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Qualità dell'aria, in Regione Lombardia continua a migliorare su base pluriennale

Qualità dell’aria, in Regione Lombardia continua a migliorare su base pluriennale

12 Gennaio 2021

La qualità dell’aria in Regione Lombardia continua a migliorare su base pluriennale. E anche nel 2020 è stato rispettato il valore del limite medio annuo di 40 µg/m³ di Pm10. Questi alcuni dei dati presentati dall’assessore all’Ambiente Raffaele Cattaneo, durante la conferenza che è servita anche a presentare un ‘pacchetto’ di incentivi da 100 milioni di euro. Sono intervenuto anche il presidente dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) Stefano Cecchin e il dirigente, Guido Lanzani.

PM10 DATI SUPERAMENTO LIMITE PER PROVINCIA – Per quanto riguarda il superamento della media giornaliera di 50 µg/m3 di Pm10, a Milano è successo 90 volte, 78 a Cremona, 66 a Mantova e a Monza, 64 a Pavia, 62 a Brescia, 59 a Lodi, 46 a Bergamo e a Como, 25 a Varese, 24 a Lecco e 7 a Sondrio. Sono 3 pertanto i capoluoghi di provincia in cui è stato rispettato il limite previsto dalla normativa italiana ed europea di non più di 35 giorni oltre soglia.

Nel 2019 il numero di giorni di superamento era risultato complessivamente pari a 72 giorni a Milano, 65 a Pavia, 64 a Cremona, 57 a Mantova, 55 a Lodi, 53 a Brescia, 44 a Monza, 29 a Bergamo, 27 a Como, 19 a Lecco, 17 a Varese e 9 a Sondrio. Ampliando il periodo di analisi si osserva come il numero di giorni di superamento fosse però, qualche anno fa, ben maggiore. Per esempio, nel 2006, i giorni di superamento della soglia erano risultati rispettivamente pari a 149 a Milano, 138 a Cremona, 113 a Pavia, 162 a Lodi, 145 a Monza, 148 a Mantova, 146 a Brescia, 90 a Bergamo, 102 a Como, 83 a Lecco, 56 a Varese, 138 a Sondrio.

IL PM2.5 DATI DIMINUZIONE PER PROVINCIA – Analogamente al Pm10, anche per il Pm2.5 il dato 2020 conferma il trend in progressiva diminuzione nel corso degli anni, con dati in generale poco più elevati che nel 2019 ma, nella maggior parte delle stazioni, intorno o inferiori a quelli del 2018.
Nel 2020 il valore limite annuale pari a 25 µg/m3 è stato rispettato in tutte le stazioni di monitoraggio del programma di valutazione regionale. Con la sola eccezione di Cremona Fatebenefratelli, Soresina e Spinadesco dove la media annua è risultata pari rispettivamente a 26 µg/m3, 27 µg/m3 e 28 µg/m3.

Nei capoluoghi di provincia le concentrazioni si sono attestate sui seguenti valori (dato peggiore della città): Cremona 26 µg/m3, Milano 25 µg/m3, Lodi 24 µg/m3, Brescia e Pavia 23 µg/m3, Bergamo, Como e Monza 22 µg/m3, Mantova 20 µg/m3, Varese 19 µg/m3, Sondrio 16 µg/m3 e Lecco 14 µg/m3.
Nel 2019 la situazione era comunque confrontabile. Infatti, la massima concentrazione media annua nei capoluoghi è stata rispettivamente a Cremona di 26 µg/m3, Brescia 25 µg/m3, Pavia e Lodi 23 µg/m3, Milano e Mantova 21 µg/m3, Bergamo, Como e Monza 20 µg/m3, Varese 19 µg/m3, Sondrio 17 µg/m3 e Lecco 13 µg/m3.

IL TRAFFICO NON È LA PRINCIPALE CAUSA D’INQUINAMENTO – “Nel 2020 – ha spiegato – su tutto il territorio regionale è stato rispettato il valore del limite medio annuo di 40 µg/m³ per il Pm10. I dati sono comunque sorprendenti perché il lockdown, con il conseguente blocco del traffico veicolare, non ha portato a una significativa diminuzione dei giorni di superamento del valore limite giornaliero (50 µg/m³). Al contrario c’è stato un leggero incremento rispetto al biennio precedente, per il prevalere di fattori meteorologici negativi. Questo a dimostrazione che il traffico non è la principale causa dell’inquinamento”.

OZONO (O3) LA SITUAZIONE IN PROVINCIA – A differenza degli altri inquinanti considerati l’ozono non mostra un andamento evidente negli anni. Complessivamente, il 2020 ha fatto registrare una situazione migliore rispetto al 2019 in riferimento al numero di superamenti delle soglie di informazione e di allarme. Si sono registrati tuttavia, come anche negli anni precedenti, diffusi superamenti sia del valore obiettivo per la protezione della salute, sia di quello per la protezione della vegetazione. In particolare, il valore obiettivo per la protezione della salute di non più di 25 giorni con la massima media mobile su 8 ore superiore a 120 µg/m3, risulta superato in tutte le province lombarde.

In dettaglio, nel 2020 si sono registrati, nella stazione peggiore, 116 giorni di superamento dell’obiettivo per la protezione della salute nella provincia di Lecco, 92 in provincia di Como, 86 in provincia di Lodi, 85 in provincia di Milano e Varese, 84 in provincia di Bergamo, 82 in provincia di Brescia 74 in provincia di Monza e Brianza, 73 in provincia di Mantova, 67 in provincia di Cremona, 55 in provincia di Pavia e 30 in provincia di Sondrio a fronte di un valore obiettivo di non più di 25 giorni oltre la soglia (da valutarsi come media su tre anni).

