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Liceo Frisi di Monza, il Covid si "combatte" anche con una settimana di didattica alternativa

Liceo Frisi di Monza, il Covid si “combatte” anche con una settimana di didattica alternativa

29 Gennaio 2021

E’ nei periodi di incertezza e difficoltà che spesso possono nascere idee e progetti capaci anche di cambiare il corso della storia. La creatività, però, per crescere e svilupparsi, ha quasi sempre bisogno di un terreno fertile in cui affondare le proprie radici. Come quello che cerca di coltivare il Liceo scientifico statale “Paolo Frisi” di Monza attraverso anche la Settimana di recupero e potenziamento, la DAF.

L’acronimo, che sta per Didattica Alternativa Frisi, descrive un’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, che non si è fatta fermare nemmeno dal Covid-19. Anzi, con un programma di 5 giorni, svolto interamente on line e denso di momenti relativi al recupero per chi ha difficoltà in alcune materie, ripassi e approfondimenti per tutti gli studenti dello storico istituto di via Sempione, la pandemia è diventata uno dei focus della manifestazione. Nell’intento di comprenderne alcune delle svariate sfaccettature.

UN PROGRAMMA D’ATTUALITA’

“Tra le conferenze previste per l’ultima giornata della DAF, il 29 gennaio, infatti, c’è anche quella dal titolo “Chi manipola i dati durante le pandemie? Prova della legge di Benford”. E l’incontro conclusivo della manifestazione, di solito riservato a grandi autori come Antonio Scurati e Helena Janeczek, quest’anno è dedicato allo scrittore milanese, Giuseppe Genna, autore del recentissimo libro “Reality. Cosa è successo”, incentrato proprio sul Covid-19” spiega Claudio Fontana, docente di Storia e Filosofia del Liceo Frisi e responsabile della settimana di Didattica alternativa.

Non solo la pandemia è protagonista alla DAF. Tra le decine di eventi in programma ogni giorno, tra ripassi, recuperi e conferenze, tenuti non solo dai docenti dell’istituto scolastico monzese e dagli stessi studenti, ma anche da relatori esterni, non sono mancati altri temi di stringente attualità.

Dal dropshipping e il commercio on line a come gestire l’ansia, dallo swap party, un baratto di tendenza in arrivo direttamente da Manhattan in cui amiche e conoscenti si scambiano capi d’abbigliamento ed accessori alla tragedia dell’Olocausto, di cui il 27 gennaio si è celebrata la Giornata della Memoria. Fino agli approfondimenti dedicati a Fabrizio De Andrè, alla mafia e al mondo dell’arte, in particolare i musei, desolatamente chiusi da mesi per colpa del Covid.

“Abbiamo ritenuto fosse importante dare spazio, con la presenza del meteorologo, Flavio Galbiati, anche ad un tema oggi portato alla ribalta soprattutto di giovani, i cambiamenti climatici, oggetto spesso di un negazionismo fomentato dalle fake news – afferma Fontana – inoltre nel 2021 si celebra il centenario della nascita di Leonardo Sciascia e con Mario Porro, studioso di letteratura e filosofia, abbiamo organizzato una conferenza incentrata sul saggio che lo scrittore siciliano dedicò al fisico Ettore Majorana”.

L’intrecciarsi di saperi e di tematiche, di storia e di attualità, sembra aver riscosso il gradimento del pubblico collegato a distanza. “I nostri studenti hanno partecipato in massa con 180-200 iscritti per ogni conferenza della DAF – sostiene il docente responsabile del progetto Didattica Alternativa Frisi – siamo molto soddisfatti perché, nonostante il Covid e il mondo della scuola abbandonato a se stesso, abbiamo voluto fortemente non chiudere bottega e proporre, anche quest’anno, la DAF. Tra l’altro molti dei contenuti della manifestazione saranno presto riversati su Frisi Channel, il canale Youtube del nostro istituto”.

Intanto, dopo tanti tira e molla, anche lo storico Liceo scientifico monzese si prepara a riportare i suoi studenti in classe. “Dal lunedì 1 febbraio avremo in presenza il 50% degli alunni – annuncia Fontana – a giorni alternati durante la settimana verrà in aula la metà di ogni classe, in modo da dare a tutti, in maniera equa, la possibilità di non seguire le lezioni da casa come accaduto sino ad ora”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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