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Nuovi spazi e case più tecnologiche: così il Covid cambia il mercato immobiliare

Nuovi spazi e case più tecnologiche: così il Covid cambia il mercato immobiliare

4 Febbraio 2021

Ambienti aggiuntivi, luoghi che consentano la convivenza di due persone che lavorano in casa, spazi per genitori in smart working e figli in DAD. Cambia così il mercato immobiliare con la pandemia da Covid-19.
A fare un’analisi dell’impatto dell’emergenza sanitaria sul mercato delle abitazioni è “Bassi Immobiliare“, che descrive il periodo che viviamo come un cambiamento epocale. “La casa – spiegano – assumerà sempre più la doppia funzione di luogo per la famiglia e luogo di lavoro”.

“Con il lockdown si riorganizzano gli spazi”

“La pandemia purtroppo ancora in atto nel mondo sta cambiando le abitudini delle famiglie e delle aziende e questo cambiamento segnerà un percorso duraturo nel tempo – spiegano da Bassi. – Prima della pandemia pochissime persone sapevano cos’era lo smart working e ancora meno lo utilizzavano. Ora dopo il primo lockdown quest’argomento è sulla bocca di tutti e molte aziende pubbliche e private hanno riorganizzato la propria struttura in questa direzione. Prima della pandemia la didattica a distanza rappresentava qualcosa di molto astratto e lontano dalla vita della maggior parte degli studenti: scuole, insegnanti e studenti non erano pronti ad utilizzare questa modalità didattica. Oggi sappiamo tutti cos’è e siamo tutti più o meno attrezzati per poterla gestire”.

“L’aspetto tecnologico dell’abitazione assume un ruolo principe: un collegamento alla rete stabile e veloce, un buon isolamento acustico degli ambienti, un confort abitativo maggiore con ricambio automatizzato dell’aria viziata anche nei periodi climaticamente avversi. Ma questo non è l’unico cambiamento conseguente a queste nuove modalità di interfaccia con il mondo del lavoro e della scuola: la prossimità dell’abitazione al luogo di lavoro diventa una priorità inferiore e sta già oggi portando a mutate scelte abitative: molte famiglie stanno lasciando le grandi città scegliendo cittadine più piccole e meno costose, che magari godono anche di ottimi servizi ed infrastrutture pubbliche”.

E sul fronte business? “Tutte le medaglie hanno due facce – concludono dall’agenzia immobiliare – se il lavoro agile richiede maggiori spazi abitativi in contrapposizione rende eccessivi gli spazi oggi a disposizione delle aziende; questo lascia prevedere un eccesso di offerta di uffici, aspetto che comporterà la necessità di riconvertire gli spazi ed una riduzione dei prezzi degli uffici. Il mercato è sempre fluido, in continua evoluzione e sarebbe importante che le normative ed i pubblici uffici fossero altrettanto dinamiche, in grado di interpretare i cambiamenti e di far nascere da un cambiamento un’opportunità per gli imprenditori e per la cittadinanza. È altresì importante che gli uffici pubblici con il cambiamento delle modalità di lavoro non rallentino il loro operato e che sappiano adeguarsi al cambiamento con la stessa efficienza e velocità del privato. Personalmente sto constatando una diversa velocità di cambiamento tra il privato ed il pubblico che da la sensazione di viaggiare con il freno a mano tirato. Per esempio , per fare un accesso agli atti di fabbrica di un immobile vengono fissati appuntamenti a tre mesi, tempi molto diversi dalla velocità del mercato; spero che questa sia una fase temporanea e che ci siano dei miglioramenti nella risposta e nelle relazioni pubblico privato”.

*redazionale

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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