GSL Export apre le porte degli Emirati ai produttori di alimenti di qualità
Il requisito minimo è che le aziende possiedano un packaging adeguato alle normative vigenti nei paesi arabi.
Nell’anno dell’anniversario dei 30 anni GSL Export, con sede a Monza in via Gaslini, lancia un nuovo ambizioso progetto: una divisione dedicata al mondo alimentare, il food. Eppure loro da 30 anni si sono sempre occupati di tutt’altro e il loro claim è sempre stato “Il Network della Subfornitura” nel settore metalmeccanico industriale.
“Il Consorzio, da sempre senza scopo di lucro, si può dire abbia vissuto due vite: dal 1991 al 2008 una e dal 2008 al 2020 l’altra. Ora siamo alla terza vita con questa nuova idea legata al mondo dei prodotti alimentari di qualità creati in Italia. – spiega ai nostri microfoni la presidente, Cinzia Cagliani, che aggiunge – “Prima del 2008 la nostra crescita e il business era ad una velocità che oggi non possiamo neppure immaginare. L’Italia prima della recessione era più competitiva. Oggi il costo del lavoro in Italia ci pone ai margini del mercato e anche il potere di acquisto ci rende poco competitivi quando si tratta di acquistare delle materie prime. Noi abbiamo sempre aiutato i nostri consorziati a fare business. Oggi è più difficile.”
Qualità, flessibilità e lungimiranza sono le parole che ben descrivono questi trent’anni di storia. Dal 2002 ad oggi alla guida dell’impresa c’è Cinzia Cagliani che abbiamo intervistato. Il consorzio è stato fondato da otto aziende che hanno creduto nell’idea di avere degli uffici che le aiutassero a emergere in nuovi mercati. Ed è così che la sua struttura commerciale ha aiutato decine di aziende ad affrontare i mercati internazionali. Un obiettivo raggiunto, nonostante le difficoltà e le congiunture economiche non sempre state favorevoli.
Il covid-19 si può dire che abbia dato la mazzata finale ad un trend che già era in discesa?
Ci siamo resi conto come nel nostro Paese manchi di proposte e di visione e noi aziende ne stiamo risentendo. A ciò si aggiunge che il covid-19 ha stroncato le relazioni che per un tipo di attività come la nostra, per esempio, sono fondamentali, anche quelle tra cliente e fornitore. Oggi gli associati sono circa cento.
Nei momenti difficili si vede la grinta e il carattere, se uno ce l’ha… “L’anno scorso in piena pandemia l’idea di far partire un progetto nuovo, legato al mondo alimentare. Ci stiamo rivolgendo a tutte quelle aziende che sanno di avere dei prodotti di qualità e che vorrebbero esportare, ma non hanno nè i mezzi nè le conoscenze per farlo. Noi sì. Un progetto che va oltre un’idea puramente commerciale, c’è della passione e della convinzione…
Cosa avete in mente?
“Vogliamo proporre ai produttori un accordo grazie al quale le aziende potranno sfruttare una struttura locale già rodata per la distribuzione dei prodotti all’estero degli associati. L’obiettivo è un’azione commerciale finalizzata all’internazionalizzazione dell’azienda che per questioni di costi e di tempo in autonomia non riuscirebbe a sviluppare. Vogliamo portare sulle tavole degli Emirati le tradizionali, genuine e autentiche eccellenze agroalimentari dei produttori locali di tutte le regioni d’Italia. Ci rivolgiamo a quelle aziende che abbiano uno spirito orientato al futuro con un’ambizione di crescita volta al raggiungimento di obiettivi concreti. Il requisito minimo è che le aziende possiedano un packaging adeguato alle normative vigenti negli Emirati, ma l’idea sarà replicabile anche in altri mercati internazionali. Elemento di successo di questa operazione è da un lato la qualità dei prodotti selezionati e dall’altro il fatto che i prodotti saranno venduti ad un prezzo congruo, ma senza tutti i passaggi di gestione che riducono gli utili al produttore. A supporto dell’iniziativa saranno utilizzati i decreti Legge Cura Italia, di cui siamo in attesa della nuova apertura bando.”
Questo progetto si articolerà anche nella pubblicazione di un portale e-commerce che contribuirà alla distribuzione dei prodotti delle aziende italiane associate fino a creare un vero e proprio “marketplace” con magazzino in comune.”
Sento nelle su parole un forte senso di appartenenza e di orgoglio verso la nostra nazione…
“Sì, noi ci sentiamo italiani e fortemente Lombardi e Brianzoli. Vogliamo quindi esaltare il made in Italy, che di sicuro merita più di quanto finora sia stato fatto. Spesso si sentono tante parole, ma poi sono pochi i fatti, ma soprattutto i contratti, che ne seguono. Noi abbiamo nel dna quella concretezza che porta i nostri associati a raggiungere gli obiettivi condivisi.”

