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Super Mario e i suoi “fratelli”, le delusioni dell'AC Monza nascono dal mercato?

Super Mario e i suoi “fratelli”, le delusioni dell’AC Monza nascono dal mercato?

21 Aprile 2021

Una rete ogni 193 minuti giocati. Non tanto in meno della durata di film come “C’era una volta in America” o “Via col vento”. Ma l’esperienza di Mario Balotelli con il Monza è stata fino ad ora tutto tranne che una pellicola da cinema hollywoodiano. L’ex attaccante di Milan, Inter, Manchester City, Liverpool e Nizza, infatti, da quando ne è stato annunciato l’acquisto in maglia biancorossa ad inizio dicembre, ha messo a segno solo due gol in complessivi 387 minuti in campo.

Alla corte del duo Berlusconi-Galliani, l’ex bad boy del calcio italiano, 31 anni il prossimo agosto, ancora oggi il calciatore italiano in attività con più reti in Nazionale, ben 14, era partito con il piede giusto. Nessuna dichiarazione ufficiale e profilo basso. Proprio come, per i suoi standard, lo stipendio accettato fino al 30 giugno 2021: 400mila euro più bonus, legati a presenze e promozione in serie A.

E, poi, dopo tre settimane di intensi allenamenti per rimettersi in forma, visto che non giocava una partita ufficiale dal 9 marzo 2020 quando vestiva la maglia del Brescia, Super Mario ci aveva messo solo 4 minuti per bagnare con una rete il suo esordio con la maglia del Monza nel match del 30 dicembre contro la Salernitana.

A quel punto tutti, tifosi biancorossi e addetti alla materia calcistica, “pensavamo fosse amore… e invece era un calesse”, per parafrasare il titolo di un famoso film di Massimo Troisi. Balotelli, infatti, negli ultimi quattro mesi, a causa di numerosi e prolungati infortuni, ha disputato 8 partite. Ed è risultato davvero decisivo solo il 29 febbraio quando, con un suo colpo di testa, ha siglato la vittoria in trasferta del Monza contro il Chievo Verona.

Sicuramente troppo poco per un attaccante dal passato e dal talento considerati così importanti. Con un nome un tempo finito perfino, con tutti gli onori del caso, sulla copertina di riviste come TIME e Sports Illustrated. Che Balotelli al Monza stia perdendo forse l’occasione per riscattarsi dagli ultimi anni deludenti e dimostrare una volta per tutte il suo valore, non solo calcistico, sembrano dimostrarlo anche le dichiarazioni di mister Brocchi dopo la vittoria biancorossa contro la Cremonese: “Per giocare in B deve riuscire a trovare continuità di allenamento e una condizione accettabile” ha ammesso il tecnico.

In questi giorni anche il ct della Nazionale, Roberto Mancini, che nel 2018, all’inizio della sua esperienza alla guida dell’Italia, aveva convocato Super Mario, si è espresso senza mezzi termini sull’attaccante del Monza: “Purtroppo Mario non ha fatto molto per tornare ai suoi livelli. Resta un grande dispiacere” – ha affermato in un’intervista alla Gazzetta dello Sport.

L’happy end del film Balotelli nella città di Teodolinda, comunque, è ancora possibile. A quattro giornate dalla fine del campionato, gli ormai molto probabili play-off, che i biancorossi farebbero bene a conquistare in terza o quarta posizione in modo da accedere direttamente alle semifinali, prolungheranno la stagione del Monza fino a fine maggio. Gli eventuali gol dell’attaccante bresciano, ormai prossimo al rientro in campo, potrebbero essere quelli decisivi per raggiungere il tanto agognato traguardo della serie A.

NON SOLO BALOTELLI

Arrivare nel massimo campionato, per la prima volta negli oltre 100 di storia della società biancorossa, è quasi un’ossessione per la proprietà Berlusconi e per l’amministratore delegato, nonché monzese doc e super-tifoso, Galliani. Un’ossessione che è una scommessa ancora tutta da vincere. E l’incertezza, per non dire lo scetticismo, da parte di una fetta di tifosi, è forte nonostante il mercato faraonico realizzato dal Monza, con 19 milioni di euro di investimento complessivo, sia la scorsa estate che in inverno.

Nella bella stagione Galliani, spalleggiato dal fido Filippo Antonelli, direttore sportivo biancorosso, ha condotto in porto ben 35 operazioni tra acquisti e cessioni di giocatori. Rivoluzionata la rosa. Gli arrivi, tra gli altri, di Boateng, Barberis, Gytkjaer, Maric e di giovani interessanti, Colpani, Pirola, Frattesi e Carlos Augusto, erano stati fatti nella dichiarata intenzione di avere due calciatori sulla carta titolari per ogni ruolo.

Dopo gli ostacoli iniziali, anche a causa del Covid, le scelte della dirigenza sembravano essere quelle giuste. Il Monza ha virato a metà campionato al secondo posto in classifica a soli quattro punti dalla capolista Empoli e con la migliore difesa. Nel mercato invernale gli arrivi del già citato Balotelli, ma anche di Scozzarella, Ricci, Anastasio, D’Alessandro e Diaw, avevano acceso ulteriormente le speranze di una cavalcata vincente verso la serie A.

Ma, proprio quando c’era bisogno di dimostrare resistenza sulle lunghe distanze, il Monza ha ceduto. Anche la fortuna e il maldetto covid hanno fatto la loro parte. Di fatto, però, solo una vittoria nelle ultime sei partite, quattro delle quali giocate contro squadre situate agli ultimi posti in classifica. Una debacle a cui non si sottraggono gli acquisti del calciomercato invernale.

Ricci e D’Alessandro, che ha segnato una rete nella vittoria contro il Vicenza, hanno giocato a sprazzi. Diaw, che proveniva dal Pordenone in cui aveva siglato 10 reti nella prima parte del campionato, in biancorosso non ha mai trovato la porta. Scozzarella sta incidendo solo in parte nel centrocampo biancorosso.

Non mancano le colpe di Brocchi, accusato di essere stato incapace di gestire una rosa di grande valore, che si sta rivelando, a detta di molti detrattori, più una collezione di figurine. Il tecnico, però, ha la fiducia incondizionata della società che lo ha confermato ufficialmente fino a fine stagione. Vedremo da qui ad un mese se la coerenza e la fermezza nelle proprie scelte da parte di società e dirigenza avranno pagato con la promozione in serie A, l’obiettivo dichiarato e sbandierato.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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