GENNAIO, FEBBRAIO E NOVEMBRE: PIOGGE INFERIORI AI MINIMI DA 15 ANNI – “In effetti – aggiunge Cattaneo – nei mesi di gennaio, febbraio e novembre le precipitazioni sono state addirittura inferiori ai valori minimi degli ultimi 15 anni. Questo ha creato situazioni particolarmente sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti e in diverse centraline è stato superato il numero dei 35 giorni, sebbene in misura variabile a seconda delle città. Non a caso i superamenti dei valori del Pm10 si sono concentrati soprattutto in questi mesi”.

IL RUOLO DI ARPA – “L’analisi – ha sottolineato Stefano Cecchin – è frutto di un lavoro complesso. Diversificato in base al contesto ambientale: traffico, industriale e di fondo. E in base alle sostanze, monitorate h24, 365 giorni l’anno”.

Si tratta di: No2 (biossido di Azoto), So2 (Ossido di Zolfo), Co (Monossido di Carbonio), O3 (Ozono), Pm10 (particolato con diametro inferiore ai 10 micron), PM2.5 (particolato con diametro inferiore ai 2.5 micron) e benzene.

INTERVENTI MOLTEPLICI – “Siamo in un trend complessivamente positivo – ha concluso Cattaneo – e in miglioramento su base pluriennale. Quanto ho detto prima conferma la complessità del tema della qualità dell’aria. Talvolta risulta addirittura contraddittorio e necessita di un quadro di interventi che agiscano su una molteplicità di fattori. Dalla mobilità al riscaldamento domestico, dalle limitazioni delle emissioni in agricoltura alla riduzione dei fattori che determinano la formazione di particolato secondario in atmosfera”.

Nel corso del biennio 2021-22 Regione Lombardia incentiverà la sostituzione dei veicoli privati, commerciali e degli Enti pubblici. Un pacchetto di oltre 100 milioni di euro, che saranno destinati anche al riscaldamento, all’agricoltura e all’energia.

36 MILIONI PER LA SOSTITUZIONE DEI VEICOLI PIÙ INQUINANTI – “Entro il mese di febbraio – ha spiegato l’assessore Cattaneo – apriremo un nuovo bando per la sostituzione dei veicoli privati.  Per il biennio 2021/22 mettiamo a disposizione 36 milioni di euro (risorse statali derivanti dagli accordi per la qualità dell’aria e risorse regionali). Una cifra doppia rispetto all’anno scorso. Un’auto elettrica, ad esempio, potrà beneficiare di uno sconto regionale fino a 8.000 euro che, sommato a quello nazionale (8.000 anche in questo caso) e ai 2.000 di sconto obbligatorio, porta a un costo competitivo molto competitivo”. Per gli altri veicoli gli incentivi variano da 2.000 a 5.000 euro in base alla categoria emissiva.

ALTRI 12 MILIONI PER IMPRESE ED ENTI PUBBLICI – Sette milioni di euro sono destinati alla sostituzione dei veicoli commerciali e altri 5 milioni (risorse regionali derivanti dalla legge 9/2020) aiuteranno gli Enti pubblici a sostituire i veicoli inquinanti. “Sono fondi – ha proseguito l’assessore – stanziati prevalentemente dal ministero dell’Ambiente derivanti dagli accordi per la qualità dell’aria, a cui si aggiungeranno risorse regionali, con cui stiamo completando gli accordi”.

ACQUISTO AUTO ELETTRICHE – Col bando autovetture, sarà possibile accedere al contributo (da un minimo di 4.000 euro ad un massino di 8.000) a fronte dell’acquisto di un’autovettura elettrica o a bassissime emissioni o di un motoveicolo solo elettrico (veicolo di categoria L) (novità). Oppure in caso di radiazione, per demolizione (fino a euro 2/II a benzina incluso o fino ad Euro 5/V diesel incluso) o per esportazione all’estero (solo Euro 5/V diesel).

L’incentivo si applicherà a fronte dello sconto del venditore di almeno il 12% sul modello base o di almeno 2.000 euro (per auto elettriche) e di almeno il 7% nel caso di motoveicoli elettrici. Sarà possibile anche acquistare senza radiazione, ma con un contributo ridotto. Inoltre gli incentivi saranno cumulabili con gli incentivi statali.

“In questo momento di particolare difficoltà – ha detto Cattaneo – vogliamo aiutare il più possibile i cittadini lombardi, e per questo stiamo stipulando accordi con i concessionari. Al fine di permettere l’applicazione diretta degli incentivi all’atto dell’acquisto. Il venditore riceverà poi il rimborso regionale”.

ALTRI 52 MILIONI PER COLONNINE RICARICA E SOSTITUZIONE CALDAIE – A queste misure si aggiungeranno altri 52 milioni di euro (provenienti dalla legge 9 sempre per il biennio 2021/22) per finanziare i bandi per le colonnine di ricarica (5 milioni) per gli Enti pubblici e per la sostituzione delle caldaie degli immobili pubblici (8 milioni)

Altri 10 milioni sono destinati agli impianti e reti locali a biomassa per la produzione e distribuzione di energia; 9 milioni alla de-impermeabilizzazione, con alberatura e rinverdimento delle aree pubbliche per il contrasto al cambiamento climatico e 20 milioni di euro sono destinati agli accordi negoziali per l’adeguamento tecnologico di impianti per la climatizzazione o per l’incremento dell’efficienza energetica per impianti e strutture pubbliche.

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