Ambiente

Pedemontana “salvata” da una proroga: altri tre mesi per trovare finanziatori

L'emergenza sanitaria ha allungato i termini per la concessione degli espropri e, soprattutto, per individuare nuovi partner economici con cui realizzare la tratta B2.

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Per chi ama il (poco) verde rimasto della Brianza, Pedemontana è come il drago che nelle fiabe dorme sotto una montagna: spesso tranquillo, anche per lunghi periodi, quando si risveglia è un pericolo per chiunque gli sia vicino. E, proprio come il drago delle fiabe, anche Pedemontana è seduta sopra a un tesoro: per realizzarla sono stati spesi circa 5 miliardi di euro, ma l’intera autostrada, ricapitolava poco più di un mese fa Roberto Cuda, esperto di grandi opere lombarde, si regge su un contributo a fondo perduto dello Stato da 1,2 miliardi, a cui devono aggiungersi i 650 milioni di capitale sociale e i 600 milioni di garanzie prestate da Regione Lombardia sui futuri finanziamenti. Senza contare le defiscalizzazioni (Cuda calcolava circa 800 milioni) e ulteriori effetti collaterali di tipo economico e finanziario: almeno altri 100 milioni.

Un vero e proprio tesoro da fiaba, e però continuamente messo a rischio dalla difficoltà di trovare dei finanziatori per completare l’opera: l’autostrada, che dovrebbe fungere da collegamento est-ovest tra i territori di Varese e Bergamo, è ferma a Lentate sul Seveso ormai da anni, non ha mai trovato una banca disposta a fornire un prestito a lungo termine, ed è stata salvata dal fallimento da Regione Lombardia. Ora, a poco meno di un mese dal termine, originariamente previsto per il 26 febbraio, per individuare partner economici per la realizzazione della tratta B2 (Lentate sul Seveso-Cesano Maderno, in sovrapposizione con l’attuale superstrada Milano-Meda e minata dalla diossina del disastro Icmesa del 1976) e per la dichiarazione di pubblica utilità, per poi poter procedere con gli espropri, la scadenza è stata prorogata: merito (o colpa) del Covid, e della normativa che ha sospeso per 82 giorni i termini amministrativi. Un aiuto provvidenziale: senza proroghe Pedemontana avrebbe dovuto rifare l’iter da zero. Insomma, per dirla con le parole di Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S, “è stata graziata dal Covid”. Fumagalli, in riferimento all’audizione con i vertici di Pedemontana tenutasi giovedì 28 gennaio in commissione regionale Bilancio, ha anche commentato: “Mi chiedo se i dati forniti per la gara siano corretti o se come quelli per la zona rossa siano affetti da qualche ‘baco’. Che finirebbe per far diventare l’autostrada più cara d’Italia in quella più cara al mondo. Chissà se tra i requisiti di gara hanno anche messo tanta pazienza e comprensione”.

Pazienza soprattutto: Pedemontana avrebbe dovuto essere pronta per l’Expo (nel 2015: quasi 6 anni fa), poi per il 2021, secondo quanto auspicava l’ex governatore Roberto Maroni. Ora la nuova calendarizzazione guarda a luglio 2025 come obiettivo di completamento, fatti salvi ulteriori ritardi legati alla pandemia. A dirlo è il vicepresidente della commissione Territorio e Infrastrutture del consiglio regionale lombardo, Andrea Monti: leghista e sostenitore di Pedemontana, ha definito “confortanti” le notizie sulle proroghe. “Il presidente Roberto Castelli e il direttore generale di Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A, Giuseppe Sambo, hanno fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori di realizzazione e sul piano di project financing – riepiloga -. Contribuirà anche la Regione, che partecipa all’aumento di capitale diventando il principale azionista, e sarà rimborsata sulla base del valore medio rilevato a fine gara. Una parte delle risorse arriverà anche dai pedaggi. Si tratta di un cronoprogramma chiaro, per un’opera complessa ma già in parte realizzata, nonostante le polemiche di politici locali che pensano ancora di bloccarla o che sia inutile“. Resta aperta la questione bonifica, perché smuovere grandi quantitativi di terra nel tratto B2 potrebbe voler dire causare una nuova contaminazione da diossina, ma anche la questione dei costi: congestionata e degradata, la Milano-Meda è pur sempre gratuita: come reagiranno gli automobilisti all’idea di doverla pagare?