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Villa Bagatti Valsecchi senza Volontari: fondazione e giunta non pagano l'assicurazione

Villa Bagatti Valsecchi senza Volontari: fondazione e giunta non pagano l’assicurazione

12 Gennaio 2021

Il gruppo dei Volontari Versiera Varedo (V.V.V), l’associazione che di fatto cura la villa Bagatti Valsecchi, nonché unità operativa della Fondazione La Versiera, sì è ufficiosamente dimessa o per meglio dire, “congelata”. È quanto emerso dalla riunione del consiglio direttivo dell’associazione, tenutasi lo scorso venerdì 8 gennaio: una scelta votata all’unanimità,  dal collegio presieduto da Mauro Antignano. “È con grande rammarico – spiega il neo presidente dell’associazione -, che do la notizia. In tutti questi anni, così come dall’inizio del mio mandato, i volontari hanno dato sempre il massimo per il bene della villa. È un grande peccato, che tanti impegni e sacrifici, siano ora resi vani, ma in mancanza di una Fondazione e di un’amministrazione comunale (il comune è socio unico della Fondazione ndr) che dia linee guida chiare e ben strutturate, non possiamo far altro che congelare la nostra attività. Almeno fino a quando non verrà votato un nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione che, si spera, guarderà più da vicino gli interessi e la salute della villa”.

Un fulmine a ciel sereno. Per i cittadini di Varedo e per i volontari sicuramente. Meno per i membri del consiglio direttivo dell’associazione, che si trovavano in acque mosse ormai già da tempo. Non è invece stata, almeno non troppo, una sorpresa per i capigruppo di opposizione Stefano Guagnetti (M5s) e Stefano Zini (Pd), che a seguito delle recenti dimissioni del Cda della Fondazione, temevano che la situazione sarebbe andata peggiorando.

Il perché del congelamento risiede in un fatto pratico: la copertura assicurativa, tutelante i volontari per la responsabilità civile e per gli infortuni e dall’anno scorso in capo alla Fondazione, che altro non ha fatto se non integrare quella già in suo possesso estendendo la copertura anche i volontari, non è stata pagata. “I nuovi e già dimissionari membri  della Fondazione – testimoniano dall’Associazione dei volontari – si sono detti perplessi a riguardo, asserendo che la pertinenza assicurativa è sempre stata merito dei volontari stessi”. Vero. In parte e fino allo scorso anno, quando il precedente Cda aveva deciso di estendere e integrare la propria copertura assicurativa, al fine di meglio tutelare i volontari che per nome e per conto della Fondazione, si recavano a lavorare in villa Bagatti.

GLI EFFETTI

Stando alla documentazione ufficiale, la copertura assicurativa è cessata alla data del 31/12/2020 e, considerando i 15 giorni utili dopo la naturale scadenza, i volontari resteranno scoperti dal 15 gennaio. “Motivo per il quale – spiega il presidente Antignano -, da tale data l’associazione non sarà più attiva fino a data da definirsi. È del resto impensabile che l’associazione operi senza una garanzia assicurativa”.

Immediata la reazione dei capigruppo di opposizione, che sulla stessa linea d’onda commentano la scelta del Comune e della Fondazione di non pagare la rata semestrale del contratto assicurativo, rendendo tra l’altro passibile di ricorso legale la Fondazione, visto che per legge è obbligata a pagare la rata. “Questa agonia – commentano i capigruppo Guagnetti e Zini – è il risultato di 10 anni di una gestione non ottimale del centro Destra, che ha sempre e solo usato la villa per fini propagandistici”. E nemmeno troppo bene, verrebbe da dire, se poi questi sono i risultati.

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA FONDAZIONE

A seguito delle sopracitate dimissioni del neo Cda, giovedì 7 gennaio si è tenuta una conferenza dei capigruppo, durante la quale l’opposizione ha chiesto chiarimenti al sindaco circa lo stato dell’arte della Fondazione. Se le parole del sindaco Vergani (Lega) – “non dobbiamo stupirci del perché il Cda si sia dimesso, visto e considerando soprattutto il parere negativo del revisore dei conti” – non stupiscono certo più il fronte d’opposizione, ormai rassegnato dall’avere un confronto diretto con i consiglieri dimissionari, quello che più preoccupa, a questo punto, è il futuro dell’associazione dei Volontari lasciati allo sbando. “È incredibile – precisa Guagnetti – come la giunta Vergani, dopo le dimissione del Cda abbia chiesto supporto all’opposizione, ma poi ogni informazione utile ed inerente alla discussione, come ad esempio le difficoltà in cui vertono i volontari, vada sempre rincorsa“.

Se da una parte è vero che mercoledì 13 ci sarà una nuova conferenza dei capigruppo, al fine di deliberare l’ammissibilità dei 5 candidati che si sono proposti  alla direzione del Cda della fondazione, è pur sempre vero, spiegano i capigruppo “che non tutti i candidati sembrerebbero ammissibili, poiché non rispecchiano i parametri imposti dal bando stesso. Con buona pace per la Fondazione – chiosa Zini – molto probabilmente bisognerà rifare il bando e se ne riparlerà non prima di marzo o aprile. I varedesi, per tanto e al netto della critica situazione sanitaria, resteranno senza villa almeno fino a quel periodo. È davvero un peccato – precisa Zini – vedere come la mancanza di un business plan culturale abbia vanificato l’impegno e la dedizione dei volontari, nonché i soldi spesi finora per la villa. Non resta da sperare – concludono Guagnetti e Zini -, che almeno l’amministrazione comunale, in qualità di socio unico, riveda le proprie priorità a beneficio di un bene storico e di tutta la cittadinanza,che rischia così di vedere seriamente compromessa la possibilità di partecipare agli eventi e vivere la villa”.

 

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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