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Filo diretto tra Monza e la Siria, ecco i doni di “Insieme si può fare” per Natale

Filo diretto tra Monza e la Siria, ecco i doni di “Insieme si può fare” per Natale

11 Dicembre 2020

E’ una delle frasi più abusate e probabilmente la sentiremo tante volte anche nei prossimi giorni. A Natale si è tutti più buoni. Ammesso che, pur nella sua inevitabile semplificazione, sia vero, lo sarà anche per le prossime, imminenti, festività segnate dal Covid-19? In attesa di scoprirlo, c’è chi sta già dimostrando con i fatti che non solo ci si può comportare bene, ma si può fare del bene agli altri, anche in occasione di questo ormai imminente Natale 2020. Soprattutto se vivono in un contesto di povertà e guerra.

E’ il caso di Insieme si può fare, l’organizzazione nata sette anni fa a Monza per una prima missione di beneficenza denominata “Pasqua in Siria”. La Onlus, in vista del prossimo Natale, ha avviato una serie di iniziative per essere al fianco di un popolo sfinito da una guerra civile distruttiva, capace, ormai da 9 anni, di fare centinaia di migliaia di morti e milioni di rifugiati. E, nel rispetto dell’unità che ispira il proprio nome, la Onlus monzese, fondata da Lorenzo Locati, ex professore di Educazione fisica al Liceo artistico Nanni Valentini, lo fa in collaborazione con altre associazioni, ManidiPaceMultisolidarietà e Flavia Filo Creativo.

UN CONTAINER CARICO DI BENE

Passano gli anni, ma aumenta ancora più velocemente il numero dei container che “Insieme si può fare” fa partire da Monza alla volta della Siria. Con l’ultimo appena partito si è arrivati, infatti, a 43 in 7 anni. “Il nostro container, adottato da ManidiPace, che ha accettato di pagare metà delle spese di viaggio, raggiungerà la Siria proprio durante le vacanze di Natale – afferma Locati – porteremo in quel martoriato Paese 60 quintali di biscotti donati con generosità encomiabile da Galbusera, 10 quintali di carne in scatola regalati dal gruppo Cremonini e 4500 mascherine anti-Covid”.

“Questo carico così ricco arriverà nel campo sfollati di Bab al-Hawa, al confine tra Siria e Turchia, dove due anni fa è sorta la Insieme si può fare school – continua il fondatore della Onlus monzese – i prodotti e i beni saranno distribuiti oltre che ai nostri 250 studenti anche alle altre scuole del territorio e al Peace and Cooperation Camp un piccolo campo sfollati in Siria, proprio a 200 metri dal confine con la Turchia, dove ci sono 35 famiglie e 140 persone, che abbiamo adottato con ManidiPace”.

Proprio lì vicino al muro eretto dal premier turco Erdogan, recentemente la “Insieme si può fare” ha creato un’aula scolastica. Che è diventata anche una Tenda della solidarietà, donata dall’azienda Bizerba, con funzioni polivalenti. “E’ uno spazio in cui si fanno lezioni, ma si svolgono anche incontri, momenti di aggregazione, corsi di alfabetizzazione per le donne e, perfino, occasioni di svago come il recente simpatico balletto preparato da alcune bambine del campo” spiega Locati.

Per Natale le famiglie del Peace and Cooperation Camp avranno anche un altro regalo. “Per loro questo è il decimo anno che passeranno le prossime festività in tenda – aggiunge il vulcanico ex insegnante di Educazione fisica – allora oltre al pacco alimentare, che ogni mese forniamo a ciascuna famiglia, abbiamo pensato di farci carico, con l’aiuto di ManidiPace, del riscaldamento fornendo la legna indispensabile per scaldare le tende e sopravvivere all’inverno”.

Per combattere l’emergenza freddo in un luogo dove le basse temperature si aggiungono ad una situazione già critica, il contributo delle persone di buon cuore è fondamentale. “Chi vuole darci una mano può acquistare un quintale di legna con un bonifico da 13 euro su uno dei conti delle nostre associazioni mettendo nella causale Emergenza freddo in tenda (Insieme si può fare Onlus IBAN IT20L0521620401000000104905; Associazione ManidiPace IBAN IT34J0521622902000000004485)” annuncia Locati.

LA FELICITA’ IN UN SACCHETTO

La misura della gioia e della bontà è difficile da stabilire con criteri razionali o scientifici. Nel poco può starci tantissimo, in un gesto il mistero eterno della fratellanza umana e di un dare che si trasforma in un ricevere altrettanto importante. Tutto questo, probabilmente anche molto di più, si può nascondere in un oggetto all’apparenza semplice.

“Ad Aleppo i viveri scarseggiano o hanno prezzi troppo alti per le persone comuni per colpa dell’immobilismo politico internazionale, le sanzioni e la svalutazione inarrestabile della lira siriana – spiega il fondatore di “Insieme si può fare Onlus” – allora per il prossimo Natale abbiamo pensato, oltre a dare un pacco di generi alimentari e capi di vestiario a 75 famiglie che cerchiamo di aiutare con ManidiPace, Multisolidarietà e Flavia Filo Creativo, di raccogliere donazioni per un Sacchetto della felicità”.

“Con 25 euro (qui il codice Iban per le donazioni) si dona, ma si ricevono anche 5 panetti di sapone di Aleppo, un prodotto tradizionale siriano e, soprattutto, si ha la consapevolezza di dare a noi la possibilità di acquistare un pacco di viveri per un mese ad una famiglia siriana” aggiunge.

Il Sacchetto della felicità si può prenotare e ritirare presso la sede di Insieme si può fare, che si trova a Monza in viale Libertà, 126. Ma c’è anche un’altra modalità per contribuire alla causa di un popolo che ha già subito dieci anni di guerra civile. “Si possono acquistare anche saponi di Aleppo sciolti ed ogni 4 noi ci impegniamo a fornire un quintale di legna al Peace and Cooperation Camp per il progetto Emergenza freddo in tenda – afferma Locati – in un anno in cui il Covid ci costringe alla distanza dagli altri e non ci può incontrare, il calore umano trova altre strade per esprimere il suo vero significato”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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