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Villa Reale, l'addio di Navarra: "Noi trattati come un affittuario ingombrante"

Villa Reale, l’addio di Navarra: “Noi trattati come un affittuario ingombrante”

15 Gennaio 2021

E’ “un epilogo amaro” quello che accompagna la fine di questa era della Villa Reale di Monza. Questo, almeno, per il concessionario privato che oggi, 15 gennaio 2021, dopo 6 anni di partenariato pubblico-privato esce di scena riconsegnando al Consorzio le chiavi degli spazi di sua competenza.

Uno strappo che non è arrivato come un fulmine a ciel sereno: a fine 2019 il concessionario, Nuova Villa Reale Spa, aveva indirizzato all’ente pubblico il primo invio dell’atto di recesso. Da allora, nessun passo avanti, anzi. Poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il 28 ottobre scorso: “quel consiglio comunale per parlare delle sorti della Reggia – spiega Attilio Navarra, presidente di Nuova Villa Reale Spa – dove maggioranza e minoranza dibattevano sul futuro dell’ente e addossavano a noi gran parte delle colpe e noi non potevamo nemmeno ribattere. Lì, ho capito a malincuore che non si poteva fare più niente per una conciliazione pacifica. Non nego che prima di quella data nutrivo ancora una speranza. In sede di consiglio si parlava di tutte le mie responsabilità. Eppure negli anni in cui siamo stati lì non abbiamo mai ricevuto delle lamentele sul nostro operato. L’unica lettera l’ho ricevuta il 23 dicembre scorso, prima di allora niente”.

“Per me quella di oggi è indubbiamente una giornata triste – prosegue Navarra. – E’ triste, in primo luogo, perchè oggi è fallito un modello che potenzialmente poteva fare scuola a livello internazionale: la gestione di un bene così prezioso e importante, tramite un partenariato pubblico-privato. Cosa non è andato bene? Non eravamo veri partner. Mi sento di dire che il partenariato non è mai iniziato davvero. La mia impressione è che siamo stati trattati come un affittuario ingombrante, che aveva in gestione la parte nobile della Villa. Dico che non è mai iniziato perchè addirittura sette anni fa, era il 23 gennaio 2014, noi indirizzammo al Consorzio una lettera in cui manifestavamo già alcune preoccupazioni rispetto al nostro rapporto, ma ci mostravamo disponibili ad una collaborazione proficua. Perchè il tutto funzionasse, però, dovevamo giocare in squadra: bastava poco, ma a mio parere così non è stato. Detto questo penso ancora, nonostante tutto, che una collaborazione vera tra pubblico e privati sia una soluzione valida, anzi ottima, per gestire dei beni come questo. Servono però le giuste condizioni”.

La presentazione di “Royal Dalì” una delle mostre presenti all’interno della Reggia.

Dove stanno gli errori del pubblico, quindi? E ancora, per quali ragioni si arriva ad una rottura così forte e addirittura una richiesta di oltre 8 milioni di euro per risarcimenti e mancati incassi?

“Tutto sta nelle premesse di come questa vicenda è iniziata – risponde Navarra. – Noi rispondemmo ad una gara anni fa, sulla base di un Masterplan, redatto dallo studio Carbonara, sapendo che il progetto aveva diversi lotti ed in previsione molti progetti di valorizzazione del bene, tra cui il recupero dell’ala nord, per cui mi risulta che i lavori ad oggi non sono nemmeno stati aggiudicati. Non è vero, come sostengono alcuni, che questo non è stato fatto per mancanza di fondi. I fondi c’erano, due anni fa sono arrivati in cassa, dall’Accordo di programma tra Regione Lombardia e i comuni di Milano e Monza, 23 milioni e ne è stata impiegata una piccola parte”.

“Per quanto riguarda i lavoratori di “Cultura Domani”, che in questi sei anni hanno dimostrato competenza e professionalità – conclude l’imprenditore – posso dire che siamo gli unici ad aver garantito nelle sedi opportune la disponibilità fin quando potremo di attivare gli ammortizzatori sociali. Non mi risulta che il Consorzio abbia chiarito o meno la disponibilità di una continuità occupazionale”.

La protesta dei lavoratori di Cultura Domani

E adesso?

Adesso chiuso un capitolo se ne apre un altro. Dario Allevi, Presidente del Consorzio e Sindaco di Monza, ha annunciato in una conferenza stampa che fino al 19 febbraio una serie di sopralluoghi serviranno per verificare lo stato della Reggia. Finita quella fase, la gestione tornerà interamente nelle mani del pubblico, che presenterà un piano per la riapertura, Covid permettendo.

Per quanto riguarda il contenzioso tra pubblico e privato, la vicenda è destinata a proseguire in sedi giudiziarie.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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