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Tribunale di Monza: il processo di informatizzazione va a rilento

Tribunale di Monza: il processo di informatizzazione va a rilento

11 Marzo 2021

La pandemia si è insinuata anche nelle aule dei tribunali, modificando profondamente l’attività giudiziaria. Il direttivo della Camera Penale di Monza ha denunciato, ancora una volta, le difficoltà connesse all’attività processuale e a tutto ciò che vi ruota attorno. “Il cosiddetto “diritto pandemico”, ovvero un corpo di norme, direttive, circolari, protocolli, introdotto con l’avvento della pandemia, ha finito per cambiare – a tratti radicalmente – l’esercizio della giurisdizione e, per quanto più ci compete, il nostro modo di lavorare”, spiega la Presidente della Camera Penale di Monza, Noemi Mariani.

“Nato per contemperare le esigenze di tutela della salute e quelle di giustizia, il processo di informatizzazione procede con difficoltà legate all’uso di un portale non sempre funzionante e all’introduzione di molteplici formalità e passaggi intermedi che, anziché renderlo più snello, appesantiscono il sistema”.

Non solo, si va incontro a rischi rilevanti: “Si tratta di formalità e passaggi il cui mancato rispetto è sanzionato con l’inammissibilità degli atti (i nostri) o l’inaccessibilità agli stessi (quelli del P.M.)”, chiarisce la Presidente.

Le criticità del processo di informatizzazione

In un documento diffuso dal Direttivo si entra più nel dettaglio della questione: “Le premesse per l’impiego della tecnologia nelle attività di cancelleria sembravano incoraggianti. Il decreto Cura Italia prevedeva ad esempio, all’art. 83 comma 12 quater.1, la possibilità di depositare telematicamente una serie di atti presso l’Ufficio del Pubblico Ministero (in sostanza, quelli previsti dall’art. 415 bis c.p.p.).

Con il decreto Ristori (articolo 24 decreto legge 28.10.2020 n. 137) si introduceva, per la prima volta, il deposito esclusivo degli atti difensivi, sopra menzionati, tramite caricamento sul portale del processo penale telematico, secondo modalità da stabilirsi con successivo provvedimento del Direttore Generale dei Sistemi Informativi e Automatizzati. Per tutti gli atti, documenti e istanze comunque denominati diversi da quelli indicati si prevedeva invece, il deposito via pec, sempre in conformità a ulteriore decreto attuativo del Direttore Generale”.

“Tutto chiaro? Non lo era, ad esempio, per il deposito via pec degli atti difensivi più importanti e gravidi di conseguenze: quelli di impugnazione. La toppa arriva in periodo natalizio con la legge di conversione del decreto ristori (18.12.2020 n. 176) che, a scanso di equivoci, inserisce nell’art. 24 ben nove ulteriori commi (dal 6-bis al 6-decies) per comprendervi, senza tema di smentite, anche gli atti di impugnazione. Ma è un eccesso di foga, perché la smania regolatrice porta a prevedere per l’impugnazione telematica nuove, insidiosissime cause di inammissibilità“.

“Sul portale attualmente si depositano nomine, memorie, istanze, documenti, denunce, querele, opposizioni alle richieste di archiviazione, rinunce e revoche del mandato”, aggiunge la Presidente Mariani.

Il portale va migliorato

“L’Osservatorio per l’informatizzazione del processo penale in seno ad UCPI sta chiedendo alle Camere Penali di raccogliere e comunicare tutte le criticità riscontrate nell’uso del portale, per contribuire – nell’interlocuzione ministeriale e con il DGSIA – all’individuazione di soluzioni che consentano un miglior funzionamento. Perché lo strumento di per sé non è in discussione e nessuno dubita della necessità e opportunità di proseguire sulla strada segnata, ma le modalità operative e tecniche vanno senz’altro migliorate”, chiarisce la Presidente Mariani.

Intanto i processi tornano in presenza

Nel mentre, per ciò che concerne le udienze, le attuali disposizioni prevedono che “si celebrino tutte in presenza, salva la partecipazione da parte dei soggetti detenuti, che avviene da remoto e alcune tipologie di processi che, per semplicità di trattazione e col consenso delle difese, vengono definiti via Teams”.

Foto di repertorio MBNews

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Beatrice Elerdini
Giornalista per passione e professione, mi occupo ogni giorno di cronaca nera, politica, attualità, economia e musica. Amo viaggiare, per scoprire luoghi il più possibile sperduti e puri, sono attratta dalle macerie, perché è da lì che nascono le cose migliori. Adoro scorgere la verità in fondo agli occhi delle persone, trovare le loro cicatrici, gli amori, le delusioni e i riscatti. Tutto ciò che appare, ma anche ciò che non si vede è materia preziosa da raccontare. 'Scrivo da sempre e per sempre'. Sono profondamente empatica come ogni scrittore e giornalista deve essere e la mia vita non è che un vano riflesso di quella di tutti gli altri, che nelle parole, nude e crude, scorre impetuosa su un foglio vergine. Volete conoscermi meglio? Cercatemi sul web con nome e cognome!


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