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Monza, a rischio lo storico negozio Boggi Factory Store: il caso arriva al TAR

Monza, a rischio lo storico negozio Boggi Factory Store: il caso arriva al TAR

21 Dicembre 2020

Una destinazione funzionale errata, un ricorso al Tar e tanta incertezza per le sorti di uno degli storici negozi della città. Sono questi gli elementi di quella che si prospetta essere una nuova causa milionaria contro il Comune di Monza. Protagonista della vicenda è lo stabile che attualmente ospita il negozio “Boggi Factory Store” in via Borsa, angolo via Galilei, specializzato in abbigliamento da uomo. Un negozio conosciuto da brianzoli e non solo che, secondo le carte del Comune, non avrebbe mai dovuto essere lì. La motivazione appare nero su bianco nella delibera di giunta approvata lo scorso 10 dicembre dal Comune di Monza, in cui è riportato che la destinazione d’uso della stabile in questione è quella industriale e non commerciale.

Il caso

Secondo la documentazione, l’attuale negozio di abbigliamento è stato infatti ricavato all’interno di un capannone che fino agli anni ’60 era usato per attività industriali e che, una volta cessata la produzione, è stato dato in affitto per svolgere attività commerciali. I problemi con l’Amministrazione comunale sono emersi quando le due società proprietarie, la “Lambro Confezioni” e la “Tessilmonza”, hanno cercato di mettere in vendita l’immobile. L’operazione ha fatto avviare un “accertamento sulla destinazione funzionale” e ha fatto emergere la licenza edilizia originaria, risalente al 13 dicembre 1960, che autorizzava la “funzione industriale e quindi non idonea alla nuova qualificazione del bene”.

Lo sorso dicembre, la “Lambro Confezioni” e la “Tessilmonza”, avevano inviato al Comune un atto di proposta per raggiungere un accordo. Ulteriore documentazione era giunta anche nei mesi di marzo e agosto 2020. Il Municipio aveva però avviato a fine luglio il procedimento per il ripristino della corretta destinazione. Un gesto che ha portato alla rottura: le due società in data 12 novembre 2020 avevano notificato al Comune di Monza, tramite pec, ricorso avanti il TAR Lombardia, con la motivazione del “silenzio mantenuto dal Comune di Monza sull’atto di proposta e invito alla conclusione di accordi”. Veniva inoltre richiesto di condannare il Comune al pagamento oltre 3,8 milioni di euro di danni, oltre agli interessi legali.

La replica dell’amministrazione è arrivata in sede di giunta lo scorso 10 dicembre, quando con voti unanimi e favorevoli, è stato approvato di costituirsi in giudizio contro il ricorso. L’incarico della difesa del Comune di Monza è stato affidato al Settore Legale del Comune, nelle persone degli avvocati Paola Brambilla, Maria Banza, Annalisa Bragante, Giancosimo Maludrottu e Stefano Boeche.

La testimonianza: “Un negozio storico”

“Noi siamo in affitto – ha spiegato a MBNews, Roberto Zaccardi, proprietario del negozio Boggi Factory Store – non c’entriamo con questa questione. E’ pur vero che questo spazio ha una storia importante: da decenni siamo uno store conosciuto a Monza. Prima forse era noto come “grande magazzino”: ora è cambiata la terminologia, ma sempre di commercio e vendita al dettaglio parliamo, un commercio che va avanti da ben 2 generazioni. Attualmente lavorano in negozio 10 persone e altre 35 sono negli uffici: si tratta di 45 famiglie. Sarebbe gravissimo che dopo il periodo che abbiamo vissuto venisse messo a rischio il loro posto di lavoro”.

Attualmente il negozio è regolarmente aperto. Spetterà al giudice deciderne le sorti.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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