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Villa Reale, il Consorzio punta il dito sul privato ed è già al lavoro per la riapertura

Villa Reale, il Consorzio punta il dito sul privato ed è già al lavoro per la riapertura

15 Gennaio 2021

Non c’è tempo da perdere. E’ questa la prima impressione dopo la conferenza stampa congiunta del Presidente del Consorzio e Primo cittadino di Monza, Dario Allevi, e il direttore dell’ente, Giuseppe Di Stefano sul futuro della Villa Reale. A poche ore dalla riconsegna delle chiavi da parte del concessionario privato, Nuova Villa Reale Spa, che lascia ufficialmente gli spazi di sua competenza, il Consorzio dà una data per ripartire: 20 febbraio 2021, dopo il necessario iter di sopralluogo delle stanze della Reggia.

“La Villa torna in mano pubblica – ha spiegato Allevi facendo il punto con la stampa, svoltosi nella serata di oggi, venerdì 15 gennaio, nella Sala d’Onore della Reggia – almeno per un periodo di un anno o due: poi tireremo le fila e capiremo il miglior sistema di gestione. Oggi, però, è un momento di rinascita: per il bene si apre un nuovo percorso“.

Il primo step della ripartenza inizierà nei prossimi giorni e durerà fino al 19 febbraio: si tratta dei sopralluoghi di verifica nell’ala, nobile fino ad oggi di competenza dal concessionario. Poi avrà inizio la cosiddetta “fase 2“, quando finalmente, emergenza sanitaria permettendo, la Villa di Monza finalmente riaprirà i battenti.

“Stiamo studiando la migliore gestione possibile – chiarisce Di Stefano – e per farlo chiameremo a raccolta tutti quei soggetti che in queste settimane ci hanno contattati per mettersi a disposizione con idee e progetti. Il momento è molto delicato, ma oggi è un giorno di svolta perchè iniziamo a programmare e calendarizzare un nuovo percorso. C’è tanto su cui riflettere: quale futuro vogliamo dare alla Reggia? Quale prospettiva? Penso che ci siano diverse cose che vadano ripensate”.

“Nelle ultime settimane – prosegue Allevi – sono uscite tante bugie e inesattezze sulla Villa. Le abbiamo smentite, ma non nego di essere stato molto amareggiato. Il modello sognato e poi realizzato 6 anni fa si è dimostrato fallimentare; ma non penso perchè sia sbagliato provare strade di partenariato pubblico-privato, perchè il soggetto con cui abbiamo lavorato non era quello giusto. Secondo il mio punto di vista, non aveva ben chiaro come si amministra un bene culturale e ha fatto scelte sbagliate. Ci sono grandissime inadempienze da parte sua: se ci farà causa, saremo noi ad avere una lunga lista per lui. A partire dai debiti, che ha lasciato: solo di teleriscaldamento parliamo di oltre 100 mila euro“.

“Adesso – concludono dal Consorzio – lavoriamo con un obiettivo: spalancare le porte della nostra bellissima Reggia. C’è una bella squadra in campo e noi siamo pronti a lavorare”.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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