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Il mestiere di pastore e il territorio sono sempre più a rischio in Brianza

Il mestiere di pastore e il territorio sono sempre più a rischio in Brianza

21 Aprile 2021

Il nonno faceva il pastore, un mestiere che ha proseguito suo padre e che ora porta avanti lui, Daniele Savoldelli, 40 anni, percorrendo assieme al suo gregge di circa un migliaio di capi ancora lo stesso percorso seguito dai suoi avi un secolo fa. O almeno, spiega Daniele che in questi giorni è nei campi fuori Bellusco e sta attraversando il vimercatese diretto verso la bassa bergamasca “cerchiamo di seguire ancora i percorsi che abbiamo sempre fatto, ma ogni anno è più difficile. Seguivo mio padre da piccolo e in questi anni ho visto cambiare il territorio al punto che non c’è quasi più nulla di uguale: i paesi sono diventati città, le strade delle superstrade e, soprattutto in Brianza, c’è tantissimo traffico”. (Come testimoniato dal nostro servizio shock basandoci sui dati di Google Eart)

Il gregge di Daniele Savoldelli con suoi aiutanti nei campi fuori Bellusco

Daniele è uno degli ultimi pastori transumati attivo nel cuore produttivo della Lombardia, “che io sappia – dice – ci sono ancora 3 greggi in questo territorio, compreso il mio”, e segue un itinerario stagionale di circa 300 chilometri che attraversa quattro province. Un’antica via della transumanza che va ripetuta ad anello ogni anno: nel periodo freddo, in autunno e inverno, le pecore si spostano nella campagna tra Crema e la zona est di Milano, con la primavera si sale verso la Brianza per attraversare l’Adda e poi arrivare a raggiungere in estate gli alpeggi delle Orobie bergamasche meridionali. “Ogni anno, ad ogni giro – racconta Daniele che conduce il gregge assieme a 2 aiutanti – troviamo qualcosa di cambiato, spariscono campi e posti in cui sostavamo, e attraversare il territorio con le pecore è sempre più difficile. Noi cerchiamo di evitare di passare da strade o centri abitati ma soprattutto in Brianza è diventato impossibile. E a causa del traffico capita che sia preferibile e meno rischioso passare dai paesi rispetto alle strade extraurbane: per esempio nei giorni scorsi abbiamo dovuto attraversare con le pecore alcuni quartieri di Vimercate perché non c’erano altre possibilità”.

Il gregge nei campi fuori Bellusco

Il percorso delle pecore segue i ritmi dell’agricoltura ma non quelli dell’urbanizzazione e “quando in primavera dobbiamo evitare anche i campi coltivati e stare in terreni liberi abbiamo problemi. Troviamo sempre meno pascoli e luoghi naturali”. Dal punto di vista di chi vive a contatto con l’ambiente e porta avanti un’attività legata ai cicli naturali il territorio lombardo in pochi decenni è stato “stravolto. Per esempio – racconta Daniele – ho visto quando sono iniziate le costruzioni di opere come l’autostrada Brebemi oppure la nuova tangenziale Teem. Anno dopo anno spariva qualcosa, ogni volta che tornavamo lì intere zone di campagna non c’erano più e abbiamo dovuto cambiare tante volte il nostro itinerario. Ci sono zone non più raggiungibili, senza più natura, e pensare che la stessa cosa può ripetersi anche in Brianza con l’autostrada Pedemontana ci fa venire il crepacuore. Oltre a creare un grosso problema al nostro lavoro perché non sapremo più come poter passare da questo territorio”.

Daniele Savoldelli, 40 anni, pastore transumante tra Brianza, Bergamo, Crema e zona est Milano

Ma proprio un mestiere antico e sempre più raro come la pastorizia ovina transumante sta diventando un elemento chiave per provare a preservare il territorio. Perché seguendo gli itinerari degli ultimi pastori è partito nel 2019 il progetto “Natura vagante”, un intervento che ha lo scopo di realizzare la riconnessione ecologica lungo l’asta dei fiumi Adda, Brembo e Molgora-Rio Vallone. La necessità dei pastori di percorrere a piedi e con le loro pecore il territorio, dalla pianura alla montagna e viceversa, è la stessa esigenza della fauna selvatica, quindi se si riescono a preservare dei corridoi naturali percorribili ai greggi si garantisce anche agli animali selvatici un ambiente in cui spostarsi. E il progetto di usare le antiche vie di transumanza come corridoi ecologici è un’iniziativa dal valore di 1,24 milioni di euro che ha ottenuto 830mila euro di cofinanziamento dal bando Capitale Naturale 2018 di Fondazione Cariplo mentre la restante quota è suddivisa tra enti locali e partner come il Parco Adda Nord, Wwf Le Foppe di Trezzo o il dipartimento di scienze dell’ambiente della Statale di Milano, mentre nella Brianza vimercatese il Pane, il Parco agricolo nord est, contribuisce con 115.370 euro.

Nel territorio vimercatese del Pane “Natura vagante” ha previsto di realizzare 4 interventi principali: la rinaturalizzazione di un’area di 9 ettari di bosco di conifere nel comune di Ornago; il rimboschimento a Bellusco di un’area di 5.600 metri quadrati che si concluso a febbraio 2020; il miglioramento ecologico di aree agricole lungo il Rio Vallone nel territorio di Bellusco realizzano 3 aree umide da circa 1.000 metri quadrati e una fascia boscata da 4.000 metri quadrati con la messa a dimora anche di 1 chilometri di siepi  filari; la realizzazione di un prato con fiori ed essenze autoctone come manto per il ripristino naturale e la ripopolazione delle farfalle dell’area di 6 ettari della ex discarica Cem di Cavenago Brianza, un intervento che si è concluso lo scorso novembre.

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Martino Agostoni
Filosofia, giornalismo e cronaca sono la mia laurea, la mia specializzazione e il mio mestiere. Vivo e lavoro tra Monza e Milano, corro o viaggio nel resto del tempo.


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