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Gruppo Donne Confimi Monza Brianza Bergamo, si lavora ad idee e squadra

Gruppo Donne Confimi Monza Brianza Bergamo, si lavora ad idee e squadra

19 Febbraio 2021

E’ un “neonato”, ma mostra già un carattere forte ed uno sguardo proiettato in avanti per #costruireilprossimopresente. Comincia ora a muovere i primi passi, ma possiede già gambe robuste in grado di portarlo lontano. Si potrebbe descrivere così la condizione attuale del Gruppo Donne Imprenditrici Confimi Industria Monza Brianza e Bergamo, annunciato ufficialmente in un webinar lo scorso 11 febbraio.

Nato ad un anno esatto dalla fondazione del Gruppo Donne Imprenditrici di Confimi nazionale, associazione che in totale raggruppa 40mila aziende, con circa 500 mila addetti complessivi e un fatturato complessivo di circa 80 miliardi di euro annui, il Gruppo del nostro territorio in queste settimane è impegnato a raccogliere le candidature di imprenditrici, manager e, più in generale, donne con ruoli strategici ed apicali. E, a marzo, dovrebbe organizzare l’Assemblea generale, eleggere il Consiglio Direttivo, composto da almeno 10 membri e la Presidente che resterà in carica per i prossimi 3 anni.

Intanto Paola Marras (nella foto in basso), promotrice del Gruppo Donne Imprenditrici Confimi Industria Monza Brianza e Bergamo, ad MBNews racconta i passaggi che hanno portato alla costituzione del Gruppo locale, di cui è Presidente ad interim, le idee e gli obiettivi da mettere in campo. “Puntiamo, con un metodo inclusivo e non settario, a coinvolgere un po’ tutte le oltre 500 aziende che già aderiscono a Confimi Monza Brianza e a Confimi Apindustria Bergamo” afferma Marras, che è anche membro del Consiglio Direttivo Confimi Industria Monza e Brianza e della Giunta nazionale Donne Imprenditrici.

“Crediamo che i nostri argomenti di interesse, l’accesso al credito, la formazione e il networking, riguardino tutti – continua la titolare di Niklas-Progetti di comunicazione – il nostro intento è ascoltare i territori e sostenere le imprese al femminile dando loro nuove opportunità di dialogo e relazioni, anche su tavoli istituzionali a cui siamo già presenti con il Gruppo Donne Confimi Industria, come quelli sull’imprenditoria femminile promosso dal MiSE e la Cabina di regia di Unioncamere”.

Il Gruppo Donne Imprenditrici Confimi Industria Monza Brianza e Bergamo è stato appena lanciato. Come si è arrivati a questa scelta?

Siamo il primo Gruppo territoriale nato dopo la creazione del Gruppo Donne Imprenditrici di Confimi nazionale, a cui chiaramente ci rifacciamo, anche perché sono una componente dell’attuale Giunta. Ci aggiungiamo ai Gruppi già esistenti. Una spinta ulteriore, dopo l’ottimo riscontro del ciclo gratuito di otto webinar sull’educazione finanziaria, è stata l’indagine per tastare il polso alle imprenditrici manifatturiere promossa dal gruppo Donne di Confimi Industria a dicembre 2020.

Ritengo molto significativa la partecipazione numerosa delle imprenditrici di Monza, Brianza e Bergamo, che ha fatto emergere quanto anche nel nostro territorio ritengano importante acquisire soft skill e sia difficile per loro l’accesso alle risorse finanziarie, avere una riconosciuta credibilità rispetto ai colleghi maschi, conciliare vita privata e lavoro e gestire i passaggi generazionali in azienda.

Dopo il webinar di presentazione dell’11 febbraio, quali sono ora i prossimi passaggi per la costituzione effettiva del Gruppo Donne Imprenditrici Confimi Industria Monza Brianza e Bergamo?

Stiamo raccogliendo le candidature di tutte le donne interessate. Contiamo per metà marzo di procedere con l’Assemblea generale e l’elezione del Consiglio Direttivo e della Presidente. Al momento sto svolgendo io quest’ultimo ruolo, coadiuvata dall’amica ed imprenditrice, Laura Parigi.

E’ necessario in questa fase fare un’anagrafica strutturata di quante sono realmente a Monza, Brianza e Bergamo le aziende con una proprietà femminile o gestite direttamente da figure apicali del gentil sesso. In ogni caso lavoreremo su nuclei e con un metodo inclusivo perché ci interessa avviare un discorso di capacità di dialogo e relazioni, istituzionali e non, per riuscire ad operare al meglio con un fronte comune.

