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Monza-Triante, la Consulta: “Stop alla colata di cemento, tutelare gli spazi verdi”

Monza-Triante, la Consulta: “Stop alla colata di cemento, tutelare gli spazi verdi”

10 Marzo 2021

Fino a poco più di cento anni fa c’era quasi soltanto campagna, poi l’urbanizzazione ha preso piede anche nel quartiere Triante. Che oggi, a Monza, è una delle zone più ricercate e rinomate della città. Il suo sviluppo urbanistico ed infrastrutturale non sembra essere ancora terminato. Ma sulla direzione verso la quale si sta andando, le opinioni sono piuttosto variegate.

Sicuramente gli ambientalisti e dei Comitati cittadini la pensano in modo molto diverso dall’attuale amministrazione comunale. Che, anche recentemente, ha espresso chiaramente la sua idea votando in Consiglio comunale, dopo una lunga battaglia con l’opposizione, un discusso documento sulla rigenerazione urbana e territoriale.

La Consulta di Triante, in un incontro pubblico on line, ha mostrato tutto il suo dissenso su come il quartiere starebbe cambiando sulla spinta delle scelte della Giunta guidata dal sindaco di Monza, Dario Allevi. “Il nostro quartiere sta perdendo parte dei suoi spazi verdi che da sempre lo caratterizzano insieme alle aree agricole, pubbliche o private – afferma Rita Caldarelli (nella foto in alto), coordinatrice della Consulta di Triante – il Covid-19, come ormai accertato, è collegato anche all’inquinamento e ai cambiamenti climatici e questi ultimi, a loro volta, sono collegati al consumo di suolo, che in Lombardia procede ad un ritmo tra il 9 e il 15% all’anno e produce una maggiore impermeabilizzazione con un aumento delle temperature, meno alberi, biodiversità e quantità di cibo”.

Il verde pubblico nel quartiere è inferiore ai 3 metri quadri a testa, al di sotto dei 9 previsti dalla normativa – continua – il Parco di viale Europa, di circa 12mila metri quadri, previsto dal PGT Piano Governo del Territorio) del 2017 non è stato ancora attuato e alcune aree verdi pubbliche sono state messe in vendita”.

LE PROSPETTIVE

La condizione di partenza del discorso dei Comitati cittadini e della Consulta è anche di natura demografica. “A Triante, in un quartiere che ha un’area complessiva di quasi 2 km quadrati ci sono poco più di 15mila residenti con una densità abitativa di circa 8mila abitanti per chilometro quadrato, la peggiore di Monza, dove la media, senza considerare il Parco, è di 5mila abitanti” spiega l’architetto Giorgio Majoli, il portavoce del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza e referente di Legambiente Monza.

Il PGT vigente, approvato nel 2017 ancora dalla Giunta del sindaco Scanagatti, secondo gli ambientalisti, lascia più di qualche perplessità sul futuro del quartiere che, come racconta Daniele Cappelletti, esperto della storia di Triante, tra le altre cose, ha ospitato dal 1912 al 1914 anche il primo campo da gioco del Monza calcio, all’epoca contraddistinto dai colori biancoazzurri.

“Il Documento di Piano dell’attuale PGT prevede per Triante tre ambiti strategici, il primo in via Milazzo, dove viene resa edificabile un’area dismessa di circa 10mila metri quadri – afferma Majoli – poi i 16mila metri quadi dell’ex Pagnoni, che per il 70% sono residenziali e per il 30% destinati a terziario ed altre funzioni e, infine, gli oltre 26mila metri quadri dell’ex Buon Pastore, un sito vincolato dalla Soprintendenza, dove è previsto un 80% di residenziale con altezze non superiori a quelle della storica villa Angela”.

A Triante ci sono, poi, le questioni legate all’ex Colombo di piazzale Virgilio, una delle aree dismesse più vaste di Monza, con i suoi quasi 20 mila metri quadrati e i diversi permessi di costruire convenzionati.

“Per quanto riguarda l’ex Colombo, il Programma integrato di intervento, dopo le modifiche del 2018, non ancora adottate né approvate dal Consiglio comunale, prevede anche una Media struttura di vendita, a due passi da dove si trova l’attuale Bennet, oltre ad un Auditorium e parcheggi interrati, che suscitano notevoli problematiche viabilistiche, paesistiche, ambientali e commerciali – sostiene Majoli – tra i permessi di costruire convenzionati, da via Gondar a via Val Seriana, da via Abba a viale Europa, segnaliamo l’ultimo arrivato, quello di via Pizzagalli, angolo via Adigrat, dove sono stati abbattuti alberi anche di oltre 30 metri d’altezza”.

IL BUON PASTORE

Una delle vicende riferite a Triante, su cui da più tempo batte il dente del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza è l’area del Buon Pastore, una storica zona monumentale e verde tra via Pellettier e via Cavallotti, a due passi dal centro di Monza, sulla cui salvaguardia l’anno scorso era stata lanciata anche una petizione con più di 400 firme raccolte.

L’allerta di residenti e ambientalisti è tutta sul progetto presentato nel gennaio 2019 dalla Bp Real Estate srl, società che ha acquistato l’area del Buon Pastore nel 2004 dai precedenti proprietari, le suore della congregazione di Nostra Signora di Carità. Secondo le iniziali previsioni, approvate nel marzo 2019 in via preliminare dalla Giunta comunale, nonostante il vincolo della Soprintendenza presente dal 2005 sul complesso monumentale costituito da Villa Angela, Chiesa panottica e altri edifici, circondati da oltre 20mila metri quadrati di Parco secolare, sull’area dismessa dovevano sorgere 4 condomini, dai 5 ai 10 piani, di altezze variabili fino a 32 metri, per un totale di 240 appartamenti e 350 box.

“Il progetto è stato poi cambiato ed ora, dopo la variante proposta dalla Bp Real Estate a Comune e Soprintendenza nell’agosto 2020, si dovrebbero costruire ‘solo’ 3 palazzi, di 12, 10 e 9 piani, senza cambiare, però, il numero totale di appartamenti e box – afferma l’ingegner Antonio Gatti, referente del Comitato Buon Pastore – questo manterrebbe intatti gli effetti negativi sulla viabilità, sulla tutela del verde, in particolare degli 11 alberi monumentali presenti nel Parco e sul sottosuolo”.

“Nel novembre 2020, Legambiente ha sollecitato la Soprintendenza a mettere in sicurezza l’area vincolata e da gennaio di quest’anno sembra che qualcosa si stia muovendo con l’abbattimento di alcuni cespugli – continua Gatti – siamo convinti che all’ex Buon Pastore si voglia realizzare una mera operazione di speculazione edilizia con l’amministrazione comunale che favorisce il privato dimezzando gli oneri di urbanizzazione e consentendo l’incremento fino al 20% dell’Indice di edificabilità massimo previsto dal PGT”.

La proposta del Comitato di residenti sul Buon Pastore è di recuperare l’area dismessa ad un uso pubblico. Magari attraverso una moderna biblioteca civica, per la quale sarebbe già pronto un progetto, elaborato come studio didattico dalla professoressa Paola Galbiati e dai suoi studenti del Politecnico di Milano (leggi qui). La strada per il recupero di questa storica area dismessa di Triante, comunque, sembra essere ancora lunga.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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