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Balo-D'Errico-Diaw, il Monza batte il Cosenza e aspetta il Brescia per la serie A!

Balo-D’Errico-Diaw, il Monza batte il Cosenza e aspetta il Brescia per la serie A!

7 Maggio 2021

Al cinema il numero quattro è spesso finito nel titolo di qualche film: dai cavalieri dell’Apocalisse a quelli dell’Ave Maria, fino ai quattro moschettieri. Se la serie B del Monza, giunto per la prima volta in campionato a quattro vittorie consecutive, compreso il successo ottenuto a Cosenza, avrà un finale da Oscar con la promozione in serie A, lo si saprà solo lunedì 10 maggio alle ore 14. Quando i biancorossi affronteranno il Brescia all’U-Power Stadium. Con un unico obiettivo. Anzi due: vincere il derby lombardo e sperare che la Salernitana, impegnata a Pescara, retrocesso in serie C, non vada oltre il pareggio.

Scopriremo, quindi, solo fra 3 giorni se il Monza ha iniziato a correre davvero troppo tardi o, se invece, è riuscito a piazzare nelle ultime cinque giornate di campionato la decisiva cavalcata vincente per conquistare per la prima volta nella sua storia la serie A.

Nel primo caso la squadra di mister Brocchi, che sembra aver trovato la soluzione a tutti i problemi di marzo ed inizio aprile passando dal consueto schema 4-3-3 al 3-5-2, dovrà rimpiangere i tanti punti persi, soprattutto in casa, con avversarie sulla carta più deboli. E giocarsi i play-off da una posizione privilegiata. Perché arrivare terzo o quarto in classifica consentirà ai biancorossi di accedere direttamente alle semifinali, giocare probabilmente la partita di ritorno sempre in casa e avere anche la possibilità di vincere pur pareggiando l’andata e il ritorno contro l’avversario di turno.

LA CRONACA

In attesa di scoprire cosa succederà il 10 maggio, il Monza contro il Cosenza ha disputato una partita accorta ed equilibrata nel primo tempo, per poi mettere la freccia nell’ultima parte del match con tre reti in quindici minuti. Tra l’altro tutte messe a segno da giocatori, Balotelli, D’Errico e il redivivo Diaw, entrati dalla panchina. Un successo, insomma, anche personale per Brocchi. Che, al netto delle numerose critiche ricevute  poche settimane fa, tanto da essere stato quasi sull’orlo dell’esonero, ora gongola di fronte ai complimenti che arrivano, forse anche dai suoi precedenti detrattori, per le sue scelte tattiche e tecniche.

Nella prima frazione di gioco i biancorossi, che in attacco schierano il rientrante Gytkjaer e Dany Mota, hanno un paio di occasioni. Al 5′ Sampirisi, servito sulla corsa, prende palla, si accentra e spara in porta. Falcone è attento sul primo palo e respinge.

Al 24′ è Colpani, diventato titolare quasi inamovibile in questo finale di campionato, che da fuori area lascia partire una conclusione precisa, ma il portiere rossoblù si allunga e devia in angolo. Il Cosenza, in piena lotta per non retrocedere e disputare i play-out, è quasi tutto nella corsa e nelle qualità di Carretta. Che fugge più volte sulla fascia destra e al 29′ sfiora il gol dopo 40 metri di accelerazione inarrestabile.

Nel secondo tempo continuano le schermaglie che, all’apparenza, sembrano regalare un sostanziale equilibrio in campo. A Carlos Augusto e Frattesi da un lato risponde sempre Carretta dall’altro. Ma Di Gregorio fa capire che se il Monza ha la difesa meno battuta della serie B il merito è decisamente anche suo. Comincia la girandola dei cambi. E sono i biancorossi a trovare il modo di spingere sul pedale dell’acceleratore.

Prima Frattesi, già 8 reti quest’anno, manda alto di testa su un ottimo cross di D’Errico, entrato al posto di Colpani per la sua presenza numero 201 in maglia biancorossa. Poi al 73′ arriva il Super Mario time. Balotelli, alla terza rete nell’ultima settimana, sfrutta un assist al bacio di Frattesi e con il sinitro non lascia scampo a Falcone.

A quel punto il Cosenza d’improvviso si rende di avere valori tecnici inferiori a quelli del Monza. Che all’82’ raddoppia con capitan D’Errico, bravo a controllare in area, accentrarsi da destra, saltare Antzoulas ed Ingrosso e battere il portiere rossoblù. Ancora sei minuti, siamo all’88’, e pure Diaw si ricorda che si è attaccanti soprattutto se si segna. E, così, servito in profondità da Balotelli, trafigge Falcone in uscita. Per l’italo-senegalese, acquistato a gennaio nel mercato invernale, è la prima rete con i biancorossi. Caso vuole che ciò avvenga proprio sul campo dove aveva sbagliato un rigore, sempre in questo campionato, nell’ultima partita con la maglia del Pordenone.

Gli ultimi minuti del match, animati da un paio di spunti del Cosenza con Trotta, che trova ancora una volta Di Gregorio sulla sua strada, servono solo per aspettare il fischio finale di Giacomelli. Che, tra l’altro, quasi come un regista cinematografico, è costretto a far girare due volte, per così dire, la scena conclusiva. Perché tutti, ad un minuto alla fine del recupero, pensano che la partita sia finita quando lo sentono fischiare. E, invece, bisogna rimettersi a giocare. Ma è solo per un minuto ancora. Il prossimo film, l’ultimo di questo campionato, è già pronto per essere messo in onda.

Le foto sono di Buzzi

Marcatori: 73′ Balotelli (M), 82′ D’Errico (M), 88′ Diaw (M)

Cosenza (3-5-2): Falcone; Antzoulas, Ingrosso, Legittimo; Gerbo (57′ Corsi), Kone, Sciaudone, Crecco (86′ Sacko), Vera (76′ Tremolada); Carretta, Gliozzi (76′ Trotta). A disp: Matosevic, Saracco, Tiritiello, Idda, Bouah, Schiavi, Sueva. All: Occhiuzzi

Monza (3-5-2): Di Gregorio; Bellusci, Paletta (69′ D’Alessandro), Pirola; Barberis, Colpani (63′ D’Errico), Frattesi (89′ Bettella), Sampirisi, Carlos Augusto; Gytkjaer (63′ Balotelli), Mota Carvalho (63′ Diaw). A disp: Sommariva, Donati, Barillà, Armellino, Scozzarella, Maric, Ricci. All: Brocchi

Arbitro: Piero Giacomelli (Trieste)

Ammoniti: Kone (C), Paletta (M)

Note: Tempo sereno, terreno in buone condizioni.

Recupero: 1′ pt, 3′ st

 

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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