Imprenditrici – questo primo webinar, varato nella formula lunch, con la sua collocazione oraria ha consentito la partecipazione volontaria a 15 dipendenti dell’azienda monzese Npi Italia srl, la cui titolare è Laura Parigi, vicepresidente del nostro Gruppo”.

“Come donne imprenditrici, il cuore è ancora più importante per conciliare lavoro e famiglia, ma spesso ignoriamo i segnali che il corpo ci dà – sostiene Vincenza Frasca, Presidente nazionale del Gruppo Donne Imprenditrici Confimi Industria, ma  anche Vicepresidente di Confimi con delega alle Pari Opportunità – vogliamo proporre di inserire l’elettrocardiogramma all’interno delle visite mediche delle dipendenti e, per quanto riguarda i fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) stiamo lavorando perché sia data la giusta definizione del concetto di imprese femminili”.

L’UOMO E LA DONNA NON SONO “UGUALI”

A differenza del titolo di una nota canzone di Cesare Cremonini, se si parla di cuore, le differenze tra maschi e femmine ci sono. Anche a livello anatomico in riferimento, ad esempio, alle condizioni di danneggiamento delle coronarie. La prevenzione e la cura per essere efficaci devono tenerne conto.

“Ci sono 5 falsi miti da sfatare sulle patologie cardiache al femminile, che producono ogni anno 8 milioni di morti nel mondo e 32 milioni di giorni lavorativi persi – spiega Franco Ruffa, medico chirurgo di Synlab e specialista in cardiologia – il primo è che le malattie del cuore siano solo per uomini, mentre, invece, nonostante i controlli molto più numerosi sul sistema riproduttivo e sul seno delle donne, queste ultime hanno una probabilità su due di morire per malattie cardiovascolari. Altri miti senza fondamento sono che questo tipo di malattia non colpisce chi non è anziano, chi è in forma, chi non ha sintomi e chi non ha un chiaro fattore ereditario”.

Le specificità delle donne su questo tipo di patologie sono da ricondursi soprattutto alla menopausa. “Il crollo degli estrogeni priva le donne di un cappello protettivo contro la cardiopatia ischemica – continua Ruffa – in particolare rischiano di pesare di più, per il gentil sesso, fattori come l’associazione tra l’ipertensione e la morte precoce, il fumo, il diabete e l’arteriosclerosi”.

MEDICINA DI GENERE

La chiave per capire le particolarità delle donne, su cui il Gruppo Donne Imprenditrici di Confimi Industria Monza Brianza e Bergamo collaborerà nel prossimo futuro anche con il Consiglio per le Pari Opportunità di Regione Lombardia, guidato dalla presidente Letizia Caccavale, è, in particolare rigaurdo alla salute, nella medicina di genere.

Su questo fronte Synlab CAM Polidiagnostico è attivo con campagne di informazione e con il progetto “Cuore di Donna”, rivolto alle proprie dipendenti, tra i 35 e i 65 anni e orientato a prevenire il rischio potenziale di cardiopatia ischemica. Ma per curare il cuore, compreso quello delle donne, non esiste un farmaco. Solo alcune “best practices” da mettere in atto.

“Insieme al ginecologo, che conosce meglio l’anamnesi familiare e patologica della singola donna, si può valutare una terapia sostitutiva ormonale, ma si sta capendo che può essere meglio iniziare a farla già quando si hanno i primi sintomi della menopausa – afferma il medico chirurgo di Synlab e specialista in cardiologia – altri consigli sono di fare attenzione all’alimentazione con la dieta mediterranea, avere un’attività fisica regolare, che aumenta la vascolarizzazione del cuore, effettuare controlli metabolici in modo da poter incrociare diversi valori per arrivare ad una corretta valutazione del rischio”.

Alla base di tutto questo discorso, comunque, non può mancare una buona dose di ottimismo. Il nostro organo più importante, infatti, ha una capacità di resistenza notevole prima di essere danneggiato e compromesso. E, quindi, ci può davvero essere la speranza che, come ha affermato, durante il webinar, Paola Marras, Presidente del Gruppo Donne Imprenditrici di Confimi Industria Monza Brianza e Bergamo, “il cuore sia veramente il motore della ripartenza dopo quasi due anni di Covid”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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