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Giornata europea dei Parchi: 5 curiosità (che forse non sai) sul Parco di Monza

Giornata europea dei Parchi: 5 curiosità (che forse non sai) sul Parco di Monza

24 Maggio 2021

Si celebra oggi, 24 maggio, la Giornata Europea dei Parchi, una data commemorativa per le aree protette in tutta Europa lanciata nel 1999 dalla Federazione EUROPARC. Nello specifico, si celebra la creazione del 1° Parco Nazionale Europeo, un insieme di nove parchi creati in Svezia nel 1909. Protagonista del giorno, quindi, le aree verdi: piccole o grandi che siano, rappresentano nei nostri territori quel polmone green di cui non possiamo proprio fare a meno.

La città di Monza vanta uno dei parchi più belli d’Italia: il parco del complesso monumentale della Villa Reale. Una superficie di quasi 700 ettari che tocca i comuni di Monza, Lesmo, Villasanta, Vedano al Lambro e Biassono, che lo rendono il quarto recintato più grande d’Europa e il maggiore circondato da mura. La sua storia inizia nel XIX secolo, e in questi 200 anni  è stato giardino reale, poi casa dell’autodromo del GP d’Italia, e oggi uno dei luoghi simbolo più amati della Brianza.
Sapete proprio tutto di questo parco? Abbiamo messo in fila per voi 5 curiosità.

Un parco per pochi: l’apertura al pubblico avvenne solo 12 anni dopo la sua creazione

Il Parco fu aperto al pubblico per la prima volta nel 1818, anche se la sua costruzione avvenne oltre 10 anni prima, nel 1806 per volere Eugène de Beauharnais, principe francese e viceré d’Italia. Ad aprire le porte al mondo fu Ranieri Giuseppe d’Asburgo-Lorena, arciduca d’Austria e secondo viceré d’Italia. Importantissime erano le mura che avevano il doppio compito di definire fisicamente i confini delle aree ad uso della Villa Reale e al tempo stesso di tenere al suo esterno chi non doveva averne accesso. Il muro di recinzione del Parco venne eretto a cura di Luigi Canonica, architetto nazionale della Repubblica Cisalpina, poi architetto reale durante il Regno d’Italia e autore, tra l’altro, del Foro Buonaparte e dell’Arena di Milano. Le mura vennero realizzate nel 1808 coi resti dei materiali residui provenienti dalle vecchie mura di Monza.

Un parco “diviso”: negli anni ’40 l’ipotesi di una maxi strada

Tra le numerose proposte pervenute agli amministratori del Parco, negli anni Quaranta del ‘900 vi fu quella di realizzare una superstrada, che collegasse Milano con lo Spluga, il cui tracciato intersecava proprio il parco di Monza tagliandolo in due parti. La volontà era quella di realizzare una strada con due carreggiate di circa 10 metri di larghezza ciascuna, divise da un’imponente fascia di separazione e affiancate da due piste ciclabili di circa 4 metri di larghezza. Ai suoi fianchi gli ingegneri intendevano realizzare una fascia alberata continua, che desse la sensazione all’utente di attraversare un bosco. Differenti furono i tracciati proposti: l’ultimo progetto fu quello dell’ing. Di Rienzo (1948) il quale propose di tagliare diagonalmente il Parco di Monza, secondo una logica di ottimizzazione dei lavori e di convenienza economica. Nel suo piano, mai realizzato, una strada di circa 25 metri di larghezza divideva in due il parco, comportando lo spostamento dell’ ippodromo nei pressi dell’autodromo. Accantonate queste idee negli anni Cinquanta furono realizzati interventi di ampliamento delle strutture architettoniche e sportive esistenti e venne autorizzata la costruzione di nuovi edifici tra cui il Centro controllo RAI, situato nei pressi della Villa Mirabellino.

Il parco come palcoscenico: nel 1989 lo storico concerto dei Pink Floyd

Furono 60 mila le persone che il 20 maggio 1989 assistettero al concerto dei Pink Floyd all’autodromo del parco di Monza. Le cronache di allora lo descrissero come un bagno di folla, paragonabile ai live di Springsteen e Bowie allo stadio Meazza di Milano. Il pezzo di apertura fu Shine on you crazy diamond. Negli anni il Parco è stato palcoscenico di grandi artisti italiani ed internazionali: a suonare, nel 2011 fu – uno tra tutti – Franco Battiato, scomparso pochi giorni fa. La musica tornerà ad essere protagonista delle vicende del complesso monumentale della Villa Reale: il prossimo 29 maggio uno speciale live aspetta 450 persone. Ecco le prime indiscrezioni.

Hanno suonato nel Parco anche i Radiohead. Qui uno scatto del live del 2017.

Un parco artistico: “The Gate”, l’istallazione per ricordare la visita di Papa Francesco

Sono diverse le opere d’arte presenti all’interno del parco. In prossimità di Villa Mirabello si trova “The Gate“, una installazione per ricordare la visita del Pontefice nella città di Monza, avvenuta nel marzo del 2017. L’opera è di Sam Havadtoy, artista inglese di origini ungheresi. Il monumento è un portale in bronzo alto circa 220 centimetri, rivestito di pizzo antico. Le porte, leggermente socchiuse, formano il profilo di una croce. “The Gate” si trova in via Mirabello 10, ma esiste anche una copia (in un formato più piccolo) riprodotta dall’artista stesso, che ha deciso di donarlo a Papa Francesco.

I fantasmi del parco di Monza: una storia Shakespeariana 

Come in tutti i luoghi mozzafiato che si rispettano anche nel Parco di Monza ci sono miti e leggende. E a proposito di leggende, una vuole che proprio dentro il parco vaghino due fantasmi: sono gli innamorati Rosa de’Peregalli da Peregallo e Gian Guidotto de’ Lesmi da Lesmo, appartenenti a due famiglie rivali che vivevano nei loro castelli nella zona di Monza nel XIV secolo. La storia narra che dopo un fitto scambio epistolare avuto di nascosto, i due abbiano deciso di sposarsi clandestinamente con l’aiuto di un frate eremita a Santa Maria delle Selve. Sempre secondo la leggenda però, poco dopo Gian Guidotto sarebbe stato ucciso a pugnalate nel Bosco Bello da Guido de’ Peregalli, parente di Rosa. Di tutta risposta Rosa avrebbe perso la vita bevendo un veleno mortale datole da un parente del compianto marito defunto. Shakespeariano, no? Si dice che un’urna sepolcrale con una scritta in latino in ricordo della sfortunata coppia, fosse presente nel bosco fino al Settecento.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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