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Contro Pedemontana: due raccolte firme, una indirizzata al Parlamento europeo

Contro Pedemontana: due raccolte firme, una indirizzata al Parlamento europeo

24 Marzo 2021

Il Circolo Gaia Legambiente di Usmate Velate si unisce al coro di proteste contro Pedemontana, promuovendo anche una raccolta firme per fermarla. Mentre l’autostrada è ancora bloccata all’inizio della tratta B2, infatti, ambientalisti e cittadini guardano preoccupati a come cambierebbe il territorio con la realizzazione anche della tratta C. Al punto che il Circolo Gaia ha creato un gruppo Facebook intitolato proprio Basta Pedemontana e dedicato allo scambio di informazioni e sensibilizzazione sul tema: per loro, ormai è questa la priorità numero uno.

L’impegno degli attivisti di Usmate viene accolto con favore dai No Ped, anche dall’altra parte della provincia. “È un fatto molto positivo che si siano riattivati dei gruppi anche in altri comuni sul tracciato, oltre Lambro diciamo, e che torni a diffondersi l’opposizione all’opera, anche con strumenti come pagine e gruppi Facebook – commenta Davide Biggi, del comitato NoPedemontana, attento in particolare al tema della diossina per la tratta B2 -. Ben venga anche la petizione su change perché sono comunque frecce che si lanciano contro contro l’eco mostro: tra l’altro segnalo anche un’altra petizione, rivolta al parlamento Europeo, che stiamo sostenendo. Nel futuro prossimo bisognerà pensare a delle iniziative congiunte di vario tipo, proprio per riunire le forze“.

Sta per consumarsi l’ennesimo scempio di un territorio martoriato, un nuovo affronto a una terra inquinata che sarà ancora più inquinata, cementificata e malata – scrivono sui social -. L’ennesimo scempio che rischia di realizzarsi con indecenti finanziamenti. Un’opera sorpassata, provatamente inutile ma appositamente camuffata, che potrà solo peggiorare a lungo termine la nostra qualità di vita. Passerà nel cuore dei nostri parchi, il Parco dei Colli Briantei, il Parco della Valle del Lambro e il Parco Agricolo Nord Est: sarà asfalto che chiamerà altro asfalto. Un’idea di sviluppo inconciliabile di fronte alle sfide che siamo chiamati ad affrontare. Il suolo è una risorsa non rinnovabile, una volta perso è perso per sempre. Tutelarlo è il primo passo per difenderci dall’emergenza climatica in atto e dal suo consumo discendono miriadi di problemi. La garanzia di un futuro vivibile passa attraverso la tutela del territorio, almeno di quello che siamo riusciti a conservare… Ha già distrutto ettari di campi, boschi ed ecosistemi: persi per sempre! E non vogliono fermarsi, nemmeno di fronte alla diossina“. È a partire da questa premessa che il Circolo Gaia rilancia la raccolta firme pubblicata su change.org da Pier Luigi Mora: “Regione Lombardia annuncia che vuole il completamento dei tratti B2 e C dell’autostrada Pedemontana, un’idea vecchia di 40 anni, da sempre sostenuta dagli interessi economici forti, rappresentati non solo dalle imprese legate alle costruzioni, ma anche da quelle che traggono profitto dalla costante urbanizzazione conseguente ad ogni nuova strada – si legge nella premessa -. Quest’opera ferma da tempo per assenza di finanziamenti, ora viene rilanciata da Regione Lombardia con l’acquisto di azioni per 62 milioni di euro che Banca Intesa detiene in Pedemontana. Il rilancio dell’opera certamente non è estraneo al momento favorevole dell’imminente arrivo di grandi finanziamenti per le infrastrutture dal Recovery Fund. Altre sono le opere di cui necessita la Brianza. Non certo altre grandi arterie autostradali ma piuttosto un riordino della viabilità esistente e la realizzazione di tranvie e metropolitane. Il completamento di Pedemontana contribuirà alla devastazione di un territorio dove pur essendoci molta ricchezza c’è un basso livello di qualità della vita a causa dell’eccessiva urbanizzazione, del traffico caotico e della pessima qualità dell’aria, con conseguente aumento di molte malattie. Ci viene imposta sulle nostre teste un’opera ormai inutile, come dimostra la tratta già realizzata, riproponendo un modello di sviluppo basato sul trasporto su gomma. Un modello da cambiare incompatibile con le spinte in Italia e in Europa verso modelli di mobilità più sostenibili ed una auspicabile transizione ecologica”.
“Questa idea per cui si va o in macchina o in treno è fuori dal mondo: la mobilità non può essere intesa in questa maniera così talebana – replica Andrea Monti, consigliere regionale della Lega -. Viviamo in una realtà molto urbanizzata, e l’idea di investire solo su rotaia è insostenibile, anche dal punto di vista ambientale ed economico. Senza contare che è impossibile pensare di poter raggiungere ogni punto del territorio con una linea di trasporto pubblico… Una cosa non esclude l’altra: infatti stiamo investendo nella metro, abbiamo approvato il collegamento con Monza, e per quanto riguarda la metrotramvia quelle di Seregno e Limbiate sono già finanziate. Certo, non ha senso pensare di usare per queste cose i soldi di Pedemontana: Autostrada Pedemontana Lombarda utilizzerà i pedaggi per pagare la costruzione e la manutenzione, oltre a ridare i soldi agli investitori, una cosa che, se dovesse costruire una metropolitana, non potrebbe mai fare. Vorrei poi sapere se queste persone che sono contro a Pedemontana l’hanno mai utilizzata: io la percorro quasi tutti i giorni e non è mai vuota. Ma, oltre alla mia percezione personale, sono i numeri a dire che serve: la società che la gestisce, pur avendo in carico solo una tratta minimale, ha chiuso in utile”.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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