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Ticket del pronto soccorso non saldato? La richiesta di pagamento arriva 10 anni dopo

Ticket del pronto soccorso non saldato? La richiesta di pagamento arriva 10 anni dopo

2 Febbraio 2021

E’ arrivata a casa sì, ma con (quasi) 10 anni di ritardo la richiesta di pagamento di un ticket ospedaliero probabilmente allora non saldato. Protagonista della vicenda, che ha segnalato incredula il fatto alla nostra redazione, è una donna di Arcore, che qualche settimana fa ha ricevuto dall’ufficio recupero crediti dell’ASST Monza la lettera con la comunicazione della presunta inadempienza. Si tratta di una cifra modesta, secondo le informazioni dell’ASST è relativa al mancato pagamento di un ticket da pronto soccorso in codice bianco avvenuto nell’agosto del 2011, ma ciò che fa arricciare il naso sono le tempistiche. “Nessun problema per la cifra – ha spiegato la donna – ma stiamo parlando di un fatto di circa 10 anni fa. Non ricordo l’episodio nello specifico e mi sembra strano che non abbia provveduto al pagamento, perchè sono una persona precisa e onesta. Certo è che dopo 10 anni dimostrare di essere dalla parte del giusto è praticamente impossibile”.

Abbiamo quindi interpellato l’Asst Monza per vederci chiaro. “Il recupero crediti delle prestazioni non pagate, ovviamente non esenti, è un’attività propria dell’Azienda – ci spiegano dall’ASST Monza. – All’atto della dimissione da Pronto Soccorso, in codice bianco, il medico di PS rilascia al cittadino un modulo che attesta la richiesta di pagamento del ticket relativo alla prestazione di pronto soccorso. Prima di inviare qualsiasi richiesta di pagamento, l’Ufficio Recupero Crediti verifica che la prestazione non risulti pagata nel programma Cup; solo in mancanza di una registrazione di ricevuta di pagamento viene inviata la lettera di recupero crediti”.

Come indicato nella lettera, la donna ha 30 giorni per saldare il pagamento o dimostrare di averlo già effettuato, portando all’attenzione dell’ASST la copia della ricevuta (che però sa già di non avere più, ndr). Insomma non le resta che pagare e questa “lunga” storia potrà essere archiviata. 

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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