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Monza, Centro osteopatico Resilia: i diversi ambiti della salute a 360°

Monza, Centro osteopatico Resilia: i diversi ambiti della salute a 360°

31 Maggio 2021

All’apparenza lo sport e, nelle sue varie fasi, la maternità non sembrano avere molto in comune. E, invece, in via San Gottardo 58 a Monza, nello studio “Resilia Manual and Holistic Care”, inaugurato ufficialmente nel gennaio 2020 sulle basi di una realtà già conosciuta a Monza e in Brianza, l’attività fisica, compresa quella agonistica, i bambini e le donne in dolce attesa o neo-mamme costituiscono gli ambiti di principale interesse.

Anche perché lo studio “Resilia Manual and Holistic Care”, nato con l’intento di far conoscere l’osteopatia come disciplina olistica che si occupa di salute a 360° e avviare nel mondo del lavoro giovani osteopati che si sono formati in Scuole d’eccellenza, ha ingranato la quarta dopo la recente riapertura seguita all’ennesima chiusura dovuta al Covid-19.

“Attualmente siamo un gruppo di una quindicina di professionisti – spiega il fondatore del Centro, Michele Fedeli (nella foto in basso), 31 anni, diplomato nel 2013 presso l’Istituto Superiore di Osteopatia (ISO) di Milano, dove oggi è Assistente alla Docenza – al core group formato da 6 osteopati, tra cui anche due miei ex studenti all’Istituto Superiore di Osteopatia di Milano, un nutrizionista e una psicologa, si sono aggiunte tre psicologhe, una nutrizionista, tre osteopati e un pediatra”.

“La mia idea è di creare altri centri “Resilia Manual and Holistic Care” sul territorio – continua – stiamo anche lavorando ad una partnership con l’Istituto Superiore di Osteopatia di Milano per diventare un centro CMO (Centro di Medicina Osteopatica) network”.

LO SPORT IN SALUTE

Per uno studio come “Resilia Manual and Holistic Care”, applicare all’attività agonistica il proprio approccio olistico alla ricerca del benessere del paziente, attraverso un percorso di prevenzione e cura a 360°, significa raggiungere l’obiettivo di eliminare i disturbi posturali, ma allo stesso tempo migliorare la prestazione fisica.

“Seguiamo società sportive ed atleti anche grazie alla collaborazione con una massoterapista che si occupa, tra le altre cose, di ginnastica posturale e linfodrenaggio – spiega il giovane fondatore del Centro di via San Gottardo a Monza, due piccoli ambulatori al pian terreno di un palazzo signorile – prima del lockdown andavamo nelle palestre di squadre e società sportive a proporre controlli posturali gratuiti”.

“In questo periodo sta nascendo un progetto in collaborazione con la Eximus Performance, una palestra di Seregno, fondata da due giovani laureati in scienze motorie, tra cui Federico Magi, dove gli iscritti, in gruppi massimo di 6 persone, si allenano solo con uno specifico personal trainer – continua – il nostro intento è quello di valorizzare questa bellissima realtà, che tra l’altro vanta di un discreto spazio esterno per un allenamento all’aria aperta, inviando i nostri pazienti certi della grande competenza che possono trovare all’interno della palestra, sia per iniziare un percorso di riabilitazione, sia per un connubio con un regime alimentare e infine per migliorare le proprie performance sportive”.

Il modus operandi del “Resilia Manual and Holistic Care”, che è anche convenzionato con il Centro polifunzionale Modoetia di via Sempione a Monza, dove ci sono oltre 40 medici di diverse discipline, è utile anche per tutti gli sport, anche per quelli che nell’immaginario collettivo sono meno “traumatici”, come per esempio il golf.

Se ci pensiamo, infatti, pur essendo una disciplina senza contatto fisico, il corpo degli atleti è sottoposto a continue rotazioni che avvengono ad alta velocità. Oltre a migliorare i dolori che possono insorgere dal gesto tecnico, quindi, si può lavorare anche andando a ridurre eventuali blocchi a livello delle articolazioni (per esempio della schiena o del bacino) per rendere i movimenti molto più fluidi e quindi ottenere migliori risultati.

