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Covid, l'allarme dei Ristoratori Uniti: "Ogni giorno di chiusura persi in Brianza 5 milioni di incassi"

Covid, l’allarme dei Ristoratori Uniti: “Ogni giorno di chiusura persi in Brianza 5 milioni di incassi”

28 Gennaio 2021

Locali chiusi, ristoranti a galla solo con il delivery, l’asporto e i ristori del Governo. E ancora bar, pasticcerie, ambulanti, mense, food-tracker in difficoltà. Ma quanto costa la crisi della ristorazione e che conseguenze può avere la chiusura degli ultimi mesi per il settore? A dare i numeri della filiera, una delle più colpite dall’emergenza Covid-19, sono i “Ristoratori Uniti MB” che, dati alla mano, hanno fatto i conti per quanto concerne il territorio brianzolo. Il quadro? “Ogni giorno di chiusura crea danni irreparabili – scrivono. – La ristorazione è in ginocchio“.

Numeri che parlano da soli: la ristorazione in crisi 

“Ogni giorno di chiusura in Brianza si sono persi più di 5 milioni di euro di incassi e in Lombardia più di 38 milioni di euro al giorno. In Brianza la ristorazione occupa 11.500 persone, in Lombardia più di 150.000. Il mercato brianzolo conta 3494 aziende attive nella filiera della ristorazione, oltre 50mila in Lombardia, con una fatturato medio di 540 mila euro l’anno”. Così i Ristoratori Uniti Monza e Brianza mettono nero su bianco le importanti cifre del mondo della ristorazione, un universo imprenditoriale che comprende molte attività travolte in questo ultimo anno di chiusure e restrizioni anti-Covid. Numeri che parlano da soli e che rischiano di mettere in ginocchio centinaia di persone.

“Il settore della ristorazione sia industriale sia commerciale – continuano – nel 2019 ha contribuito al PIL regione Lombardia per 24 miliardi di euro“.

La protesta in piazza

In molti non riescono più a reggere le chiusure imposte da Governo e Regione ed episodi di protesta si stanno verificando in tutto il territorio nazionale. Negli ultimi giorni si sono svolte due manifestazioni alle quali alcuni ristoratori del territorio hanno aderito: la prima, indetta a livello nazionale, #ioapro1501; la seconda di carattere locale, “La Brianza che non molla“, che ha portato sotto la sede di Regione Lombardia decine di lavoratori allo stremo.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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