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Monza, Ledha trascina in tribunale il comune per l'Arengario non accessibile ai disabili

Monza, Ledha trascina in tribunale il comune per l’Arengario non accessibile ai disabili

26 Maggio 2021

Arengario inaccessibile alle persone con disabilità motoria: il caso finisce in tribunale. A depositare un ricorso contro il Comune di Monza è stata LEDHA, la Lega per i diritti delle persone con disabilità.

“Nonostante le barriere architettoniche presenti il Comune di Monza lo ha scelto quale luogo  per ospitare mostre di richiamo nazionale e internazionale. – spiega l’associazione –  Abbiamo presentato un ricorso per chiedere ai giudici di accertare la condotta discriminatoria dell’amministrazione ai danni delle persone con disabilità”.

Arriva così a un punto di svolta la vicenda dell’Arengario di Monza.  L’ultimo capitolo della storia nata nel 2019, risale al 6 aprile scorso quando proprio l’amministrazione ha annunciato lo stop alla programmazione delle mostre allestite all’interno del monumento cittadino. L’offerta culturale, aveva comunicato l’assessore Massimiliano Longo, “traslocherà” al Serrone della Villa Reale. 

Era poi stata data notizia di un progetto per rendere la struttura accessibile a tutti i cittadini, che precederebbe la realizzazione di un ascensore esterno da collocare nella parte anteriore della stabile.

Dopo circa due mesi senza ulteriori aggiornamenti però LEDHA ha deciso di proseguire nel cammino intrapreso e così:  Purtroppo tutti i nostri tentativi di apertura e le nostre sollecitazioni al Comune di Monza sono caduti nel vuoto. E siamo quindi stati costretti a ricorrere al tribunale” ha commentato Alessandro Manfredi, presidente di LEDHA

“Per noi la decisione di rimetterci alla decisione di un giudice rappresenta l’estrema ratio. Nel corso di questi quasi due anni abbiamo sempre cercato di dialogare: purtroppo non abbiamo mai trovato ascolto da parte di questa amministrazione. Solo nel corso del 2020, LEDHA ha segnalato per ben quattro volte al Comune di Monza, “la violazione delle norme sull’accessibilità  e la gravissima discriminazione nei confronti delle persone con disabilità”. Con l’arrivo del 2021, la questione non ha trovato una soluzione. Sebbene il Comune di Monza abbia annunciato la decisione di trasferire le mostre organizzate , l’Arengario è stato comunque utilizzato per allestire la rassegna artistica “Monza in acquarello”. All’ennesima lettera di diffida, il Comune ha risposto evidenziando come Monza “non può prescindere dall’utilizzo dell’Arengario, sia per la sua posizione centrale sia per la numerosità delle opere esposte, che necessitano di tutti gli spazi espositivi disponibili” conclude Alessandro Manfredi.

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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