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Madonna della Misericordia, il caso arriva a Roma. Capitanio: "Riconsegnare l'opera d'arte a Monza" - MBNews
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Madonna della Misericordia, il caso arriva a Roma. Capitanio: “Riconsegnare l’opera d’arte a Monza”

"Monza è destinata sempre più a rafforzare il suo ruolo di meta turistica ed è normale che pretenda la restituzione di ciò che le appartiene"

massimiliano capitanio alla camera facebook

Arriva anche a Roma il caso della Madonna della Misericordia, il gruppo scultoreo simbolo della Monza medievale, che oggi si trova al Castello Sforzesco di Milano. A chiedere la restituzione del bene al capoluogo brianzolo è Massimiliano Capitanio, deputato della Lega, che ha presentato una interrogazione al Ministro dei beni e delle attività culturali nella speranza che la città possa tornare ad ospitare, anche provvisoriamente, il pregevole altorilievo.
“E’ giunto il momento di restituire a Monza il gruppo scultoreo della Madonna della Misericordia – dichiara il deputato del Carroccio. – Monza è destinata sempre più a rafforzare il suo ruolo di meta turistica ed è normale che pretenda la restituzione di ciò che le appartiene”. “Compresi – continua Capitanio in continuità con la proposta già presentata in consiglio regionale dal Consigliere Corbetta – i molti arredi della Villa Reale dispersi a Roma tra Quirinale, ambasciate e svariate sedi istituzionali. Nel caso della Madonna della Misericordia, poi, non si può non tenere conto dello strettissimo legame e del significato profondo che legano l’opera alla sua città”.

Il testo dell’interrogazione

Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo
Per sapere – premesso che:
– con l’avvento alla Signoria di Azzone Visconti, signore di Milano dal 1329 al 1339, si decise la ricostruzione delle mura della città di Monza che erano state erette per la prima volta nell’alto medioevo;
– la cinta difensiva viscontea, iniziata nel 1333 e terminata nel 1385, si estendeva per oltre due chilometri ed era dotata di numerose torri di difesa e di porte costruite in pietra e laterizio come dei piccoli fortilizi, con merlature ghibelline, saracinesche e ponti levatoi. La porta principale, quella detta “Nuova”, in direzione di Milano, era ornata sulla sommità da un imponente altorilievo che raffigura la Madonna della Misericordia, effige di Maria stendente il manto a protezione della città, in cui la Vergine è al centro e tiene a sua destra gli uomini e a sua sinistra le donne;
l’altorilievo, monumento di sicuro pregio artistico, ha sempre avuto per la cittadinanza un profondo valore religioso in quanto è a quella Madonna che la Città si è rivolta per chiederne l’intercessione durante guerre e carestie fino al 1839 quando la cinta muraria fu demolita e l’opera d’arte trasferita a Milano, provincia cui Monza era stata annessa;
la Madonna della Misericordia, affiancata dalle statue di San Giovanni Battista (compatrono di Monza) e di Sant’ Ambrogio (patrono di Milano a cui era stata assoggettata Monza), era un tabernacolo votivo;
– l’intero gruppo scultoreo, oggi si trova al Castello Sforzesco di Milano, presso il Museo delle arti decorative di cui però non integra la collezione. L’opera, infatti, è affissa in un’anticamera della Sala della Balla che ospita il gruppo dei dodici arazzi dei Mesi, realizzati su disegno del Bramantino attorno al 1509;
– appare evidente che l’altorilievo in questione, simbolo della Monza medievale e oggetto di enorme devozione per la cittadinanza monzese, rivesta invece assai poca importanza nell’ambito delle collezioni del polo museale milanese che non ne ha mai valorizzato la presenza con una adeguata esposizione;
– la Città di Monza, ha chiesto di rientrare in possesso della Madonna della Misericordia e delle statue che l’affiancano e, soprattutto in questi mesi di emergenza sanitaria in cui il Papa ha affidato l’Italia e il mondo alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza, torna a chiedere di riportare a casa il prezioso tabernacolo;
ad oggi le richieste avanzate dal Comune ai Musei Civici di Milano sono rimaste prive di qualsivoglia riscontro;
– l’ubicazione dell’intero gruppo scultoreo in una apposita sala del Museo civico di Monza, presso la Casa degli umiliati, arricchirebbe non solo il patrimonio artistico ma anche quello culturale immateriale della città assicurando così maggior tutela all’altorilievo.
se il Ministro interrogato, per quanto di sua competenza, intenda intraprendere azioni per assicurare che le opere d’arte in parola vengano restituite alla cittadinanza monzese.