Politica

Video Pgt-turbourbanistica: la maggioranza al FOA e ai Comitati “Monza sarà città attrattiva”

L'esponente della maggioranza in Consiglio comunale, in quest'intervista ad MBNews, replica ad un video del FOA Boccaccio su piani attuativi, rigenerazione urbana e variante al Pgt.

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“La nostra visione, come annunciato già nella campagna elettorale delle ultime comunali, è rendere la Monza del futuro una città non solo bella, ma attrattiva ed appetibile, nel pieno rispetto delle norme urbanistiche in vigore e con la volontà di attuare una vera rigenerazione urbana e territoriale attraverso la valorizzazione delle aree dismesse. Non c’è nessuna cementificazione selvaggia, ma una collaborazione costruttiva tra pubblico e privato”.

Marco Monguzzi (nella foto in basso), consigliere comunale della lista civica Monza per Maffè e componente delle Commissioni “Politiche del territorio” e “Bilancio – Attività produttive”, replica così, in quest’intervista, al video “ABITARE A MONZA 2. Appunti sulla turbourbanistica targata Allevi-Sassoli” autoprodotto dal FOA Boccaccio con la partecipazione del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza e di Fridays for future Monza.

Marco Monguzzi

Poco più di 20 minuti di immagini, incentrati su tre punti critici fondamentali, i piani attuativi, la rigenerazione urbana e la variante normativa al Pgt, in cui, su un tema importante come l’assetto urbanistico del capoluogo della Brianza, si accusa il sindaco di Monza, Dario Allevi e la sua Giunta di andare verso “una direzione neoliberista” in cui si realizza “un modello di città basata esclusivamente sul profitto di pochi e la si consegna alla speculazione, alla privatizzazione, all’esclusione sociale”.

“Il video, da un punto di vista tecnico, è anche pregevole, ma dimostra un atteggiamento di chiusura socialmente fallimentare, persegue una posizione ed offre riscontri poco consoni rispetto a quanto stabilisce la Legge regionale n.18 del 2019 sulla rigenerazione urbana e territoriale votata recentemente nel nostro Consiglio comunale” afferma Monguzzi, uno dei consiglieri dell’attuale maggioranza che sul tema della cosiddetta “turbourbanistica” e sull’individuazione degli oltre 100 ambiti di rigenerazione urbana e delle aree dismesse è intervenuto più volte nell’acceso dibattito con le opposizioni nell’aula di Piazza Trento e Trieste.

“Non c’è alcun liberi tutti per i privati, ma il recupero delle aree dismesse, il mantenere e creare aree verdi e i servizi per la collettività non arrivano dal nulla – aggiunge – dall’ex Garbagnati all’ex Feltrificio Scotti, pensare che il Comune possa espropriare aree di proprietà privata è antidemocratico e vietato dall’art. 42 della Costituzione italiana”.

Il video autoprodotto da FOA Boccaccio con la partecipazione del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza e di Fridays for future Monza parte dalla premessa che in città non è necessario costruire nuova edilizia residenziale perché ci sono già 4mila appartamenti sfitti, più che sufficienti per una popolazione numericamente invariata negli ultimi 40 anni. Non siete d’accordo?

Confermo l’esistenza dei 4mila immobili sfitti a Monza. Ma la domanda che faccio è: perché ci sono? La risposta risiede nel fatto che negli ultimi 40 anni in città si è costruito male, senza razionalizzazione e prospettiva futura. Per questo l’attuale amministrazione comunale crede sia giunto il momento di interrompere questa tendenza negativa e mettere il privato nelle condizioni di ricostruire il tessuto urbano. Il modello a cui guardiamo è Milano, dove negli ultimi anni hanno reso attrattivi e rivalutato anche del 30% quartieri dove prima la gente non metteva piede.

Noi pensiamo che l’urbanistica non debba badare solo all’essenziale, ma creare, attraverso anche l’evoluzione tecnologica, il bello, i servizi per la collettività e la socializzazione. La visione degli autori del video, che rispetto, ma con la quale non concordo, mi sembra volta a conservare a Monza la condizione urbanistica attuale assolutamente contestabile.

Sul tema caldo dei piani attuativi e delle aree dismesse, come rispondete a chi parla di ulteriore consumo di suolo a favore di un’edilizia di lusso?

