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Provincia di Monza e Brianza paladina del verde rimasto: approvata la variante al Ptcp

Provincia di Monza e Brianza paladina del verde rimasto: approvata la variante al Ptcp

28 Aprile 2021

Rispediscono al mittente le accuse di «non aver fatto abbastanza» i tecnici della Provincia di Monza e Brianza. Sul consumo di suolo nella nostra provincia, si è aperta ieri una partita definita “ambiziosa” dell’ente che, se tutto andrà come previsto, potrebbe chiudersi già entro il 2021. Il consiglio provinciale di Monza e Brianza ha infatti adottato nel pomeriggio di ieri, martedì 27 aprile, con 9 voti favorevoli e 7 astenuti la variante del PTCP per l’adeguamento alla soglia di consumo regionale. Un primo step importante che dovrebbe portare nel nostro territorio ad una riduzione delle previsioni entro il 2025, stimata in oltre 4 milioni di metri quadrati. Ora la palla è destinata a passare in Regione.

Adeguamento PTCP, gli obiettivi della Provincia MB

La Provincia punta ad una riduzione delle previsioni pari al 45% per la destinazione residenziale e del 40% per le “altre” (commerciali, produttive,etc.). Cuore della variante è l’intenzione di puntare ulteriormente alla rigenerazione urbana. Nel concreto, i principali obiettivi del piano territoriale di coordinamento provinciale saranno un contenimento del consumo di suolo, sia per gli aspetti quantitativi attinenti al controllo delle previsioni insediative, sia attraverso integrazioni di contenuto; una riqualificazione territoriale prioritariamente volta alla de-impermeabilizzazione e rinaturalizzazione dei suoli degradati. E ancora, la valorizzazione dei servizi ecosistemici e sostegno alla rigenerazione territoriale e alla riqualificazione dei suoli, che si concretizza nel nuovo art. 48 attraverso l’obiettivo specifico di valorizzare i Plis quali servizi ecosistemici a valenza territoriale; e infine l’inserimento di azioni positive per incentivare i Comuni ad attuare le riduzioni.

L’incidenza sull’attuale indice di consumo di suolo sarà pari circa all’1%. Una percentuale che era stata ritenuta da alcune associazioni ambientaliste brianzole ancora troppo bassa e poco incisiva. Critiche, quest’ultime, a cui i tecnici della Provincia, l’Arch.Infosini in primis, hanno risposto nel dettaglio. “Tenuto conto che la superficie urbanizzata allo stato di fatto è stimata al 51% della superficie territoriale provinciale, con la possibilità di estensione fino al 54% , è sul rimanente 3%, corrispondente alla stima del suolo libero incluso nella superficie urbanizzabile allo stato di fatto,  che di fatto la riduzione incide prevalentemente. Abbiamo quindi agito su un terzo di quello che si poteva fare e si tratta di numeri non di poco conto: stiamo parlando di risparmiare 4 milioni e 150 mila metri quadrati di suolo ancora edificabile”.

Brianza Rete Comune, il gruppo si astiene 

Compatti i gruppi della Lega e “Insieme per la Brianza” sull’esprimere parere favorevole all’adeguamento del PTCP, mentre alcuni dubbi arrivano dalle fila di Brianza Rete Comune.  “Riconoscendo che alcuni nostri contributi sono stati considerati – afferma Vincenzo Di Paolo, capogruppo di Brianza Rete Comune – riteniamo che la proposta finale sia comunque distante da quella che noi avremmo costruito. Lavoreremo nei prossimi mesi con i territori, con gli amministratori locali e l’associazionismo per valutare nuovi contributi e osservazioni da sottoporre in fase di approvazione definitiva. Auspichiamo che il confronto e il coinvolgimento possano proseguire fino alla fase di approvazione finale.”

E adesso?

Cosa succede dopo? A chiarirlo è il Presidente della Provincia, Luca Santambrogio che ha riposto alle domande della stampa.  “Il piano viene pubblicato e si aprirà una fase in cui potranno essere presentate osservazioni. Poi verrà indirizzato a Regione Lombardia, che ha 120 giorni per dare un parere. Quando tornerà a noi faremo un ulteriori passaggio in consiglio provinciale per l’adeguamento definitivo. L’iter è abbastanza lungo, ma oggi abbiamo fatto un primo passo importante. La sfida è concludere la partita nel miglior modo possibile entro la fine di questo mandato”.

Se da una parte la provincia ieri ha varato un piano di tutela del territorio, dall’altra incombe sull’area il progetto di pedemontana, non conteggiato nel consumo di suolo provinciale, ma di forte impatto.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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