Come mai il vostro Gruppo Donne imprenditrici ha unito sin da subito Monza Brianza con Bergamo?

Si tratta di territori contigui che hanno un legame stretto, anche per le comuni attività associative. Molte aziende sono a ridosso del confine geografico delle due province ed è venuto naturale fare un discorso unico di intenti e progettualità. Confido che nel nostro Consiglio Direttivo ci sia una buona rappresentanza anche delle imprenditrici di Bergamo, un territorio che sicuramente ci può offrire tantissimo anche in termini di valori e priorità.

Su quali basi più generali si regge al momento il vostro progetto?

Bisogna tener presente che, prima del Covid, negli ultimi 5 anni l’imprenditoria femminile aveva fatto registrare un +12% di aziende a Monza e Brianza e un +2% a Bergamo. Il primo trimestre del 2020 ha segnato un calo drastico, ma nel resto dell’anno c’è stata una ripresa di cui non abbiamo ancora i dati finali. Mi conforta anche il fatto che, secondo quanto emerge dall’indagine promossa dal gruppo Donne di Confimi Industria, pensando ai prossimi 5 anni, quasi un’imprenditrice manifatturiera su due prevede una crescita costante per la propria azienda.

Questo guardare al futuro con entusiasmo e coraggio è un buon auspicio per creare un interscambio culturale e formativo in grado di arricchire tutte. Solo se si è unite, in maniera pragmatica, si può interagire con il mondo delle istituzioni, presenziare ai tavoli di lavoro sia locali sia regionali, operare in ottica di mercato e di network associativo.

Lei sarà candidata come Presidente del Gruppo Donne Imprenditrici Confimi Industria Monza Brianza e Bergamo. Quali sono i punti fondamentali del suo programma?

Mi permetta, prima di annunciarlo, di poterlo condividere con le colleghe che vorranno far parte del nostro progetto. Tra gli impegni in primis ascoltarci per rilanciare proposte e progettualità. Tra i vari punti ritengo determinante la valorizzazione delle aziende e delle professionalità in ottica di cultura d’impresa. Credo, poi, sia un dato su cui lavorare il fatto che solo il 38% delle aziende in cui la proprietà è femminile, una donna ha un ruolo apicale. Nonostante le imprenditrici si mostrino molto attente alla transizione digitale e green, nonché alla sostenibilità e alla responsabilità sociale dell’impresa,  risulta ancora molto difficile per una donna fare “azienda” ed essere riconosciuta per ruolo e capacità.

Tra le difficoltà, infatti,  oltre all’accesso alle risorse finanziarie e al ricambio generazionale, anche di figure professionali, c’è la mancanza proprio di riconoscibilità e se vogliamo di leadership, ma anche la necessità di una formazione adeguata sul budgeting/previsione finanziaria, sugli indici dell’andamento di un processo aziendale e sull’elaborazione dei piani di sviluppo. Non dimenticherei anche la necessità di re-skill in ambito di alfabetizzazione digitale.

Il vostro Gruppo quali legami instaurerà con quello nazionale di Confimi?

Il nostro Gruppo è proprio emanazione del progetto Nazionale. Saremo di supporto secondo il concetto dei vasi comunicanti. Il Nazionale in un anno ha veramente lavorato tanto grazie all’apporto delle colleghe e soprattutto della nostra presidente Frasca.

Abbiamo uno starter vincente e andremo a declinare a livello locale progetti nazionali, come quello già messo in atto sulla formazione finanziaria. Dall’altro lato avverrà anche il contrario sulla scia della mission e della visione che porta avanti Confimi, cioè valorizzare la professionalità di ciascuno e lavorare per portare avanti il cambiamento. Saremo così propulsori di idee e progettualità, in ottica di dialogo costante e funzionale.

Durante la pandemia da Covid-19, ha lanciato, insieme alle colleghe imprenditrici Lisa Fumagalli, Simona Ronchi e Laura Parigi, tutte associate a Confimi Industria Monza Brianza, il progetto “CON_diVISION”, un nuovo modello di business per mettere sul mercato dispositivi di distanziamento e protezione. A che punto siete?

In un’ottica di networking imprenditoriale stiamo portando avanti un progetto che riteniamo vincente e replicabile, in cui ciascuno conserva la propria identità, ma unisce le proprie forze con quelle degli altri. Crediamo che, soprattutto in un momento di impasse come quello attuale, si debba attuare una capacità progettuale comune anche dal punto di vista del linguaggio e della comunicazione. Non è un caso che al modello di business da noi attuato stanno arrivando anche altri, nel tentativo di praticare situazioni di solidarietà aziendale.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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