Gli interventi, alcuni dei quali già approvati dalla precedente Giunta Scanagatti, sono nel pieno rispetto della Legge regionale n.18 del 2019 sull’urbanistica, che ha perfezionato quella risalente al 2005 ed è stata, in un certo senso, a sua volta ripresa dalle Legge statale sulle semplificazioni, la n.120/2020.

Le premialità previste per facilitare e rendere più convenienti gli interventi di rigenerazione urbana e territoriale e di recupero del patrimonio edilizio esistente, dall’incremento fino al 20% dell’Indice di edificabilità massimo previsto dal PGT agli sconti sugli oneri di urbanizzazione, seguono la logica della lotta al consumo di suolo libero. Si favorisce la costruzione in verticale con il mantenimento delle aree verdi e la creazione di servizi.

Sul Bosco verticale sull’ex area Monzacar di via Foscolo e sulla ciminiera dell’ex Feltrificio Scotti il dibattito è particolarmente acceso. A che punto è la situazione?

Direi che non ci sono i rischi paventati nel video. Anzi, la Giunta Allevi, in modo pragmatico, sta cercando di realizzare quello che gli ambientalisti vogliono, cioè creare e mantenere il verde. In via Foscolo, dove il privato ha rivisto il progetto iniziale, c’è la firma di un architetto di fama internazionale come Boeri, che a Milano ha realizzato la torre botanica di Porta Nuova, capace di produrre milioni di tonnellate all’anno di ossigeno ed assorbire anidride carbonica.

Per quanto riguarda l’ex Feltrificio Scotti, dove da anni l’area è abbandonata a se stessa in modo inaccettabile, la ciminiera, come è noto, non rientra nei 100 metri posti della salvaguardia. Per come è il progetto attuale, che non incide per nulla sul cannocchiale prospettivo di viale Cesare Battisti, ci sono vincoli edificatori e di sicurezza che non rendono possibile la conservazione della ciminiera. Che, però, mi sembra un pretesto da parte degli ambientalisti per evitare che si costruisca. Perché non si dice piuttosto che al posto dell’Auditorium, inizialmente previsto qui e poi spostato a piazzale Virgilio, sorgerà anche un’area ad uso pubblico?

Tra le aree dismesse più delicate c’è quella dell’ex Garbagnati in via Val d’Ossola, dove il progetto di Arborea Living prevede la costruzione di diciassette palazzi. Il FOA e i Comitati parlano nel video di un vero e proprio quartiere di lusso con servizi interni ed accessi sorvegliati. E’ così?

E’ una delle operazioni di riqualificazione più importanti a Monza. Si tratta di rigenerare un’area completamente dismessa che, dal punto di vista ecologico, era una bomba. Il privato ha messo in campo un investimento molto cospicuo nella bonifica e noi, grazie alle leggi in vigore, possiamo metterlo nelle condizioni per realizzarlo in maniera percorribile. Oltre alle palazzine ci saranno aree verdi, giardini e parchi, anche ad uso pubblico.

Il nostro intento, in questo caso come negli altri citati, compresi i due edifici previsti in via Perosi, dove il privato prevede anche una rigenerazione urbana con 8mila metri quadrati di giardino pubblico ed una serie di servizi tra cui un’area per bambini, è di aprire ad una prospettiva che renda Monza più appetibile, attrattiva ed in grado di valorizzare la propria bellezza. Crediamo sia una grande occasione per la città ed il compito della politica è anche dare un segnale in tal senso.

Sulla variante al Pgt, si accusa il Comune che non sarebbe soltanto normativa, ma darebbe più potere ai privati in una generale deregulation. C’è questo rischio?

Assolutamente no. Lo dimostra anche il fatto che le premialità previste, concesse dalla legge regionale n.18 per velocizzare il recupero delle aree dismesse e la rigenerazione, disincentivano l’occupazione di suolo libero. Il privato non potrà fare quello che vuole. Ci muoviamo nell’assoluto rispetto delle norme. Un esempio è l’ex palazzo Inam di Via Giuliani nel centro di Monza, dove è in corso la demolizione e si potrà ricostruire, in base a quanto permettono i vincoli in vigore, in maniera non difforme da quanto era esistente.