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L'addio del privato alla Villa Reale è il canto del cigno di Navarra con Nicola Porro

L’addio del privato alla Villa Reale è il canto del cigno di Navarra con Nicola Porro

20 Febbraio 2021

“Ma quale rabbia, io vedo solo passione”. Finisce lì, dove tutto è iniziato, l’esperienza di Attilio Navarra nella co-gestione della Villa Reale di Monza. Un ultimo saluto, in grande stile tra le sale dell’ala nobile della Reggia, con le parole di stima del giornalista Nicola Porro, volto noto della televisione italiana, che lo ha intervistato in un serrato botta e risposta.

Si chiude così, nella mattina di ieri, venerdì 19 febbraio, quest’era della Villa Reale, quella segnata dall’accordo di partenariato pubblico-privato. Adesso Navarra restituisce definitivamente le chiavi degli spazi di sua competenza all’ex partner, che almeno per ora gestirà la Reggia da sola, il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.

Quella svoltasi oggi è “una conferenza stampa che conferenza stampa non è”, come ben la chiama Porro. E’ un addio dell’ex concessionario privato, la società “Nuova Villa Reale Spa” del gruppo Navarra, che oggi lascia ufficialmente gli spazi della Villa Reale di Monza di sua competenza. Ma prima di farlo mette i puntini sulle “i”. “Perdona la rabbia, il tono – spiega Navarra rivolgendosi a Porro – ma oggi si chiude una vicenda che ha molto provato il sottoscritto e tutto il suo staff. Quando siamo arrivati qui la Villa era abbandonata da 100 anni. Dopo oltre 10 milioni di investimenti a nostro carico, un imponente lavoro di restauro, mostre, eventi, collaborazioni importanti, veniamo dipinti come «gli inadempienti», quelli che «sanno fare i costruttori ma non sanno amministrare». La mia famiglia fa impresa da quattro generazioni: non possiamo accettare questo tipo di narrazione, anche perché ricordo che fino a qualche mese fa non era mai arrivata una sola critica al nostro operato”.

“In questi anni abbiamo assistito a 3 cambi di sindaci e 4 direttori generali – prosegue Navarra. – Sapevamo che non tutti erano felici di questa modalità pubblico-privato. Alcuni, come l’ex sindaco Scanagatti con coerenza ce lo avevano palesato. Con il Sindaco Allevi pensavo di avere più feeling: così non è stato. E ora apprendo sui giornali che c’è un nuovo Masterplan, che rischia di fare tabula rasa del lavoro fatto. Mi chiedo: era necessario? Ci sono 23 milioni già arrivati e pronti da investire: quanti sono stati impiegati nella Villa Reale? Mi risulta zero”.

Glissa, Navarra, quando Porro gli chiede della causa. “La causa è una sconfitta – risponde l’imprenditore. – I ricorsi ci interessano poco, qui dovevamo costruire valore. Smontiamo anche qualche falsità: perchè non abbiamo riaperto l’attività culturale della Reggia nei mesi in cui era consentito lo scorso anno? Chiarisco subito: il 17 maggio abbiamo scritto al Consorzio per chiedergli di stipulare un protocollo anti-covid. Dopo 3 mail PEC abbiamo ottenuto un colloquio in streaming il 5 agosto, dove ci è stato detto che si sarebbe a breve insediato un nuovo direttore. Noi quel direttore lo abbiamo incontrato il 18 ottobre. E poi ci vengono a dire che è colpa nostra se l’attività culturale della Reggia non è ripresa”. (In realtà proprio su questo punto il sindaco di Monza non ci sta e ha replicato così)

Curtis: “Abbiamo portato mostre di spessore”

Non è solo Navarra a salutare la Reggia. A rispondere all’appello ci sono alcuni dei protagonisti dell’ex gestione dell’ala nobile, tra cui Denis Curtis, critico fotografico che ha fatto parte del comitato tecnico-scientifico. “130 mila biglietti venduti e mostre di spessore: ecco cosa lasciano alle spalle – aggiunge Curtis. – Il concetto di rete non ha funzionato, ma il modello che abbiamo provato a portare può ancora essere un modello vincente”.

“Lo penso anche io – prosegue Navarra – ma c’è una cosa che se potessi tornare indietro nel tempo farei diversamente: bisogna essere chiari sugli accordi che le parti devono rispettare. Il pubblico in questo caso non ha rispettato la sua parte e adesso ci ritroviamo nella situazione che tutti sappiamo”.

Nella conferenza stampa dello scorso 15 gennaio, il Consorzio aveva individuato proprio nel 19 febbraio la data ultima per la conclusione dei sopralluoghi dell’ala nobile, fino ad oggi di competenza di Nuova Villa Reale Spa. “Non è così – conclude Navarra – la data per terminare i sopralluoghi slitterà almeno a fine mese. La mia impressione è che si stia facendo di tutto per trovare l’inadempienza: lo capisco, se non si ha niente a cui attaccarsi, resta questo”.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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