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Nasce "COTI", progetto unico in Brianza. Una risposta a tutte le persone fragili

Nasce “COTI”, progetto unico in Brianza. Una risposta a tutte le persone fragili

19 Giugno 2021

Si chiama “COTI“, ovvero la Centrale Operativa Territoriale Integrata, ed è un progetto unico in Brianza. Nata sul territorio che afferisce ad ASST Brianza, la COTI  ha preso corpo con la collaborazione di ATS e dei Comuni e “rappresenta – osserva Guido Grignaffini, Direttore Socio Sanitario – una risposta a tutte le persone con importanti fragilità sanitarie e sociali, che spesso si trovano sole ad affrontare i propri problemi. L’attuale rete dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali è certamente molto presente e capillare. Tuttavia – aggiunge Grignaffini – si segnala una difficoltà, spesso a carico della famiglia, nell’accedere ai servizi e nel ricomporre e mettere in rete tutte le risposte necessarie”.

Attualmente sono operative 2 sedi COTI ad Usmate e Giussano; è in previsione l’apertura di due ulteriori sedi, a Lissone e Desio.

EQUIPE DI PROFESSIONISTI

Nella COTI vi lavora una vera e propria équipe di professionisti: infermieri di famiglia, assistenti sociali dell’ASST e degli Ambiti Territoriali, che si possono avvalere – se necessario – anche della consulenza di specialisti (il fisiatra, ad esempio, o il neurologo, il geriatra, l’internista). Un team che lavora in modo integrato con il medico o il pediatra di famiglia, ed è chiamato a segnalare situazioni di grave criticità sociali e socio sanitarie, ad intercettare precocemente e a riferirle alla COTI, situazioni di possibile rischio. Ma lavora anche in costante raccordo con i servizi che si occupano di fragilità, l’Assistenza Domiciliare Integrata, le Dimissioni Protette, i Servizi Sociali, etc.

COME FUNZIONA

In Centrale viene poi definito e organizzato un progetto assistenziale su misura del soggetto, di cui farsi carico, integrando servizi e risposte sanitarie e sociosanitarie ai suoi bisogni e a quelli della sua famiglia. Un professionista della COTI ovvero un case manager, come dicono i tecnici (l’infermiere di famiglia, piuttosto che l’assistente sociale) si impegnerà e opererà perché il progetto si realizzi concretamente.

“La COTI – spiega il Direttore Socio Sanitario dell’ASST – è il nostro modello di integrazione, per non lasciare mai solo il cittadino fragile, per accompagnarlo il più possibile”.

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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