Ambiente

Area Scotti, il Comitato residenti lancia la petizione online per salvare la ciminiera

"Chiediamo che la Ciminiera Scotti venga recuperata in quanto elemento identitario ed emblematico della storia della città".

raccolta firme ciminiera area scotti

Torna su Change.org, il Comitato Residenti Area Scotti. Dopo il successo della prima raccolta firme per impedire la realizzazione di quelli che sarebbero stati definiti i “casermoni” di viale Cesare Battisti, il comitato cittadino nato per difendere l’area monzese dell’ex Feltrificio Scotti, torna sulla nota piattaforma di petizioni online, questa volta a fianco della ciminiera storica all’interno dell’area.

La petizione su Change.Org

“A luglio 2020, abbiamo appreso del controverso progetto che prevede la costruzione di tre palazzoni sull’area ex Scotti a ridosso dello storico vialone Cesare Battisti e della Villa Reale, vanto e biglietto da visita della città di Monza – scrive il Comitato sulla pagine della petizione. – Il progetto è stato aggiornato in novembre, riducendo l’altezza dei palazzi da 10 ad 8 piani, anche a seguito delle nostre petizioni che hanno raccolto complessivamente oltre 3.000 adesioni. Ma questo primo risultato non è ancora soddisfacente e continuiamo a lavorare affinché tali altezze vengano considerevolmente ridotte a favore di un inserimento più rispettoso del contesto storico e paesaggistico del vialone Cesare Battisti della Villa Reale”.

“La nostra maggiore preoccupazione ora riguarda la storica ciminiera di mattoni, alta 40 mt, presente nell’area, censita e classificata nella carta di Sensibilità Paesaggistica dei Luoghi come manufatto di archeologia industriale: quanto resta del glorioso feltrificio Scotti. I progettisti intendono invece raderla al suolo per fare spazio ai casermoni, lasciando al suo posto un simbolico triste “sedime” in suo ricordo, confinato all’interno del giardino condominiale degli erigendi palazzoni, anziché consolidarla e recuperarla a beneficio della cittadinanza, come ad esempio è stato fatto per la ciminiera del Sito Unesco di Crespi d’Adda e per molte altre antiche ciminiere in mattoni in Italia e all’estero”.

“Riteniamo – si legge nella nota – che tale prezioso manufatto sarebbe da preservare e valorizzare in quanto icona del luogo da oltre un secolo e unica testimonianza rimasta dello storico passato di Monza, “Città delle 100 ciminiere” e capitale mondiale del cappello, fino alla metà del’900. Erano 100, e ora potrebbe sparire anche l’unica rimasta in piedi nella sua interezza e pregevole fattura”.

“Ci rivolgiamo – conclude il Comitato – alla sensibilità dei cittadini e amanti di Monza che ci hanno seguito finora per   sostenerci ancora affinché  la ciminiera “Scotti” sia mantenuta nelle sue dimensioni originarie, messa in sicurezza e valorizzata, e che possa essere affiancata anche da un  museo che raccolga i molteplici reperti esistenti, per tramandare la storia di un’epoca che ha fatto conoscere la nostra città in tutto il mondo grazie al sapiente lavoro artigianale e industriale legato ai cappellifici e feltrifici, molto prima che vi rombassero i motori all’interno dell’Autodromo. Chiediamo che la Ciminiera Scotti venga recuperata in quanto elemento identitario ed emblematico della storia di Monza”.