Economia

Il 2021 delle imprese manifatturiere brianzole? Timide luci nell’indagine Confimi

I dati raccolti dall'associazione imprenditoriale disegnano una tenuta generale e prospettive di stabilità per occupazione, fatturato ed ordini. Anche a Monza e in Brianza, tra inevitabili incertezze, si prova a ripartire.

manifattura generico

Cauto ottimismo, stabilità prudente. Non proprio ossimori, ma comunque il sintomo di una situazione in cui si è divisi tra stati d’animo e previsioni tra loro piuttosto contrastanti. E’ questa la sensazione che emerge dall’indagine congiunturale che Confimi Industria, Confederazione dell’industria manifatturiera privata italiana, ha condotto, a livello nazionale, intervistando i propri associati sull’andamento del secondo semestre 2020 e chiedendo loro una previsione per i primi sei mesi dell’anno appena iniziato.

Il dato più significativo è che solo il 5% degli imprenditori prevede una forte riduzione del personale nel 2021, mentre il 59% del campione dichiara di mantenere stabile il proprio organico e il 32% pensa addirittura di fare nuove assunzioni. Per i primi sei mesi del 2021, a quanto risulta dall’indagine Confimi, però, è ottimista solo 1 imprenditore su 5 che ha in previsione un leggero incremento (fino al 3%) di ordini e produzione. Problemi in vista soprattutto sull’esportazione con una contrazione degli ordini internazionali fino a un -10% rispetto al passato.

Se questo è il quadro del comparto manifatturiero in Italia, la situazione che emerge a Monza e in Brianza, una delle province con la maggiore densità produttiva nel nostro Paese, mostra, secondo l’indagine di Confimi Industria, tendenze che, a grandi linee, rispecchiano i valori riscontrati a livello nazionale.

Nel 2020 si registra una situazione piuttosto variegata all’interno dei vari settori, dal manifatturiero alla grafica, dal tessile ai servizi, in merito a fatturato, produzione ed ordini. In particolare sembra esserci un calo piuttosto generalizzato nel secondo semestre del 2020 rispetto al primo. Per il 2021 gli imprenditori manifatturieri brianzoli, che lamentano le difficoltà a trovare figure professionali specifiche, prevedono una certa stabilità, non ritengono di ridurre l’occupazione, ma neanche di fare investimenti.

IL COMMENTO

“Tutto sommato c’è una tenuta generalizzata, ma per le aziende manifatturiere del nostro territorio emerge un accorciamento dell’orizzonte di medio periodo, nel senso che poche hanno in pancia ordini per il prossimo semestre – afferma Edoardo Ranzini (nella foto in alto), Direttore di Confimi Industria Monza Brianza – alcune aziende nel secondo semestre del 2020 hanno recuperato le perdite del primo semestre, questo ci fa sperare bene per la ripartenza del mercato”.

Le differenze tra i vari settori produttivi sono inevitabili dopo un anno in cui, a causa del Covid-19, c’è stato un continuo e, a volte, incomprensibile, tira e molla tra lunghe chiusure ed improvvise e fugaci aperture.

“Comparti come la chimica, la meccanica e la plastica sembrano aver retto meglio all’urto della pandemia con una richiesta di ammortizzatori sociali in molti casi come cassa preventiva – sostiene Ranzini – il commercio, il turismo e i servizi sono stati molto colpiti, invece, insieme alle imprese che si occupano di manutenzioni ed installazioni in giro per il mondo. Anche per i loro tecnici e dipendenti sarebbe necessario definire una priorità nella campagna vaccinale anti-Covid”.

Oltre alla pandemia, l’indagine di Confimi Industria sottolinea che per gli imprenditori manifatturieri ci sono anche altri ostacoli, ormai tradizionali in Italia, che potrebbero impedire una rapida ripresa economica: la burocrazia, la tassazione sul reddito, l’elevato costo del lavoro e l’incertezza normativa. “Tra questi io ritengo che probabilmente l’urgenza più annosa ed importante sia il taglio del cuneo fiscale, che grava eccessivamente sulle aziende italiane rispetto ai competitor degli altri Paesi del mondo” sostiene Ranzini. Chissà se con un economista di caratura internazionale, Mario Draghi, come probabile Presidente del Consiglio, non possa arrivare nei prossimi mesi anche un intervento in questo senso più deciso che in passato.