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Desio, Basilica dei SS. Siro e Materno, il 22 maggio via al restauro della cupola

Desio, Basilica dei SS. Siro e Materno, il 22 maggio via al restauro della cupola

13 Maggio 2021

E’ uno dei simboli di Desio da almeno tre secoli. Da quando in quel lontano 31 ottobre 1736 avvenne l’apertura al culto della Basilica dei Santi Siro e Materno. Le cui origini, però, sono molto più antiche. Addirittura risalenti al VII secolo, quando una chiesa primitiva venne fatta edificare da San Giovanni Buono.

Per la Basilica dei Santi Siro e Materno, che è anche il fulcro intorno al quale letteralmente ruota il Palio degli Zoccoli, la suggestiva rievocazione storica della Battaglia di Desio del 1277, tra pochi giorni si aprirà un nuovo importante capitolo della sua lunga storia. Sabato 22 maggio, infatti, sarà posizionata la gru che verrà elevata fino agli oltre 60 metri di altezza della cupola della basilica dei SS. Siro e Materno.

E’, in pratica, l’ultimo passo prima dell’inaugurazione ufficiale del cantiere che in circa nove mesi di lavori porterà alla rimozione e alla sostituzione delle circa 28 mila scandole in ardesia che caratterizzano la copertura della chiesa simbolo di Desio. L’annuncio ufficiale è arrivato in un incontro, che si è svolto nella Sala delle colonne di Villa Tittoni, altro emblema della città brianzola, a cui hanno partecipato i principali attori del progetto di recupero intitolato “Salviamo la cupola”.

Da Mons. Gianni Cesena, parroco di SS. Siro e Materno e responsabile della Comunità Pastorale cittadina a Roberto Corti, sindaco di Desio. Da Marta Petenzi e Luigi Losa, rispettivamente segretario generale e vicepresidente di Fondazione della Comunità Monza Brianza onlus, presso il quale la Parrocchia SS. Siro e Materno ha attivato un Fondo a Gianluca Gatto, progettista e direttore lavori. Fino allo storico Massimo Brioschi, a Marco Sala, coordinatore del gruppo di lavoro ‘Salviamo la cupola’ ed Elia Ranza, titolare di Caliber srl, impresa con sede in Val Seriana, nella bergamasca, esecutrice dei lavori.

L’intervento di rifacimento della cupola ammalorata, costruita nel 1895, che occuperà decine di operai ed arriva dopo una prima fase in cui si sono svolte ricerche, analisi e progettazione per ottenere le autorizzazioni della Diocesi di Milano e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, richiede una spesa di 800mila euro.

Regione Lombardia e Comune di Desio hanno concesso un contributo di circa 200mila euro. Servono dunque circa 600mila euro. Per sostenere il notevole impegno economico la Parrocchia SS. Siro e Materno ha ottenuto anche un finanziamento. Da qui l’invito, da parte dei soggetti coinvolti, perché tutta la comunità desiana, fedeli e cittadini, un po’ sullo stile di quanto recentemente avvenuto con il restauro conservativo della facciata del Duomo di Monza, si senta coinvolta. E possa contribuire con donazioni e bonifici. Anche direttamente alla Parrocchia SS. Siro e Materno (Iban IT54N0344033100000000286300 oppure Iban IT70Y0503433101000000001821 – Causale: Cupola Basilica Desio – Erogazione liberale per il restauro della cupola).

RECUPERARE PIU’ DI UN’OPERA

“Questo intervento ha una molteplicità di significati. Il più immediato è quello della tutela di un bene artistico che è importante per tutta la città – afferma Mons. Gianni Cesena – ma questo monumento è anche una chiesa, dove ogni giorno si celebrano importanti funzioni che riguardano la vita delle singole persone. E’ la casa di una comunità cristiana che si inserisce nella storia della città, per i servizi che intende continuare a svolgere nel campo religioso, ma anche in quello educativo e sociale, con l’attenzione ai poveri e alle situazioni di bisogno. In questo caso non si rinnova solo un rivestimento: si deve rinnovare anche il cuore interiore della città, la sua identità, il suo sguardo sul futuro”.

Il coinvolgimento di tutta la città di Desio per la ristrutturazione della cupola, che già nel 1976 venne smantellata per una verifica della struttura in legno sottostante, sostituita con circa 40 metri cubi di materiale nuovo, ricorda anche il clima che si respirava quando alla fine dell’Ottocento fu posta in cima alla Basilica intitolata ai Santi Siro e Materno.

“Quando iniziarono i lavori c’era il problema di posizionare e movimentare i materiali in arrivo via ferrovia. Non c’era lo spazio fisico per muoversi. Venne ideato un progetto di una complessità incredibile e demolita l’abside della vecchia basilica – spiega Massimo Brioschi – i cittadini desiani, gratuitamente, con la loro carriola, si presentarono tutti i sabati e le domeniche: caricavano la carriola di macerie, la portavano alla stazione, creando la rampa che sale alla stazione, fatta praticamente di cocci della vecchia basilica. Nel frattempo la fabbriceria comprò un terreno di fianco alla stazione da cui cavare sabbia”.

Il ruolo della Fondazione per la Comunità Monza Brianza onlus nel progetto non arriva a caso. “Le due parole chiave sono comunità e solidarietà. Questo si coniuga bene con l’attività della Fondazione, che opera da oltre vent’anni sul territorio, sostenendo progetti in ambito sociale, culturale e ambientale” afferma Petenzi. “La Fondazione non è solo un ente erogatore, ha il ruolo di stare al fianco delle comunità per aumentare questo spirito di appartenenza e di salvaguardia di un’identità” aggiunge Losa.

* la foto sono state realizzate da Enrico Masolo del Circolo Fotografico Desiano, quelle in quota da Caliber srl

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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