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Serist ceduta alla Ladisa, a marzo la relazione dei Commissari sulla ristrutturazione dei debiti - MBNews
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Serist ceduta alla Ladisa, a marzo la relazione dei Commissari sulla ristrutturazione dei debiti

L'azienda fondata ad Arcore, acquisita dal colosso pugliese, ha presentato un piano di risanamento che avrebbe l'adesione di gran parte dei creditori. Dopo il parere dei Commissari, sarà il Tribunale di Monza a decidere.

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In un’epoca in cui sono vietati assembramenti ed è quasi impossibile far stare vicino molte persone, la ristorazione collettiva, quella rivolta in particolare a scuole, ospedali, forze dell’ordine ed aziende private, potremmo dire per definizione, non poteva restare immune agli effetti negativi del Covid-19. Anche per questo la cessione di Serist, storica azienda di ristorazione collettiva con sede a Cinisello Balsamo, ma fondata ad Arcore nel 1983, alla Ladisa, avvenuta nel luglio 2020 con un’asta competitiva indetta dal Tribunale fallimentare di Monza, potrebbe essere un esempio dai connotati in gran parte postivi in un periodo sanitario, economico e sociale così complicato.

L’acquisizione della Serist, infatti, comprensiva delle sue proprietà mobiliari e immobiliari, tra cui i centri cottura ad Agrate Brianza e Castiglione delle Stiviere e due stabilimenti in Sardegna, ma anche di contratti con i clienti pubblici e privati per un fatturato complessivo, a luglio scorso, di 52 milioni di euro, è un’operazione da 6,85 milioni di euro che permette a Ladisa, colosso della ristorazione collettiva nato a Bari nel 1973, di dare vita a una realtà da 50 milioni di pasti l’anno con oltre 5mila dipendenti e più di mille strutture servite in tutta Italia.

LA SITUAZIONE

Dopo che il 5 ottobre 2020 la Serist ha depositato al Tribunale di Monza una domanda di rinuncia al concordato preventivo inizialmente richiesto a gennaio 2020, è seguita il 18 gennaio 2021 la presentazione, in base all’ex art 182 bis Legge fallimentare, di un accordo di ristrutturazione dei debiti che avrebbe ottenuto un quorum di adesioni di oltre il 90% dei creditori con crediti congelati alla data del 2 febbraio 2020, mentre per quelli successivi, in prededuzione, la società, che starebbe procedendo regolarmente ai pagamenti, avrebbe ottenuto sconti ed abbuoni con transazioni stragiudiziali.

Ora si è in attesa della relazione dei due Commissari giudiziali che devono esprimere il proprio parere sul piano di ristrutturazione dei debiti messo a punto dalla Serist dell’amministratore unico Valter Zocchi e dai suoi consulenti. I due Commissari, a quanto ci è dato di apprendere, avrebbero chiesto al Tribunale di Monza una proroga di 15 giorni per la presentazione della loro relazione, la cui consegna era inizialmente prevista per il 18 febbraio 2021.

 

Sarà, poi, lo stesso Tribunale del capoluogo della Brianza a decidere sul progetto di risanamento. Che, con l’obiettivo di evitare il fallimento dell’azienda fondata ad Arcore, avrebbe a disposizione circa 2 milioni di euro, quelli recuperati dal prezzo di vendita della Serist, i 6,85 milioni di euro messi in campo dalla Ladisa rispetto ad una base d’asta di 4 milioni e 875mila euro, per battere l’unico concorrente che si era presentato, la Vivenda di Roma.

I DIPENDENTI

 La vicenda della cessione della Serist alla Ladisa, che collaboravano già da tempo per le mense dell’Esercito e ad Agrate Brianza a pochi passi l’uno dall’altro hanno rispettivamente un centro cottura ed una piattaforma logistica, pone anche altre questioni sul piatto della bilancia. Oltre al milione e 400mila euro, che la Ladisa non avrebbe ancora pagato a saldo dell’acquisto eccependo anche una serie di contestazioni relative alla scarsa chiarezza del decreto di trasferimento, è da chiarire soprattutto la posizione dei lavoratori che dalla Serist sono confluiti in Ladisa.

Dei 1340 potenziali, dopo dimissioni e cessazioni contrattuali, sarebbero 860 i dipendenti per i quali si sta lavorando alle pratiche di liquidazione del Tfr maturato fino al 4 ottobre 2020, cioè l’ultimo giorno prima del loro trasferimento in Ladisa. L’Inps, nonostante una deroga alla normativa ordinaria per la cessazione d’azienda, non avrebbe ancora liquidato il Tfr.

La Serist, che dal canto suo avrebbe già versato gli importi contributivi dovuti, con il supporto di alcuni consulenti del lavoro, starebbe cercando di definire con esattezza i conteggi Tfr per ognuno degli oltre 800 dipendenti. Il passo successivo potrebbe essere quello di inviare singole, specifiche istanze all’Inps in modo tale che l’Istituto nazionale di previdenza sociale abbia tutti gli elementi per valutare l’intricata situazione.

 

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