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L'alimentazione ai tempi del Covid tra #smartworking e #dad

L’alimentazione ai tempi del Covid tra #smartworking e #dad

25 Marzo 2021

Un anno, il 2020, e poi anche il 2021, che ha visto le nostre abitudini cambiare. I lockdown, le zone rosse, le restrizioni in genere hanno spesso agito negativamente sulla nostra libertà di movimento. In concomitanza la chiusura di ristoranti, bar e in generale di tutti o quasi quei luoghi che ci accoglievano per un pasto, ci ha costretti a pensare quotidianamente alla nostra alimentazione e a quella dei nostri conviventi. Tutto ciò, unitamente ad una situazione di alto stress, ci ha spesso portato a commettere diversi errori proprio nelle abitudini legate all’alimentazione, tassello tra l’altro fondamentale per rendere il nostro sistema immunitario forte e reattivo. Un altro effetto da non sottovalutare è anche l’aumento di peso a cui purtroppo molte persone sono andate incontro.

Così abbiamo deciso di chiedere consiglio all’esperta, la dietista Cecilia Biazzi, che da 11 anni lavora all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo nel reparto di Nefrologia e Dialisi e collabora inoltre da un anno e mezzo, ovvero dall’apertura, con lo studio medico di Arcore Med4you (link www.med4you.it).

Il nostro inviato Marco Speziali le ha posto diverse domande nella diretta di venerdì 19 marzo (link diretta: https://business.facebook.com/MBNewsQuotidianoOnlineMonzaeBrianza/videos/1390964284595058/) per capire quali sono gli errori da non commettere quando si è tutto il giorno a casa con il frigo, anzi con tutta la cucina a portata di mano.

Ve ne riportiamo alcune e intanto vi ricordiamo subito la promozione, attivata dallo studio medico Med4you, che consiste nel 50% di sconto sulla prima visita con la Dottoressa Biazzi valida per i primi 10 che chiamano e che avranno condiviso sul loro profilo FB la nostra diretta.

Cecilia, quali son i principali problemi legati all’alimentazione in smart working? 

Preparare i pasti in casa può avere un risvolto positivo e uno negativo: se si è motivati, organizzati a cucinare a casa significa anche gestire in autonomia tutti i pasti, quindi aver un maggior controllo sulle scelte alimentari e le porzioni, oltre che sui condimenti. Negativo invece perché stare in casa tutto il giorno e magari in una situazione di stress rende più facile passare dalla scrivania alla dispensa per stuzzicare qualcosa. Inoltre, venendo bombardati da tante informazioni sull’alimentazione, anche contraddittorie tra di loro, rischiamo di mettere in atto strategie che ci fanno pensare di perdere peso quando in realtà non è così.

La prima visita come funziona?

La prima visita è molto importante perché nel corso della stessa lo specialista viene a conoscenza delle abitudini alimentari della persona che ha davanti; questo è fondamentale per riuscire a proporre un piano dietetico personalizzato, sulla base dell’anamnesi alimentare che viene svolta. La durata della prima visita è di circa un’ora e alla fine delle stessa viene rilasciato un referto con i primi consigli da mettere in atto immediatamente, in attesa del piano dietetico individualizzato, che viene elaborato nel giro di un paio di giorni al massimo.

Quando è meglio iniziare una dieta?

La vera risposta è che sarebbe auspicabile iniziare una dieta quando si sente una VERA motivazione: cambiare le proprie abitudini alimentari non è mai automatico, per cui bisogna evitare di intraprendere questo percorso in periodi di forte stress.
Ricordiamoci inoltre che dieta non significa necessariamente mangiare meno o dimagrire, ma acquisire delle abitudini alimentari salutari: infatti il termine dieta deriva dalla parola greca “dìaita” ovvero stile di vita; questo si traduce nella ricerca di migliori abitudini, sia dal punto di vista alimentare sia per quanto riguarda l’attività fisica. Sulla base di ciò lo specialista elabora un piano alimentare che può essere portato avanti per il resto della vita.

La colazione: è vero che è il pasto più importante della giornata o è un falso mito?  

Si, è importantissima per diversi motivi: arriviamo dal digiuno notturno ed è importante dare al nostro organismo i nutrienti necessari per cominciare la giornata. Chi non fa colazione ha un minore rendimento nell’attività scolastica o lavorativa; in più consumare una colazione sana aiuta a mantenere più a lungo il senso di sazietà evitando così spuntini ipercalorici e permette di arrivare ai pasti meno affamati.
Per la popolazione sana, un esempio di colazione potrebbe essere così composto: una bevanda nervina (thè o caffè), una fonte di carboidrati complessi, come pane, fette biscottate, cereali non arricchiti di zuccheri, biscotti secchi, una fonte di carboidrati semplici come marmellata o miele, una fonte di proteine come latte, yogurt o ricotta ed eventualmente della frutta secca o frutta fresca.

In questo periodo magari durante il giorno si riesce anche ad essere abbastanza ligi, ma poi la sera davanti alla tv si cade in tentazione e si spizzicano dolcetti: esistono dei cibi sfiziosi da sgranocchiare senza sensi di colpa? 

Quello del senso di colpa è un problema che può creare un rapporto non salutare col cibo. Il dolcetto dopo cena sarebbe da evitare, ma bisognerebbe capire come mai viene proprio durante la sera questa voglia: può essere abitudine, un calo dello stress o un’alimentazione non bilanciata. A volte semplicemente non si mangia abbastanza durante il giorno.

Quindi è buona regola prevedere una cena completa: carboidrati, proteine, verdura e frutta in modo da far durare più a lungo il senso di sazietà, poi se proprio ci viene quel languorino possiamo spostare il momento della frutta dopo cena o bere una bella tisana che in un certo senso costituisce una coccola.

Quante acqua bisogna bere al giorno? Vero che bere molto fa dimagrire? 

La corretta idratazione è fondamentale. Se non si hanno patologie particolari 1 litro e mezzo 2 di acqua al giorno son sufficienti, con maggiore attenzione durante l’estate. Il discorso di bere molto fa dimagrire..Vero in parte, nel senso che bere acqua ai pasti prolunga il senso di sazietà, in particolare se abbinato a una congrua porzione di verdure.

I figli a casa in DAD mangiano molto anche per noia, qualche consiglio? 

I bimbi non dovrebbero avere libero accesso alla dispensa! Il genitore dovrebbe trasmettere un corretto comportamento alimentare ai figli e insegnare loro come mangiare in maniera sana: infatti un bambino che mangia bene diventerà più probabilmente un adulto che mangia sano, e quindi meno esposto alla possibilità di sviluppare patologie croniche legate all’alimentazione.

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Fonte Esterna
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