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Covid, l’incubo di un brianzolo: “Io e mia madre 94enne siamo stati abbandonati”

L'uomo, 54enne brianzolo, ha indirizzato la sua lettera alla nostra redazione raccontando quello che gli sta capitando. 

mani anziana anello - web

Una madre anziana positiva, la badante nelle stesse condizioni, il figlio negativo: queste sono le premesse dell’incubo personale che ha vissuto un cittadino di Verano Brianza.

L’uomo, 54enne brianzolo, ha indirizzato la sua lettera alla nostra redazione raccontando quello che gli sta capitando.

“Ho 54 anni, vivo a Verano Brianza (MB) con mia moglie, che attualmente si trova all’estero bloccata dal COVID. Mia madre (94 anni), vive nella mia stessa abitazione in un altro appartamento, non è autosufficiente ed è assistita da una badante.

In data 16 ottobre la badante ha manifestato un mal di gola, e mia madre alcuni sintomi di stanchezza e malessere.  Privatamente abbiamo organizzato uno screening a domicilio (tamponi molecolari) per fare il punto della situazione in data 22 ottobre” scrive il 54enne.

Il 24 ottobre la famiglia ottiene l’esito dei tamponi: l’anziana madre è positiva, così come la sua badante. Il figlio, invece, è negativo.

“L’inizio dell’incubo, siamo stati improvvisamente abbandonati: il Medico di famiglia non può intervenire in quanto ha avuto indicazioni di non visitare a domicilio e ha proposto il ricovero; fortunatamente un caro amico medico mi ha consigliato la terapia a domicilio, e mi supporta telefonicamente giornalmente (2-3 volte al giorno) con la terapia e il controllo dell’andamento generale con analisi dei parametri (temperatura, saturazione) – prosegue la lettera – Ho poi trovato una cooperativa a Seregno che è riuscita a mandarmi una persona per l’igiene personale di mia madre (dal 03.11) e con la stessa cooperativa ho organizzato il secondo tampone di controllo non avendo ricevuto ancora nessuna chiamata dall’ATS.  Sono riuscito a far partire l’ADI per sorveglianza infermieristica in data 27.10, l’infermiere è venuto a visitarci solo un giorno in data 3 novembre”.

Purtroppo il secondo tampone delle due donne sono risultati ancora positivi ma, questa volta, anche l‘esito dell’esame del figlio conferma la sua neo positività al Covid poiché, consapevolmente, ha deciso di assistere la genitrice. 

“L’ATS mi ha contattato il 6 novembre (dopo 15 giorni dalla segnalazione del medico di famiglia) e dopo aver illustrato la situazione mi ha proposto il tampone di controllo a Vimercate o Monza (1,00-1,30 di auto con mia madre che non cammina, è debilitata e non è in grado di uscire di casa); ho chiesto l’USCA con risposta negativa e la promessa di ricevere comunque un riscontro in data 9 novembre. Sto ancora aspettando … Chiaramente mi  sono mosso ancora personalmente e sono riuscito a riprogrammare privatamente i tamponi di controllo in data 11 novembre, con esito finalmente negativo. Assurdo. Sono rammaricato e vorrei denunciare tutto questa disorganizzazione e abbandono per aiutare chi non ha la consapevolezza, la capacità, le relazioni professionali, le condizioni economiche per risolvere in autonomia tutto questo”. 

Lettera firmata

 

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