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Corsie ciclabili a Monza, Fiab e Comune si attaccano da fronti opposti

Corsie ciclabili a Monza, Fiab e Comune si attaccano da fronti opposti

20 Gennaio 2021

Si parla di come spostarsi in maniera sostenibile dal punto di vista ambientale. Ma il dialogo, se così si può chiamare, tra FIAB Monzainbici e Comune di Monza sulle corsie ciclabili resta fermo. E continua, metaforicamente, a lasciare le biciclette attaccate al palo.

Almeno quelle che potrebbero percorrere le previste corsie ciclabili di corso Milano-Via Borgazzi come collegamento con la Metropolitana di Bettola, via Boito-Via Pergolesi-Via Ramazzotti per collegare il centro con l’ospedale e via Mentana per collegare la parte est di Monza alla stazione ferroviaria. Tre interventi prima annunciati da Piazza Trento e Trieste, anche sul periodico di informazione “La tua Monza” pubblicato lo scorso luglio, poi cancellati dalla stessa giunta guidata dal sindaco Dario Allevi.

I 4.2 chilometri di corsie ciclabili, che si sarebbero dovuti aggiungere ai 33,700 i chilometri dei percorsi monzesi dedicati alle biciclette, sono ufficialmente sfumati perché “la conversione in legge del DL n. 76 del 16 luglio 2020, entrata in vigore lo scorso 15 settembre, ha bloccato la possibilità di un uso promiscuo “in modo continuativo” tra biciclette e altri veicoli delle corsie ciclabili” si legge in un comunicato pubblicato l’11 novembre sul sito del Comune di Monza. Una spiegazione, quella di Piazza Trento e Trieste, che continua a non convincere la storica associazione cicloambientalista monzese.

LA POSIZIONE DI FIAB

“Il DL 76/2020 prevede la possibilità di introdurre modifiche all’assetto stradale per facilitare la circolazione delle biciclette, compresa la corsia ciclabile che può essere realizzata semplicemente tracciando con vernice una linea bianca tratteggiata a lato destro della carreggiata” afferma Lorenzo Brusadelli (nella foto in basso), presidente di FIAB MonzainBici.

“Il Comune di Monza ne ha prima annunciate tre, con la relativa spesa tra i 16 e i 20 mila euro, in C.so Milano – Via Borgazzi (larghezza della carreggiata C.so Milano mt. 13.8, Borgazzi mt. 11.7), Via Mentana (larghezza della carreggiata 7.5/8.00) e Via Boito-Via Pergolesi-Via Ramazzotti, con la realizzazione di due “case avanzate” per garantire una maggiore protezione dei ciclisti, per poi fare marcia indietro” continua Brusadelli.

“Noi non abbiamo avuto alcuna notizia di inspiegabili modifiche ai decreti che impedirebbero la realizzazione delle corsie ciclabili – aggiunge il presidente di FIAB MonzainBici – interpellata la FIAB nazionale abbiamo avuto conferma che nulla è cambiato rispetto al DL 76/2020. Prova ne è che molte città, Milano per prima, si stanno attrezzando da tempo per garantire sicurezza e, molto importante in questo momento, il distanziamento fisico negli spostamenti”.

LA REPLICA DEL COMUNE

La verità di Piazza Trento e Trieste sulle tre previste corsie ciclabili, ormai messe da parte, è opposta a quella di FIAB MonzainBici. E sembra non lasciare spazio a margini di conciliazione. “Mi fido di quello che dicono i tecnici del Comune, secondo i quali i progetti, così come erano stati pensati, non potranno essere realizzati – afferma l’assessore alla Sicurezza, Mobilità, Viabilità e Polizia locale, Federico Arena (nella foto in basso) – la conversione in legge del DL 76/2020 ha reso possibile la promiscuità tra biciclette e altri veicoli sulle corsie ciclabili solo per brevi tratti e non in modo continuativo. Questo non consente di attuare la corsia ciclabile in via Mentana, mentre a Corso Milano, per la presenza delle Poste e di numerose attività economiche, sarebbe stato necessario chiedere sacrifici esagerati ai cittadini”.

L’assessore comunale, poi, in riferimento alla dura presa di posizione di FIAB, si lascia andare anche al rammarico. “Sono rimasto stupito dalle loro dichiarazioni, che mi sembrano denotare un atteggiamento scorretto, visto anche che io e il sindaco Allevi, prima di dare comunicazione pubblica dello stop alle corsie ciclabili, avevamo avuto l’attenzione di convocare ed informare prima l’associazione cicloambientalista – spiega Arena – se, poi, ci viene portato come esempio Milano, ricordo che le scelte della locale amministrazione hanno portato ad ingolfare il traffico sugli assi stradali principali e ad aumentare gli incidenti da giugno scorso ad oggi”.

“Noi rivendichiamo i cospicui finanziamenti per il completamento della pista ciclabile nel tratto Fermi – Montesanto e della Brumosa fra Monza e Brugherio che risulteranno collegate anche attraverso la messa in sicurezza del tratto sul ponte di via Aquileia – continua – inoltre interverremo in viale Elvezia, in viale Stucchi ed arriverà la nuova bici-stazione al Nei. Incrementeremo il bike sharing a Monza attraverso il Bando «Programma di incentivazione della mobilità urbana sostenibile» («PrIMUS»)”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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