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Villa Reale, a rischio i lavoratori di "Cultura Domani": tra gli scenari il licenziamento

Villa Reale, a rischio i lavoratori di “Cultura Domani”: tra gli scenari il licenziamento

10 Dicembre 2020
Potrebbero perdere il lavoro proprio durante le festività natalizie i lavoratori di “Cultura Domani“, la società emanazione di Nuova Villa Reale di Monza srl che gestisce in concessione alcuni spazi della Reggia di Monza. A comunicarlo, con una lunga e dettagliata nota, è la Filcams Cgil di Monza e Brianza, che rappresenta gli 8 lavoratori sospesi in cassa integrazione continuativamente dal mese di marzo 2020, senza alcuna anticipazione del trattamento economico da parte dell’azienda. Uno stallo, figlio di una riapertura a metà nell’anno della pandemia, che potrebbe risolversi a breve, ma nel modo peggiore, qualora non venissero trovate da tutte le parti coinvolte, soluzioni adeguate.

Cgil MB: “Per i lavoratori un destino incerto”

Come avevamo anticipato in un nostro precedente articolo, la Filcams Cgil di Monza e Brianza e i Rappresentanti dei lavoratori di “Cultura Domani” hanno incontrato il Consorzio Villa Reale, l’ente pubblico formato dalle istituzioni proprietarie delle varie sezioni della Villa e del Parco. Il confronto, per discutere della delicata situazione e capire insieme i prossimi passi, si è svolto nella giornata di ieri, mercoledì 9 dicembre.
“In questi giorni – riporta la nota sindacale firmata da Matteo Moretti e Fabiana Cabras – i lavoratori sono stati ulteriormente colpiti dalla comunicazione aziendale ricevuta in data 3 dicembre 2020, che contiene il recesso unilaterale dal contratto di gestione del servizio a far data dal 4 gennaio e la riconsegna del bene in data 11 gennaio 2020. A seguito di tale comunicazione i lavoratori rischiano concretamente, in assenza di soluzioni adeguate, di perdere il posto di lavoro e ritrovarsi in mezzo a una strada proprio durante le festività, nel pieno della pandemia. Infatti, il Committente risulta essere la società “Nuova Villa Reale”, la cui proprietà è la medesima di “Cultura Domani” e la comunicazione strumentale di quest’ultima è riconducibile alla scelta unilaterale della proprietà di recedere dal contratto in essere con il Consorzio Villa Reale”.
“Abbiamo pertanto richiesto alla Direzione del Consorzio di conoscere le azioni che verranno intraprese per scongiurare tale scenario – proseguono. – Abbiamo recepito sensibilità e attenzione al disagio dei lavoratori, preso atto dell’intenzione di favorire la tutela occupazionale e della decisione di attivare un percorso che nel più breve tempo possibile consenta la riapertura degli spazi del bene pubblico più importante della città. Tuttavia, nonostante l’impegno positivo a un costante aggiornamento di questo tavolo di confronto e l’impegno a verificare le soluzioni possibili, l’emergenza della situazione impone il massimo livello di allerta perché a oggi il destino di questi lavoratori rimane completamente incerto”.
La Cgil ha aggiunto inoltre di aver richiesto un ulteriore confronto all’azienda “Cultura Domani”, per richiamare la proprietà alla responsabilità verso i lavoratori che sono in mezzo a un contenzioso tra pubblico e privato e rischiano di pagare il prezzo più alto con la perdita del posto di lavoro.

“Serve continuità: garantiamo gli ammortizzatori sociali”

“Chiediamo infine – concludono dal sindacato – che le istituzioni pubbliche che guidano il Consorzio (Comune di Monza, Comune di Milano, Regione Lombardia e Ministero dei Beni Culturali) attraverso azioni politiche concrete lavorino insieme a tutti i soggetti coinvolti per individuare una soluzione tempestiva che garantisca la continuità occupazionale ai lavoratori della Villa Reale, attraverso un’internalizzazione del servizio se possibile, oppure affidando la gestione a un altro soggetto privato. La continuità è imprescindibile anche perchè è l’unico elemento in grado di garantire il diritto agli ammortizzatori sociali.
Auspichiamo che le forze politiche presenti in Consiglio comunale, il sindaco e tutti i livelli istituzionali siano coesi nel portare avanti un’ azione di responsabilità perchè si parta con il piede giusto attraverso la tutela dei posti di lavoro”.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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