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Villa Reale, diretta social per LabMonza: "Ripensiamo la relazione tra Reggia e Parco" - MBNews
Cultura

Villa Reale, diretta social per LabMonza: “Ripensiamo la relazione tra Reggia e Parco”

Cuore del panel la situazione dei lavoratori e non solo: in campo anche strategie a breve e lungo termine per il futuro della Reggia.

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“Villa Reale, al Consorzio dico: siamo pronti a tornare”. È con il sorriso che Alberto Locatelli, lavoratore di “Cultura Domani”, apre il confronto organizzato nella serata di ieri, martedì 16 febbraio, da LabMonza sul futuro della Reggia. Sul piatto le sorti dei lavoratori e non solo: la lista civica monzese mette in piedi un confronto virtuale coinvolgendo cittadini, sindacati, comitati ed esperti del settore per rispondere a una domanda: quale sarà il futuro della Villa del Piermarini?

Villa Reale, i nodi al pettine tra passato e futuro

Sono giorni chiave per le sorti della Villa Reale. Mentre si chiudono le necessarie operazioni di verifiche e sopralluoghi dell’ala nobile, la cui gestione era in mano al concessionario privato Nuova Villa Reale Spa, enti pubblici e privati scendono in campo con proposte e idee per tornare a valorizzare il gioiello della città. A seguire questa strada è anche LabMonza, lista civica della città capoluogo brianzola, che ha messo intorno ad un tavolo virtuale alcuni soggetti, monzesi e non, per parlare delle sorti del bene.

Cosa emerge dalle voci interpellate da LabMonza? Che è necessario un cambio di passo. Non solo a livello gestionale, ma anche a livello di strategie di comunicazione, di offerta culturale, di progettazione a lungo termine.

“Mi devo porre l’obiettivo di capire come faccio ad attrarre le persone – spiega Dario Cimorelli, direttore generale della Silvana Editoriale e consigliere di amministrazione in diversi musei italiani. – Per me il parco e la villa devono muoversi in modo parallelo: bisogna trovare un meccanismo che metta nella condizione di far funzionare entrambi. Occorre un lavoro profondo su questo, che io non ho mai visto. Se no si rischia di trovare soluzioni tampone che poi non portano a niente. Bisogna definire gli obiettivi ed individuare le risorse per raggiungerli: se questo non si fa, navighi a vista. Aggiungo che queste problematiche non si vedono solo a Monza: il ripensamento del ruolo della cultura e dei musei è molto attuale e molto difficile. Fare cultura non è cosa semplice”.

Dario Cimorelli durante il suo intervento

E per il futuro? Già si parla del Masterplan, il piano strategico che verrà redatto da un pool di aziende guidate dal gruppo Cles. Su questo, in molti guardano al modello Venaria, la villa piemontese rinata dopo un importante lavoro di restauro e una vision vincente. “Esattamente come nel nostro caso, lì a gestire il bene è un Consorzio – prosegue Giacomo Correale del Comitato La villa reale è anche mia – si tratta di un modello da guardare con molta attenzione”.

Il nodo a breve termine: “Cultura Domani” 

Tra passato e futuro resta il tema dei lavoratori di “Cultura Domani”, forse le principali vittime del fallimento del partenariato pubblico-privato. Coinvolte in prima persona ci sono 9 figure professionali, ex lavoratori della Villa finiti in mezzo al contenzioso e da quasi un anno in cassa integrazione, che ora chiedono all’ente pubblico solo una cosa: tornare alla propria professione.
“Sono in cassa integrazione da marzo, con contratti di lavoratori part-time, con inquadramenti molto bassi – spiega Matteo Moretti, Segretario Generale FILCAMS CGIL MB – Bisogna ribadire che la cultura è un valore. Noi come sindacato abbiamo mantenuto la linea della fermezza ma della responsabilità e siamo riusciti ad attivare nuovi ammortizzatori sociali fino a fine marzo. Ma la partita non è chiusa: i lavoratori con grande dignità e passione hanno difeso la loro posizione. Adesso ci aspettiamo che rientrino nel piano della riapertura”.

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