LE TANTE FACCE DELLA MATERNITA’

“Come diceva Viola Frymann, il principale riferimento dell’osteopatia in ambito pediatrico, il più grande trauma che una persona ha nella vita è la nascita – spiega il fondatore dello studio Resilia – si tratta, infatti, di un momento delicato per il neonato, che passa da un ambiente liquido ed ovattato ad uno gassoso e pieno di stimoli, senza contare il passaggio delicato attraverso un canale uterino che è nettamente più stretto e più piccolo sia del suo corpo che del suo cranio”.

“Il bambino, tuttavia, non è l’unico che può subire un trauma – continua – anche la neo-mamma, infatti, può intercorrere in alcuni danni al momento del parto, che possono andare dalla lacerazione spontanea del pavimento pelvico, alle episiotomie (incisioni chirurgiche del pavimento pelvico), fino a cicatrici dovute a parti cesarei sia programmati che d’urgenza”.

Il ruolo dell’osteopata su questo specifico fronte, allora, diventa particolarmente importante. “Prendiamo le pance, come amo dire, durante la gravidanza, periodo in cui il corpo va incontro a modifiche strutturali, che possono andare da un aumento della curva lombare dovuto al peso del feto ad un cambio del posizionamento dei piedi per aumentare il piano d’appoggio, e della fisiologia corporea, come nausee, tunnel carpali, forti stati di ritenzione idrica – spiega Fedeli, che ha acquisito nella sua carriera competenze particolari in osteopatia pediatrica – per portarle, attraverso il trattamento, ad avere una gravidanza quanto più fisiologica possibile, in modo da ridurre i problemi durante il parto, per poi proseguire anche dopo la nascita del bambino”.

L’attenzione è naturalmente rivolta anche al bambino in modo diretto. “Se non ci sono particolari problematiche, l’osteopata si accerta che il piccolo raggiunga nella maniera adeguata le cosiddette milestone, le pietre miliari, che rappresentano i diversi livelli di sviluppo collegati all’età – continua – ci possono, poi, essere trattamenti da fare per intervenire su problematiche del neonato come le coliche gassose, le otiti ricorrenti o il reflusso”.

La collaborazione, anche in ambito pediatrico, tra osteopatia ed altri specialisti medico-sanitari, è uno dei punti fermi dell’attività di “Resilia Manual and Holistic Care” di Monza. “Nel nostro team ci sono anche due nutrizionisti, perché mangiare in gravidanza non significa mangiare per due, ma due volte meglio e, dopo il parto, c’è comunque la delicata fase dell’allattamento – sostiene Fedeli – dove il latte assimila i nutrienti che vengono assunti dalla neo-mamma, un po’ come succedeva tramite il cordone ombelicale”.

Ma non solo i nutrizionisti sono necessari in questa fase di importante cambiamento. “Ecco perché ho fortemente voluto all’interno del team anche un pediatra, il Dottor Fausto Fedeli, che per più di trentacinque anni ha lavorato come specialista di oncologia pediatrica al Niguarda e che ora, in pensione, si dedica alla professione privata mettendo in campo tutte le sue conoscenze acquisite nella sua lunga carriera” afferma il fondatore dello studio monzese.

“Fondamentali anche le psicologhe che con i loro colloqui possano individuare al più presto uno dei fenomeni, purtroppo, più in crescita nel periodo perinatale, ovvero il baby blues (o depressione post partum), che spesso interessa o le neo mamme che hanno avuto parti post-termine, immaginando quindi la non volontà inconscia di fare nascere il neonato o che si sono dovute sottoporre a cesarei d’urgenza, che vedono questa situazione come un fallimento per non essere riuscite a portare a termine in autonomia la gravidanza” conclude.

 

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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