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La battaglia di Mezzago per la biblioteca: "Il polo culturale non si tocca". Il Comune: "Avrà spazi ripensati e moderni"

La battaglia di Mezzago per la biblioteca: “Il polo culturale non si tocca”. Il Comune: “Avrà spazi ripensati e moderni”

15 Aprile 2021

A Mezzago è iniziata la battaglia per il futuro della biblioteca comunale, uno scontro pacifico che a colpi di hashtag #AmoLaBiblioPerché vuole tutelare il principale polo culturale e sociale presente in paese. Una campagna online, “combattuta” per ora con messaggi e brevi video sui social network, è la strategia avviata dalla scorsa settimana dal gruppo Amo la Biblio, da tempo attivo per la valorizzazione della storica biblioteca di Mezzago, per contrastare il progetto dell’Amministrazione comunale di intervenire sull’edificio di via Biffi 32 non solo per ammodernarlo ma anche per trasferirvi gli uffici municipali.

L’ampio atrio della biblioteca di Mezzago

Un progetto che rischia di sottrarre spazio alle funzioni culturali per cui è stata realizzata la biblioteca e che, a fine marzo, ha acceso una polemica tra la maggioranza del sindaco Massimiliano Rivabeni e l’opposizione di Mezzago Democratica. Mentre fuori dalle aule della politica ha sollevato “preoccupazione e tante domande – scrive in una nota il gruppo Amo la Biblio – che hanno spinto alcuni cittadini ad agire e ad alzare la voce per difendere la biblioteca comunale e i suoi spazi”. Il timore è che il trasferimento degli uffici comunali porti a uno stravolgimento dell’attuale biblioteca, “relegandola così al primo piano – prosegue la nota – in uno spazio sottodimensionato, inadatto, insufficiente”. Sarebbe “un cambiamento drastico” e anche le rassicurazioni diffuse finora dall’Amministrazione comunale sull’impatto dell’intervento, secondo il gruppo, non sono state efficaci: “la volontà di privare la cultura dei propri spazi è ciò che spaventa maggiormente”.

Dal 31 marzo, sul sito del Comune, è stata pubblicata una sezione di “risposte alle domande frequenti sul progetto spostamento degli uffici comunali presso l’edificio dove a sede la biblioteca” con l’obiettivo di fare chiarezza. A partire dall’origine dell’iniziativa, legata alla possibilità di partecipare a un bando della Regione per la rigenerazione urbana che permetterebbe di ricevere un finanziamento di 650mila euro con cui riqualificare l’edificio della biblioteca risalente al 1999. Una possibilità che invece non c’è per intervenire sull’attuale sede degli uffici comunali, ormai obsoleta.

“L’intervento – si legge sul sito del Comune – prevede il consistente aumento della superficie utile disponibile al primo piano. Verrebbero dunque ammodernati l’ingresso e gli spazi, ampliati in modo importante rispetto ad oggi, e funzionalmente ripartiti tra la biblioteca e gli uffici comunali. La riqualificazione riguarderà anche la Sala civica che all’occorrenza potrà essere allestita come sala Consiglio, auditorium o sala cerimonie. Il progetto prevede inoltre l’adeguamento sismico dell’edificio, la sistemazione dei locali seminterrati attualmente inagibili, l’efficientamento energetico e l’installazione di infrastrutture per migliorare la digitalizzazione dell’edificio. Senza dimenticare  che per tutti gli ambienti, attualmente sprovvisti di sistema di raffrescamento, sarebbero progettati nuovi impianti di condizionamento. Il risultato sarebbe dunque un moderno polo civico/culturale efficiente e proiettato in un futuro di socialità e funzionalità”.

Il Comune aggiunge inoltre che il progetto in circolazione non è ancora quello definitivo e “per essere chiari – prosegue la comunicazione sul sito comunale – la disposizione dei vari spazi nei vari livelli è solo stata presentata graficamente ma non rappresenta un progetto esecutivo che verrà realizzato anche con il contributo di professionalità offerte dalla rete bibliotecaria Cubi”. In pratica, conclude l’Amministrazione comunale, servizi e funzioni della biblioteca non subirebbero “ripercussioni peggiorative” ma utilizzerebbero “spazi ripensati e riprogettati in chiave moderna”.

Ma i chiarimenti del municipio non hanno convinto il gruppo Amo la Biblio che ha quindi ribattuto avviando l’iniziativa “Salviamo la biblioteca” ricordando come l’attuale struttura sia stata concepita dopo 7 anni di progettazione con l’obiettivo di realizzare un ambiente polivalente in grado di offrire gli spazi necessari a varie funzioni culturali e aggregative: dall’ampio atrio con il banco prestiti, l’area ripetizioni e l’emeroteca, quindi il salone con i tavoli e le postazioni multimediali, la “Biblioteca dei Bambini”, la Sala civica polifunzionale e insonorizzata, e poi al piano superiore uno spazio espositivo e la sala Archivio Brasca con postazioni studio.

“I cambiamenti proposti dall’Amministrazione rappresenterebbero un enorme passo indietro per la collettività”, scrive il gruppo annunciando la campagna online per “favorire il riconoscimento della biblioteca e i suoi spazi in quanto polo culturale e sociale di eccellenza del paese di Mezzago” usando come strumenti per messaggi e interventi gli hashtag #AmolaBiblioPerché e #ArtAttack, mentre come mosse per il futuro si stanno organizzando anche alcuni eventi da realizzare quando le norme anticovid lo permetteranno.

 

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Martino Agostoni
Filosofia, giornalismo e cronaca sono la mia laurea, la mia specializzazione e il mio mestiere. Vivo e lavoro tra Monza e Milano, corro o viaggio nel resto del tempo.


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