Ambiente

Monza-Triante, il Comune alla Consulta: “Dibattito politicizzato, si fa il male della città”

L'assessore all'Ambiente, Martina Sassoli, replica alle dure posizioni, espresse da alcuni residenti del quartiere sulla tutela del verde, recentemente anche con il lancio di una petizione on line.

monza triante ciclabile via vittorio veneto 1

La cura e la tutela degli spazi verdi, lo sviluppo urbanistico ed infrastrutturale, con un occhio in particolare al consumo di suolo, tengono spesso banco a Monza. Se si dovesse valutare la distanza che esiste tra le posizioni in campo forse il colore più indicato sarebbe sicuramente il rosso e non il verde. Perché tra ambientalisti e Comitati cittadini da un lato e il Comune dall’altro è ormai guerra aperta. Ovviamente senza alcun spiegamento di armi né violenza verbale o, ci mancherebbe altro, fisica, ma con una radicalità che sembra lasciare poco spazio ai compromessi.

L’ultimo campo di battaglia, per così dire, è Triante, uno dei quartieri più popolati di Monza. In quest’area, complessivamente di quasi 2 km quadrati, negli ultimi mesi c’è un evidente fermento edilizio con diversi progetti e permessi di costruire convenzionati. Che per una parte dei residenti costituiscono una minaccia all’ambiente e al consumo di suolo, tanto che la Consulta di quartiere ha recentemente lanciato la petizione “Triante-Un quartiere da salvare”, arrivata ad oltre mille firme raccolte.

Mentre per il Comune si inseriscono in un processo di rigenerazione urbana e territoriale che l’attuale amministrazione, guidata dal sindaco, Dario Allevi, ha deciso di portare avanti, anche attraverso, negli intenti, la valorizzazione delle aree dismesse.

LA CONTESA SUL VERDE

“L’amministrazione ha incontrato la Consulta per parlare a 360 gradi del quartiere, spiegando e rispondendo punto per punto alle sollecitazioni – afferma l’assessore comunale all’Urbanistica e all’Ambiente, Martina Sassoli – ci si rende conto, però, che a questo punto in città ci sia una evidente voglia di politicizzare qualsiasi dibattito e denigrare gli sforzi che sta facendo il Comune, anche diffondendo false informazioni”.

“Questo comportamento purtroppo non è comprensibile – continua l’assessore – fa male non all’ente pubblico, che comunque ha tutta l’intenzione di proseguire con le politiche di recupero e rigenerazione, ma alla città intera”.

Le risposte che la Sassoli ha fornito circa un mese fa in un incontro on line con la Consulta di Triante, l’ultimo del tour “Le Città nella Città”, promosso da Piazza Trento e Trieste per raccogliere contributi utili alla riqualificazione dei quartieri, riguardano anche alcune delle richieste principali lanciate nella petizione in corso. Dal Parco di viale Europa, previsto dal vecchio PGT (Piano Governo del Territorio) del 2017 all’area dell’ex Buon Pastore, dal giardino di via Val Seriana al Programma integrato di intervento dell’ex Colombo in piazzale Virgilio. Fino alla creazione di piste ciclabili e alla costruzione di una nuova palazzina tra via Piazzagalli e via Adigrat.

Quest’ultimo argomento è il più recente. E ha scatenato la protesta di alcuni residenti di Triante per l’abbattimento di alberi anche di oltre 30 metri d’altezza. L’assessore comunale all’Urbanistica, come si legge nel verbale dell’incontro con la Consulta, ha affermato “che gli alberi che devono essere abbattuti non rientrano negli alberi qualificati come monumentali o come zone boschive di mantenimento/riqualificazione. Per ogni albero abbattuto il Comune chiede che ne venga piantato un altro per il mantenimento del rapporto 1:1”.

LA POSIZIONE DI LEGAMBIENTE

Sull’importanza che gli alberi rivestono per la lotta al cambiamento climatico e per la qualità dell’ambiente nelle città, anche in relazione alla gestione del verde privato, si è aggiunta nei giorni scorsi anche la posizione del Circolo monzese della nota associazione ambientalista.

“Crediamo che gli alberi adulti, sani e imponenti debbano essere tutelati, e che prima di abbatterli si debbano cercare soluzioni alternative – scrive Legambiente Monza – non quelle semplici e sbrigative di piantumare alberelli in un’altra zona della città. Non solo perché i benefici non sono immediati, e la crescita degli alberi richiede un certo tempo, ma anche perché quello che si è perso in una certa zona non si recupera da un’altra”.

L’invito, poi, all’assessore Sassoli è diretto. “Metta in atto il Regolamento del verde privato, come dalla Legge Nazionale 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” – si legge nel comunicato dell’associazione ambientalista – una legge che riconosce l’importante ruolo che il verde, e gli alberi in particolar modo, riveste nel controllo delle emissioni, nella protezione del suolo, nel miglioramento della qualità dell’aria, del microclima e della vivibilità delle città”.

Anche Legambiente si unisce alla petizione lanciata dalla Consulta di Triante nel chiedere che il Comune dia attuazione alla scelta fatta nel luglio 2019 quando “la Giunta ha approvato l’adesione di Monza al manifesto del «Green City Network»: una dichiarazione in 10 punti per l’adattamento delle città ai cambiamenti climatici”. Infine l’associazione lancia un ulteriore appello a Piazza Trento e Trieste: creare anche a Monza il “Censimento degli alberi monumentali”, “un elenco, previsto dalla legge (DM 23 ottobre 2014) – sostiene – in cui potrebbero essere inseriti a pieno titolo gli alberi maestosi di grande pregio che si intravedono nei giardini privati girando per la città”.