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PLIS Grubria, Legambiente: “Ecco perché il Comune di Monza deve aderire”

PLIS Grubria, Legambiente: “Ecco perché il Comune di Monza deve aderire”

28 Maggio 2021

“Repetita iuvant”, dice un famoso motto latino. “Le cose ripetute aiutano”. Almeno questa è la speranza di Legambiente Monza. Che, dopo essere stata nel marzo 2020 tra i promotori, all’interno del Coordinamento ambientalista Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) di Monza e della Brianza e del Coordinamento delle associazioni e dei Comitati di Monza, della petizione on line “Monza deve aderire al Parco del Grugnotorto Villoresi e Brianza Centrale”, capace di raccogliere più di mille firme, non avendo ricevuto risposte ufficiali dall’amministrazione guidata dal sindaco, Dario Allevi, torna a battere il tasto dove il dente duole.

E, così, il prossimo giovedì 10 giugno alle ore 21 organizza il dibattito on line dal titolo “Perché Monza deve aderire al Grubria? Parliamone e mobilitiamoci”. All’appuntamento, moderato dal Direttore di MBNews, Matteo Speziali, interverranno Arturo Lanzani, Presidente del PLIS GruBria, Valentina Minazzi, Responsabile Parchi di Legambiente Lombardia e Giorgio Majoli del Circolo Legambiente A. Langer di Monza. L’introduzione è affidata a Maddalena Viola, Presidente del Circolo Legambiente di Monza. L’obiettivo è accendere i riflettori su una questione che, per gli ambientalisti e i Comitati cittadini, rappresenta “un’opportunità per una valorizzazione naturalistica anche delle aree verdi e agricole di Monza”.

I TEMI PRINCIPALI

L’ingresso del Comune di Monza nel PLIS Grubria, il Parco di Interesse Sovracomunale nato nel 2019 dall’unione del Parco Grugnotorto-Villoresi con quello della Brianza Centrale (leggi l’articolo), che consentirebbe di aumentare di un terzo la popolazione dei Comuni consorziati, per il momento 10 per 350mila abitanti complessivi. Ma non sarebbe questo, secondo gli organizzatori dell’appuntamento del 10 giugno, l’unico vantaggio.

“Da un lato le aree verdi e agricole della Boscherona, della parte ovest di San Fruttuoso (due fasce di spazi aperti), e del Casignolo (a sud di viale Campania), precedentemente inserite nel Parco del Grugnotorto – Villoresi e naturali candidate a far parte del PLIS Grubria, sono vincolate perché rientrano nella rete verde del Ptcp provinciale” sostiene Giorgio Majoli (nella foto in basso), che è anche portavoce del Coordinamento delle associazioni e dei Comitati di Monza.

“Dall’altro, però, se non sei dentro al PLIS Grubria rischi di perdere fondi e finanziamenti per una valorizzazione, ad esempio attraverso forestazione urbana e siepi, del Parco Grubria – continua – si parla di 600mila euro che la Regione Lombardia avrebbe assegnato per progetti di sviluppo in termini non immobiliari del Parco”.

Giorgio Majoli

Majoli pone poi l’accento su due aspetti, uno economico, l’altro formale, già emersi durante una conferenza stampa alla Boscherona nel giugno 2020. “Non si dica che il Comune di Monza non voglia prendere parte al nuovo Parco sovracomunale Grubria per motivazioni di bilancio – afferma l’esponente del Circolo Legambiente A. Langer di Monza – ci risulta in attivo anche nel 2020 e le poche decine di migliaia di euro da versare per la quota, 15.282 per il 2018 e 35.514 per il 2019, non sarebbero sicuramente un problema”.

“Per quanto riguarda, poi, il tema più formale e normativo, il 24 ottobre 2016 il Consiglio Comunale di Monza con delibera n. 77 aveva approvato l’adesione al Parco del Grugnotorto-Villoresi con l’inserimento di 218 ettari di aree libere – continua – delibera mai ritirata dall’attuale amministrazione Allevi con un atto formale di uguale tenore, come previsto dalla legge, anche se nel Febbraio 2018 ha annunciato di voler uscire dal PLIS Grugnotorto-Villoresi, ormai non più esistente. C’è anche da dire che nel Documento di Piano dell’attuale PGT c’è esplicito richiamo al PLIS e, quindi, per apportare modifiche c’è bisogno di fare una variante al PGT”.

LE ACCUSE AL COMUNE

La battaglia di ambientalisti e Comitati cittadini sull’ingresso del Comune di Monza nel PLIS Grubria rientra in un discorso più ampio sull’assetto urbanistico del capoluogo della Brianza, sulle scelte di Piazza Trento e Trieste riguardo a piani attuativi, sulla rigenerazione urbana e delle numerose aree dismesse della città.

Mentre il Comune di Monza il 27 maggio ha avviato in Consiglio comunale il lungo iter per la variante normativa al Piano di governo del territorio sulla base di un documento approvato in Giunta in cui si parla di consumo di suolo zero, semplificazione delle regole e attenzione all’ambiente, Majoli coglie l’occasione anche per controbattere a quanto dichiarato dal sindaco Allevi in una recente intervista con il direttore di MBNews, Matteo Speziali.

“Come fa Allevi a dire che nella prevista variante normativa al Pgt non ci sono aumenti di indici, trasformazione di aree produttive in residenziali, standard interscambiabili delle aree a servizi?” si chiede il portavoce del Coordinamento delle associazioni e dei Comitati di Monza. Che poi replica a distanza anche a Marco Monguzzi (nella foto in alto), consigliere comunale della lista civica Monza per Maffè e componente delle Commissioni “Politiche del territorio” e “Bilancio – Attività produttive”, il quale, in un’ampia intervista ad MBNews, aveva, tra le altre cose, detto: “Pensare che il Comune possa espropriare aree di proprietà privata è antidemocratico e vietato dall’art. 42 della Costituzione italiana”.

“Monguzzi si vada a rileggere bene la Costituzione perché nel citato articolo si dice anche che la legge pone dei limiti alla proprietà privata “in modo da assicurarne la funzione sociale e renderla accessibile a tutti” e che “la proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale” – spiega Majoli – questo può e deve valere anche per il recupero delle tante aree dismesse di Monza e per una vera e sostenibile, dal punto di vista ambientale e sociale, riqualificazione urbana”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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