Politica

Seveso, c’è un progetto per l’ex Allocchio Bacchini e c’è già anche la polemica

Dalla Fondazione Porro, proprietaria dell'area, arriva la conferma della trattativa con un privato che sarebbe interessato a comprare. Il sindaco di Seveso ancora non si sbilancia, ma c'è chi si lascia sfuggire indiscrezioni sulla volontà di costruirvi un Polo della Salute e un Polo Commerciale.

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C’è voglia di riqualificare a Seveso. Dopo il progetto per le ex piscine di via Ortles, sembra che qualcosa si stia muovendo anche per l’area ex Allocchio Bacchini, la zona industriale abbandonata al confine con Barlassina per cui da anni si cerca, senza trovarla, una soluzione (in apertura, la vista dal cancello di corso Garibaldi). Ora in realtà un progetto sembra esserci: il gruppo consiliare “Allievi Sindaco” ha affermato sulla propria pagina Facebook che “Nei prossimi mesi il consiglio comunale potrebbe essere chiamato a valutare una proposta di variante del Pgt allo scopo di autorizzare un Polo della Salute e un Polo Commerciale, eliminando l’insediamento residenziale previsto nel Pgt lasciato in eredità dal Pd di Seveso”. “L’attuale Pgt prevede un giusto mix tra residenziale, commerciale e servizi pubblici e privati, con 16.024mq di area da cedere per spazi aperti – precisa a questo proposito il segretario del Pd locale, Gianluigi Malerba. Che però si mostra aperto anche a dei cambiamenti -: Sappiamo bene tutti che l’interlocuzione con l’operatore privato possa portare a prevedere una variante di Piano. Purché – sottolinea – il processo avvenga su basi il più trasparenti possibili ed entri nel merito progettuale sia urbanistico che architettonico, con la consapevolezza che stiamo mettendo mano a un ambito strategico per la città“.

La notizia di un possibile progetto sull’area ex Allocchio Bacchini ha subito risvegliato le preoccupazioni di chi teme di dover cedere altro terreno (forse l’ultimo disponibile?) alla già intensa urbanizzazione. Primi fra tutti i volontari del gruppo extra consiliare Seveso Futura, vicino ai temi dell’ambiente e del consumo di suolo: “Al sindaco chiediamo chiarezza e coinvolgimento – affermano i portavoce dell’associazione -. Il recupero dell’area ex Allocchio Bacchini non può essere gestito come una mera questione privata o come un grande affare economico per gli operatori immobiliari: con questo intervento ci giochiamo il futuro di una vasta porzione della città. L’amministrazione comunale venga in commissione Territorio a illustrare quali sono i progetti per quell’area. I cittadini devono poter partecipare alle scelte strategiche della città, soprattutto quando queste coinvolgono ambiti con forti ricadute sul territorio”. Dal sindaco Luca Allievi, per il momento, l’unica risposta è quella di un prudente silenzio stampa: almeno “finché il privato che ha firmato il preliminare d’acquisto dei lotti non presenta il progetto ufficiale di quello che vuole fare in Comune, cosa che – riferisce il portavoce del primo cittadino – non ha ancora fatto”. Anche la presidente della Fondazione Porro, Annamaria Frontini, preferisce non sbilanciarsi: “Abbiamo portato avanti una trattativa con chi intende comprare, ma l’esito dipenderà dal comune di Seveso” afferma. Frontini ricorda che, dopo alterne vicende, l’ultimo affitto dell’area era stato affidato ai supermercati Despar, che lo avevano utilizzato come deposito merci: “Ma lo hanno lasciato almeno 15 anni fa“.

Resta campo libero, dunque, a interrogativi e speculazioni sul futuro. Seveso Futura si chiede sospettosa quale sarà l’impatto sul traffico e il commercio locale: “Come associazione politica insistiamo sulla necessità di cambiare rotta in merito alla gestione del territorio – aggiungono i volontari dell’associazione politica. Non abbiamo bisogno di nuove colate di cemento, ma di rigenerazioni in chiave ambientale e per la mobilità sostenibile con il potenziamento dei servizi territoriali, nell’ottica di rafforzare i legami di comunità”. Malerba, invece, spera che si tratti di vera riqualificazione: “L’ambito di trasformazione in questione è il più grande previsto dal piano di governo del territorio della città di Seveso – ragiona -. L’approccio deve essere quello che c’è stato per Citylife e Porta Nuova per Milano, sapendo certo che siamo Seveso, ma lo spirito deve essere rivolto al futuro in egual modo. Serve un progetto di ampio respiro capace di dialogare con il resto della città e al contempo essere porta d’ingresso distintiva e moderna della città di Seveso visto che l’area si trova su corso Garibaldi. Questo bagaglio valoriale credo interessi anche alla parte venditrice la Fondazione Opera Pia Porro. Non servono archistar, ma nemmeno studi professionali mestamente proni a soddisfare una mediocre speculazione senza visione alcuna. Serve recuperare al più presto lo spirito giusto in linea con la modernità di oggi. Qualora tutti gli attori, operatori privati ed enti pubblici, siano già in sintonia con questo spirito allora serve manifestarlo e renderlo pubblico. Non si deve aver paura della trasparenza, di un dibattito alla luce del sole, nella consapevolezza generale di trovare il giusto equilibrio tra interesse pubblico e quello privato. Se l’amministrazione comunale capisce questo, tutta la città si avvantaggia”.