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Villa Reale, si lavora per la riapertura al pubblico: in campo l’ipotesi di fine maggio

Dovrà fare i conti con il Covid e i protocolli per la sicurezza degli spazi, ma per la Villa Reale di Monza la riapertura al pubblico sembra essere dietro l'angolo.

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Ormai sembra essere solo questione di tempo. Attuato il divorzio dall’ex concessionario privato (i rapporti andranno avanti nelle sedi giudiziarie opportune, ndr) per la Villa Reale di Monza scatta il conto alla rovescia per la riapertura. La data è ancora incerta, ma la speranza del direttore del Consorzio, Giuseppe di Stefano, è che si possa tornare ad accedere alla Reggia del Piermarini già alla fine del prossimo mese.

“Confermo che stiamo lavorando sulla riapertura – ha dichiarato Di Stefano. – Nei prossimi giorni saremo in grado di dare notizie più certe sia su una possibile data, sia sulle modalità in cui aprirà il bene. La speranza è che questo momento possa avvenire già nel mese di maggio”.

Villa Reale verso la riapertura 

Dovrà fare i conti con il Covid e i protocolli per la sicurezza degli spazi, ma per la Villa Reale di Monza la riapertura al pubblico sembra essere dietro l’angolo. Lo scorso febbraio il primo cittadino del comune e Presidente del Parco, Dario Allevi, aveva dichiarato in una nota che il Consorzio “sta lavorando per riaprire la Reggia appena ci sarà consentito”, dando come prima ipotesi per la riapertura un range di tempo compreso tra aprile e maggio.

Allevi si è sbilanciando ipotizzando che una delle date sul piatto, ad oggi, è quella del 29 maggio, in concomitanza della festa della Regione Lombardia, che darebbe l’opportunità di sfruttare le giornate del ponte del 2 giugno.

Per il gioiello monzese quella di maggio potrebbe essere una vera e propria “seconda rinascita“, dopo le peripezie degli ultimi mesi. Ma di nodi da sciogliere il Consorzio ne ha davanti ancora molti: dalla causa milionaria con l’ex partner, Villa Reale Spa, passando per il Masterplan e la programmazione dell’intera attività culturale della Villa, a breve e lungo termine. Su quest’ultimo punto, l’ente in questi ultimi mesi ha ascoltato associazioni culturali, comitati cittadini e soggetti interessati al futuro del bene, al fine di confrontarsi su progetti e idee per la ripartenza.

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